Le cittá sono la ricchezza delle nazioni

Un nuovo modo di vedere l’economia

Posts Tagged ‘italia’

Qualita’ della vita: Italia decima

Posted by janejacobs su gennaio 5, 2010

Secondo International Living, l’Italia e’ il decimo Paese per qualita’ della vita. La Francia e’ il primo Paese. La classifica completa qui: www.internationalliving.com/qofl-data

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Disoccupazione in Italia

Posted by janejacobs su settembre 5, 2009

C’e’ un sondaggio dell’Eurostat, l’istituto di Statistica Europeo, che confronta i tassi di disoccupazione nei Paesi dell’Unione Europea.

I dati per quasi tutti i Paesi si riferiscono al mese di Luglio.

In materia di disoccupati, la Spagna ha il triste primato con un tasso di disoccupazione del 18.5%, piu’ di tutti i Paesi dell’Est piu’ poveri che si sono uniti all’Unione Europea.

La Francia e’ al 9.8% (vicino alla media).

La Germania fa meglio al 7.7% (ma la disoccupazione potrebbe pesantemente salire dopo le elezioni Tedesche di Settembre).

L’Italia fa meglio  anche della Germania con il 7.4% di lavoratori in cerca di lavoro. Niente male!  Peccato che il dato Italiano si riferisce al Marzo 2009.

Cosa impedisce all’Italia di fornire dati piu’ aggiornati?

Il link allo studio e’ qui.

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Italia: turismo nel 2009 compromesso

Posted by janejacobs su agosto 15, 2009

Per l’associazione degli albergatori Italiani il 2009 e’ un anno compromesso.

In termini occupazionali questa crisi si dovrebbe tradurre nella perdita di circa 50,000 posti di lavoro, di cui 10,000 nella sola citta’ di Roma.

Puo’ consolare che Spagna e Francia sono messe male quanto l’Italia?

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Boom del solare in Italia

Posted by janejacobs su maggio 19, 2009

L’Italia gli incentivi per l’energia solare piu’ generosi d’Europa. Visto il suo clima, l’Italia potrebbe essere il primo paese al mondo a raggiungere la situazione in cui e’ piu’ economico produrre energia solare che energia da carburanti fossili. Questo sarebbe un traguardo impressionante, visto il ritardo del Paese nel solare e visto che tale traguardo potrebbe essere raggiunto entro un paio d’anni.

 Tale generosita’ sta accompagnando in questi mesi un’attivita’ frenetica di investitori nel settore del solare e cio’ sta superando la diffidenza degli investitori soprattutto verso le regioni del Sud.

 La Puglia e’ oggi la regina del solare. Ma nonostante tutto questo rimandgono vari problemi tra cui:

 

  • l’inadeguatezza della rete elettrica nel convogliare I nuovi impianti solari
  • le infiltrazioni mafiose
  • la speculazione sul territorio
  • le lentezze burocratiche a livello locale

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Liberta’ in Italia

Posted by janejacobs su maggio 11, 2009

Riporto il video di un’ intervista a Beatrice Borromeo in merito ad uno dei moltissimi episodi che stanno spegnendo la liberta’ in Italia. Vale la pena pagare il canone RAI, comprare giornali asserviti al potere o acquistare i prodotti pubblicizzati dalle reti private se il risultato di questi comportamenti apparentemente innocui e’ la fine della nostra liberta’ ?

Fonte: Daniele Martinelli

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Italia ventottesima nel turismo

Posted by janejacobs su marzo 4, 2009

Nonostante l’Italia possieda il piu’ grande patimonio archeologico al mondo ed abbia buoni ospedali ed aeroporti, i Paese e’ solo ventottesimo nella classifica della competitivita’ del settore turistico secondo un recente rapporto del World Economic Forum. Il pessimo piazzamento nel settore e’ dovuto ai regolamenti bizantini imposti da una burocrazia lenta e tesa a scoraggiare ogni investimento nel settore. Altre cause del pessimo piazzamento sono la scarsa efficienza dei trasporti via terra e la scarsa attenzione allo sviluppo del settore in maniera eco-sostenibile. La classifica dei primi trenta Paesi segue qui sotto:

 

Posizione

Paese

Punteggio

1

Svizzera

5.68

2

Austria

5.46

3

Germania

5.41

4

Francia

5.34

5

Canada

5.32

6

Spagna

5.29

7

Svezia

5.28

8

Stati Uniti

5.28

9

Australia

5.24

10

Singapore

5.24

11

Regno Unito

5.22

12

Hong Kong

5.18

13

Olanda

5.09

14

Danimarca

5.08

15

Finlandia

5.07

16

Islanda

5.07

17

Portogall

5.01

18

Irlanda

4.99

19

Norvegia

4.97

20

Nuova Zelanda

4.94

21

Cipro

4.92

22

Belgio

4.92

23

Lussemburgo

4.92

24

Grecia

4.91

25

Giappone

4.91

26

Repubblica Ceca

4.86

27

Estonia

4.83

28

Italia

4.78

29

Malta

4.77

30

Barbados

4.77

 

 

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Lezioni per l’Italia dalla bolla del fotovoltaico Spagnolo

Posted by janejacobs su febbraio 24, 2009

Alcuni esperti del fotovoltaico mettono in guardia dallo scoppio della bolla fotovoltaica in Spagna. Nel 2007-2008 tutti gli indicatori per l’industria fotovoltaica Spagnola erano positivi: era facile ottenere credito, il prezzo del petrolio saliva, l’economia Spagnola era in crescita. Ora l’industria fotovoltaica Spagnola e’ in difficolta’ a causa del basso prezzo del petrolio, della recessione, della difficiolta’ nell’ottenere finanziamenti e, come se non bastasse, la Spagna ha tagliato del 30% gli incentivi all’installazione di pannelli solari. Molte societa’ fotovoltaiche Spagnole hanno percio’ annunciato licenziamenti poiche’ i profitti delle industria fotovoltaica dipendono dagli incentivi governativi e dalla domanda interna. Cio’ che il caso Spagnolo ha mostrato non e’ che bisogna per forza fissare incentivi alti, ma che tali incentivi devono essere stabili nel tempo per garantire una certezza nell’investimento e lo sviluppo di una filiera produttiva locale che rimpiazzi le importazioni dall’esterno in attesa che l’industria fotovoltaica stia in piedi senza sussidi.

 

Oggi gli incentivi piu’ generosi al solare sono concessi dall’Italia (vedi qui), il mercato sta crescendo rapidamente e sta beneficiando di prezzi dei moduli sempre piu’ bassi. Fortunatamente il taglio agli incentivi minacciato dal “nuclearista” Scajola nel decreto milleproroghe non si e’ fatto. L’Italia dovrebbe diventare il secondo mercato per il fotovoltaico entri il 2010 e l’inustria fotovoltaica Itaiana dovrebbe camminare con le sue gambe (senza sussidi pubblici) entro il 2012.

 

 Continua…

 

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Italia sprecona

Posted by janejacobs su novembre 12, 2008

L’Italia e’ indietro rispetto agli altri Paesi dal punto di vista dell’efficienza energetica e della produzioe di ricchezza. Le due cose vanno di pari passo.

Esperti calcolano che la domanda di energie in Europa aumentera’ dell.1.2% fino al 2020. Tuttavia, se le imprese e le famiglie sapranno aumentare la produttivita’ dell’energia consumata, l’Europa potrebbe riuscire a mantenere i suoi consumi energetici in linea con quelli di oggi. Se i Paesi Europei sapranno sfruttare il potenziale offerto dalla produttivita’ energetica, l’Europa potra’ abbattere la domanda di energia di 8 milioni di barili al giorno arrivando a raddoppiare l’efficienza energetica che si realizza oggi. Questi risparmi sono possibili utilizzando le tecnologie oggi esistenti ed e’ possibile che l’Europa riuscira’ a ridurre i gas serra di 1 miliardo di tonnellate entro il 2020, piu’ delle emissioni annuali di Francia ed Inghilterra messe insieme.

L’Europa rappresenta il 17% del consumo mondiale di energia, meno del 22% degli Stati Uniti, mentre la Cina e’ al 14%. Tuttavia l’intensita’ di energia (l’energia utiizzata per generare ricchezza) varia considerevolmente in queste tre regioni. Le economie dell’Europa Settentrionale hanno una bassa intensita’ di energia (7,200 BTU, o unita’ di calore, per dollaro di PIL prodotto), mentre le economie dell’Europa Meridionale, Italia inclusa, sono meno efficienti e consumano in media 8,300 BTU per dollaro prodotto di PIL, in linea con gli Stati Uniti. La produzione di gas serra e’ anch’essa maggiore nell’Europa Meridionale rispetto all’Europa Settentrionale.

La domanda di energia crescera’ dello 0.9% nell’Europa Settentionale e dell’1.6% nell’Europa Meridionale e dell’1.7% nell’Europa centro orientale. Tuttavia l’Europa potrebbe interrompere la crescita della fame di energia attraverso uno sforzo congiunto per aumentare l’efficienza e la produttivita’ energetica, avvicinando gli standard dell’Europa Meridionale ed Orientale a quelli dell’Europa del Nord.

I modi migliori per risparmiare energia sono:

* utilizzare materiali che consentano risparmio energetico

* usare dispositivi elettrici che regolino il consumo di energia

* usare trasporti a basso consumo energetico

* educare i consumatori sull’impatto ambientale dei beni prodotti dalle imprese

La Commissione Europea stima che l’Europa sprechi almento il 20% dell’energia che consuma e ha predisposto politiche di efficienza energetica piu’ restrittive di quelle del Nord America. Peccato che il presente governo Italiano voglia perdere questa occasione di trasformare il risparmio energetico in ricchezza.

Fonte: MGI

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Giovani e anziani in Italia

Posted by janejacobs su ottobre 15, 2008

Secondo Boeri, “l’Italia è una delle società in cui il sostegno delle famiglie ai giovani è più forte e in cui la permanenza dei figli tra le mura domestiche è più lunga. Ma il risultato di questa condizione eccezionale è che proprio gli italiani, sono fra tutti i paesi sviluppati, il popolo che più sta agendo contro i giovani. Si assiste alla più massiccia redistribuzione di risorse dalla generazione dei figli a quella dei genitori di cui si abbia traccia in epoca recente. In poco più di dieci anni abbiamo raddoppiato il nostro debito pubblico e promesso pensioni molto generose, nonostante il calo della fertilità e l’allungamento della vita: su ogni giovane italiano oggi gravano 80.000 euro di debito pubblico e 250.000 euro di debito pensionistico. Lo abbiamo fatto non tanto per costruire infrastrutture, migliorare la qualità dell’istruzione o dei servizi, ma per pagare pensioni di invalidità, creare posti pubblici spesso inefficienti, concedere baby pensioni e pensioni di anzianità, cedere alle pressioni di rappresentanze di interessi specifici e di breve respiro. Questa combinazione di altruismo privato e di egoismo pubblico è diventata un freno molto forte alla crescita del paese e rappresenta una pesante ipoteca sul nostro futuro. La soluzione, secondo Boeri e Galasso, potrebbe dipendere, prima di tutto, dal coraggio dei quarantenni di oggi. Per questa generazione è arrivato il momento di imboccare la strada delle riforme nel mondo del lavoro, delle professioni, dei servizi e del welfare.”

Per maggiori informazioni cliccare qui

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Piano nucleare Italiano

Posted by janejacobs su settembre 24, 2008

Claudio Scajola

Il ministro dello sviluppo economico sta per proporre una modifica della legge finanziaria per velocizzare l’introduzione di generatori nucleari in Italia. Il governo avra’ il compito di scegliere i siti dei nuovi impianti nucleari, scegliere i siti delle discariche di scorie nucleari e di stabilire i sistemi di compensazione per la popolazione locale in cui si costruiranno gli impianti e le discariche. Si creera’ una nuova agenzia per la sicurezza nucleare indipendente dal governo che avra’ il compito di controllare ed autorizzare gli operatori nucleari.

 

Il ministro proporra’ anche di chiudere i contratti Cip6 che incentivano alcuni tipi di impianti. Ogni societa’ che gode oggi dei benefici del Cip6 potra’ chiedere una chiusura anticipata del contratto e ricevera’ in cambio un pagamento dallo stato.

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Luca de Biase, le citta’, l’Italia

Posted by janejacobs su settembre 7, 2008

Segnalo un bellissimo post di Luca de Biase sulla dimensione urbana e cittadina dell’Italia come fattore di differenziazione e di ricchezza e come modello di sviluppo. A questo post segue un’ottima discussione alla quale mi vorrei collegare con un post che ho preparato qualche mese fa. Eccolo qui.

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Proposta di Federalismo Fiscale in Italia

Posted by janejacobs su agosto 12, 2008

Il testo qui sotto riporta alcuni estratti della recente bozza per una riforma sulla preparazione del Federalismo Fiscale in Italia.

“Il tema del federalismo fiscale rappresenta una pagina “bianca” della storia della Repubblica Italiana. Fino a poco tempo fa, quando si parlava di federalismo fiscale aleggiavano disparati fantasmi e ci si ritrovava in una Babele dove si prospettava l’esplosione dei costi, l’aumento della pressione fiscale, la frattura del Paese. La mancanza di federalismo fiscale contribuisce ad affossare la competitività del sistema, a rischiare di spaccare il Paese, a determinare l’esplosione dei costi dello Stato. Senza federalismo fiscale lo Stato potrebbe non riuscire a ridimensionare le sue spese nonostante abbia gia’ ceduto forti competenze legislative e amministrative agli Enti locali.

Il sistema attuale genera gravi confusioni, dissocia la responsabilità impositiva da quella di spesa, genera una situazione istituzionale che rende ingovernabili i conti pubblici e favorisce la duplicazione di strutture, l’inefficienza e la deresponsabilizzazione. Lo dimostrano i dati della spesa pubblica degli ultimi anni sia sul fronte statale che su quello regionale. Il sistema attuale consacra il principio per cui chi ha più speso in passato può continuare a farlo, mentre talvolta chi ha speso meno e’ stato chi è stato più efficiente e quindi dovra’ spendere di meno in futuro.

Senza rovesciare questa dinamica e senza reali incentivi all’efficienza non si potranno creare sufficienti motivazioni ridurre la spesa pubblica. L’esperienza della sanità è molto significativa al riguardo: i costi per l’erario sono quasi raddoppiati in 10 anni.

Nella generalità dell’opinione pubblica sta maturando la consapevolezza, anche tra la popolazione meridionale, che il federalismo fiscale costituisce un passaggio indispensabile per combattere l’inefficienza. In assenza di federalismo fiscale, invece, non si potranno attivare meccanismi di responsabilizzazione verso gli elettori locali e non si potrà favorire la trasparenza delle decisioni di spesa e la loro imputabilità. 

L’attuale proposta di federalismo fiscale mira a garantire un adeguato livello di flessibilità fiscale attraverso la previsione di un paniere di tributi per cercare di responsabilizzazione degli Enti locali. Cio’ dovrebbe permettere ai territori di incentivare le loro vocazioni e i loro punti di forza, offrendo una possibilità di intervento mirata che non sarebbe possibile con misure adottate in modo uniforme sul territorio nazionale dal livello centrale.

Gli aiuti finanziari diretti alle aree svantaggiate, se correttamente utilizzati, possono essere estremamente efficaci come dimostrano i casi di Spagna e Irlanda che da quando hanno ricevuto gli aiuti UE sono passati nel giro di qualche decennio a diventare paesi ricchi da paesi poveri quali erano. Non è quello che sinora è accaduto in Italia: è evidente quindi che bisogna introdurre qualche forma di controllo sul modo in cui le risorse sono impiegate, potenziare gli incentivi all’efficienza e sanzionare i casi di cattiva amministrazione.

Si garantisce finanziamento integrale delle prestazioni essenziali concernenti i diritti civili e sociali (sanità, istruzione e assistenza) e un adeguato finanziamento del trasporto pubblico locale sulla base degli specifici criteri indicati. Il finanziamento avviene attraverso il gettito dell’IRAP, in attesa che questa imposta venga sostituita con altri tributi propri regionali da individuare in una fase successiva, attraverso altri tributi regionali che i decreti legislativi dovranno individuare in base al principio di correlazione, attraverso la compartecipazione regionale all’imposta sui redditi delle persone fisiche e della compartecipazione regionale all’IVA.

La parte residua delle spese viene finanziata con il gettito dei tributi regionali e con la perequazione, attuata in modo trasparente sulla capacità fiscale.

Gli Enti locali dispongono del potere di modificare le aliquote dei tributi loro attribuiti dalle leggi e di introdurre agevolazioni, entro i limiti fissati dalle stesse leggi. Agli Enti locali, inoltre, si riconosce una piena autonomia nella fissazione delle tariffe per prestazioni o servizi offerti anche su richiesta di singoli cittadini.

Si disciplina inoltre il coordinamento tra i diversi livelli di governo prevedendo che i decreti legislativi introducano alcune soluzioni innovative come quella di rendere evidente l’ordine della graduatoria delle capacità fiscali; che gli obiettivi del conto consuntivo per il concorso al rispetto del patto di stabilità per ciascuna regione e ciascun ente locale siano rispettati sia in termini di competenza economica che di cassa; che le Regioni, al fine del raggiungimento degli obiettivi sui saldi finanza pubblica, possano adattare, previa concertazione con le proprie autonomie, le regole e i vincoli posti dal legislatore nazionale, differenziando le regole di evoluzione dei flussi finanziari dei singoli Enti locali in relazione alla diversità delle situazioni finanziarie. Al fine di evitare misure che spesso hanno comportato un’indistinta compressione dell’autonomia di spesa per tutti gli enti a prescindere dalla qualità della gestione, viene previsto a favore degli enti più virtuosi un sistema premiante ed un meccanismo di tipo sanzionatorio per gli enti meno virtuosi; in particolare, agli enti che non hanno raggiunto gli obiettivi viene fatto divieto di procedere alla copertura di posti di ruolo vacanti nelle piante organiche e di iscrivere in bilancio spese per attività discrezionali.”

Per maggiori approfondimenti cliccare qui.

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Impianti eolici in Italia

Posted by janejacobs su agosto 4, 2008

La societa’ www.maestrale.it possiede impianti eolici in Piemonte, Sardegna, Marche, Puglia e Sicilia per un totale dei 400 Megawatt.

Sul sito di questa societa’ c’e’ anche una lista della capacita’ di impianti eolici in ogni regione Italiana fino alla fine del 2006. I dati al 2007 non sono ancora disponibili.

Regione Capacita’ impianti eolici (MW)
Lombardia
0
Piemonte 0
Valle D’Aosta 0
Liguria 7
Veneto 0
Friuli Venezia Giulia 0
Trentino Alto Adige 3
Emilia Romagna 4
Toscana 28
Marche 0
Umbria 2
Lazio 9
Abruzzo 156
Molise 70
Campania 421
Basilicata 153
Puglia 468
Calabria 7
Sicilia 451
Sardegna 347
TOTALE 2123

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Petrolio anche in Italia

Posted by janejacobs su luglio 4, 2008

Panorama da Gallipolis

Campagne attorno a Gorgoglione

Via Magenta

Il petrolio portera’ ricchezza a Stigliano (presso Gorgoglione)?

E’ gia’ da qualche decennio che si e’ scoperto un po’ di petrolio anche in Italia. Nei prossimi anni si sviluppera’ un altro progetto di ricerca di petrolio in Basilicata, piu’ precisamente in localita’ Tempa Rossa, all’interno della concessione Gorgoglione. Riusciranno le popolazioni locali  a spillare qualche scampolo di ricchezza dalla compagnie petrolifere?

Fonte: Total

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