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Posts Tagged ‘Lavoro’

Pensioni a 70 anni, come in Danimarca

Posted by janejacobs su giugno 29, 2009

Quando Otto von Bismarck introdusse la prima pensione per i lavoratori con piu di 70 anni di eta’ nel 1889, l’aspettativa di vita di un Prussiano era di 45 anni.

Nel 1908, quando Lloyd George introdusse il pagamento di cinque scellini per tutti i poveri Britannici con piu’ di 70 anni, l’aspettativa di vita di un Britannico era di 50 anni.

Nel 1935, quando l’America introdusse le pensioni a 65 anni di eta’, l’aspettativa di vita di un Americano era di 62 anni.

Oggi in Italia l’eta’ della pensione dura circa un quarto di secolo e pesa per il 14% del PIL.

Se combiniamo questo sistema bislacco di pensioni-regalie al fatto che nascono sempre meno bambini, che ci piaccia o no, le cose devono cambiare.

I lavoratori devono rassegnarsi a lavorare piu’ a lungo e i datori di lavoro devono smettere di discriminare lavoratori anziani.

La Danimarca ha alzato l’eta’ pensionabile a 70 anni. Questa e’ la strada.

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Migliori lavori

Posted by janejacobs su gennaio 14, 2009

Secondo un recente studio americano, questi sono I migliori ed I peggiori lavori secondo cinque criteri: ambiente, reddito, prospettive per il futuro, fatica corporale e stress.

Cliccare qui per maggiori informazioni

 

Migliori Peggiori
1. Matematico 200. Boscaiolo
2. Attuario 199. Allevatore
3. Statistico 198. Taxista
4. Biologo 197. Marinaio
5. Programmatore di software  196. Medico nel pronto soccorso
6. Analista di sistemi di computer 195. Carpentiere
7. Storico 194. Spazzino
8. Sociologo 193. Saldatore
9. Industrial Designer 192. Mozzo
10. Contabile 191. Metalmeccanico
11. Economista 190. Lavoratore edile
12. Filosofo 189. Postino
13. Fisico 188. Operaio nella laminatura metallica
14. Avvocato 187. Operaio nel settore automobilistico
15. Meteorologo 186. Macellaio
16. Tecnico per l’analisi medica 185. Operaio nella decontaminazione nucleare
17. Assistente paralegale 184. Infermiere
18. Programmatore di computer 183. Imbianchino
19. Editore di film 182. Maestro d’asilo
20. Astronomo 181. Pompiere

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Lavoro

Posted by janejacobs su dicembre 5, 2008

C’e’ sempre meno lavoro e si fa sempre piu’ fatica a trovare un impiego.

Se il ministero del lavoro avesse un sito facile da usare per i cittadini con statistiche, informazioni e possibilita’ di impiego, forse un piccolo aiuto si potrebbe dare.

Per vedere come si puo’ migliorare, consiglio il confronto fra il sito del ministero del lavoro in Italia e in USA.

I dati e le informazioni in Italia sono buone come in USA, grazie alla professionalita’ di molti ricercatori e scienziati statistici, basterebbe un formato piu’ facile da usare.

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Tassi di cambio e posti di lavoro

Posted by janejacobs su agosto 13, 2008

Il problema con le valute nazionali e’ che non forniscono un controllo costruttivo. La variazione dei tassi di cambio tra diverse valute puo‘ rappresentare il potere di vita o di morte di interi settori industriali. Ad esempio un apprezzamento della sterlina inglese del 10% fra il 1979 ed il 1980 obbligo’ i maggiori produttori di ceramica e di  terra cotta Inglesi a licenziare lavoratori quando non li fece fallire direttamente, poiche’ il cambio li rese incapaci di esportare nei paesi esteri che prima di allora richiedevano in abbondanza tali beni. L’aumento della sterlina stava anche prezzando le ceramiche e le terracotte inglesi fuori dal mercato domestico perche‘ costava meno importare simili prodotti dall’estero che prodotti britannici.

Il presidente della piu‘ grande societa’ di ceramiche Inglese, la Wedgewood, diede la colpa dell’apprezzamento della sterlina all’aumento della produzione di petrolio al largo delle coste scozzesi, che avrebbe migliorato la bilancia dei pagamenti britannica e alla politica della Banca Centrale Inglese che alzava i tassi di interesse per attrarre capitali stranieri. Forse aveva ragione. La Wedgewood dovette effettuare enormi licenziamenti e spostare tutta la produzione all’estero per poter sopravvivere.

Le valute producono importanti informazioni e meccanismi di controllo, ma a modo loro. Le valute nazionali, soprattutto, registrano le informazioni complessive sul commercio internazionale di una nazione. Quando gli esportatori di beni e servizi aumentano rispetto alle importazioni di beni e servizi degli altri paesi, le valute nazionali sono piu‘ richieste e quindi si apprezzano; quando le esportazioni diminuiscono, le valute si deprezzano. Le importazioni e le esportazioni internazionali di capitale funzionano in senso opposto. Se un paese ha importato piu‘ capitale di quanto ne abbia esportato (ad esempio prendendo a prestito dai paesi stranieri) il valore della propria valuta aumenta. Al contrario, se un paese esporta piu‘ capitale di quanto ne importi (ad esempio dando in prestito o esportando all’estero i profitti delle proprie industrie), il valore della sua valuta diminuira‘. Questo e’ il motivo per cui le importazioni di capitale straniero in gran Bretagna (stimolate da un forte tasso di cambio) e la produzione di petrolio al largo delle coste Scozzesi, aumentavano la bilancia dei pagamenti britannica, agendo in sintonia per un apprezzamento del valore della sterlina.

Continua…

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