Le cittá sono la ricchezza delle nazioni

Un nuovo modo di vedere l’economia

Posts Tagged ‘mobilita’ sociale’

Pane e cioccolata

Posted by janejacobs su aprile 8, 2008

Il film Pane e Cioccolata descrive la solitudine, la discriminazione, lo sfruttamento, i lavori umili e i traumi culturali a cui andavano incontro gli emigrati Italiani nelle citta’ Svizzere. Ad un certo punto del film, uno dei protagonisti Italiani, arrabbiato per la sua condizione, inveisce contro la propria vita, ma non ce l’ha Svizzera, bensi’ contro l’Italia che costringe i propri cittadini ad emigrare. Tuttavia per molte generazioni, le citta’ di Milano, Firenze, Bologna e le grandi reti di citta’ e cittadine che si sovrappongono l’una con l’altra hanno saputo attrarre un gran numero di emigrati meridionali e Siciliani che cercavano di sfuggire alla poverta’ delle loro terre e hanno fornito loro delle opportunita’ che non avevano nelle loro terre.

Questo problema non puo’ essere descritto in termini nazionali, o come una carenza dell’economia nazionale Italiana, ne’ tanto meno come un problema che l’Unione Europea possa risolvere. Pensare a questo problema in chiave nazionale offusca semplicemente la realta’ che il Mezzogiorno e la Sicilia, cosi’ come il Galles e la Vallonia, mancano di citta’ vigorose che sappiano rimpiazzare le importazioni da se’.

Quando comprenderemo questo fenomeno in un numero sufficiente di persone faremo un passo avanti indispensabile per la sua risoluzione, anche se una simile risoluzione non e’ semplice ed immediata. Sapremo almeno capire quali sono i rimedi che non risolvono il problema e come non si debba perdere tempo ad affrontare tali problemi in una prospettiva nazionale che e’ completamente sbagliata. Il tempo scorre e le economie in profonda stagnazione continuano a peggiorare.

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E’ difficile tornarsene a casa

Posted by janejacobs su aprile 8, 2008

I lavoratori emigrati di molte regioni povere sognano di aprire delle imprese una volta tornati al loro paese d’origine. Raramente simili progetti vengono messi in atto, quasi sempre falliscono. Un Egiziano che lavorava in un ufficio di inserimento sociale per immigrati a Rotterdam e che segue appassionatamente le vicende degli immigrati stranieri in quella citta’, dice che anche imprese piuttosto semplici come guidare un taxi o aprire un piccolo negozio di verdure nel Paese d’origine si tramuta spesso in un’esperienza fallimentare.

Il taxi, comprato con i risparmi accumulati in una vita di lavoro a Rotterdam, inizia ad operare nei villaggi del Sud Europa o dell’Africa Settentrionale dai quali gli emigranti provengono, l’emigrato inizia a lavorare. Poi ad un certo punto, l’auto si rompe ed ha bisogno di un pezzo di ricambio e di essere riparato, e al momento della rottura, il taxista non ha guadagnato abbastanza per pagarsi la riparazione. Il negozio di verdure fallisce. Il problema e’ che le economie rurali da cui questi ambiziosi emigranti provengono e alle quali ritornano con nuove idee, sono spesso troppo stagnanti ed inflessibili per far posto a nuove imprese e a nuove attivita’. Le forze che causano l’espansione economica non toccano questi posti.

I soli sogni che riescono a realizzarsi, dice il nostro amico Egiziano, sono i sogni degli agricoltori che vogliono lavorare la terra con nuove macchine, ad esempio con i trattori. Gli emigranti che tornano a casa e che hanno comprato trattori con i loro risparmi spesso guadagnano abbastanza per giustificare il loro investimento coltivando prodotti agricoli per i lontatni mercati cittadini. Ma i trattori creano disoccupazione per i contadini che usano vecchi metodi manuali e li portano a cercare lavori in citta’ lontane come Rotterdam.

Continua…

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Napizaro

Posted by janejacobs su aprile 8, 2008

Nel Nord del Messico, a circa 400 miglia da Citta’ del Messico, si trova un paese chiamato Napizaro. Per circa quarant’anni, Napizaro riceveva sussidi dai suoi emigranti. Quasi tutti gli abitanti di Napizaro lavoravano nel settore agricolo, e molti di loro lavorano ancora nei campi; per lo piu’, i prodotti agricoli servono a sostentare gli abitanti del villaggio. Le famiglie dei contadini erano chiamati in quella zona morosos, i senza speranza. Per loro, la vita e’ davvero dura. Ma circa un paio di generazioni fa, nella vita del villaggio di Napizaro, e’ arrivata una novita’: la promessa di un nuovo lavoro negli Stati Uniti. Anche se al lavoro negli USA ci si arriva per vie illegali, le prospettive di una vita meno dura sono troppo promettenti. Cosi’ molti abitanti di Napizaro si sono trasferiti a Houston e a Los Angeles; oggi, l’economia di Napizaro dipende da quella di Los Angeles.

Napizaro e’ diventato un villaggio prospero, come lo sono diventati altri villaggi nella zona. I milleduecento abitanti del villaggio vivono per la maggior parte in comode casette in mattoni con graziosi giardini e antenne per la televisione. Le strade del paese hanno illuminazione elettrica, una piccola infermeria, un centro comunale ed una piccola arena per i tori chiamata il North Hollywood in onore dell’area industriale di Los Angeles che si trova a piu’ di mille miglia di distanza e da cui dipende il benessere di Napizaro.

Piu’ di tre quarti degli uomini del villaggio lavorano a North Hollywood. Nonostante le sue comodita’, Napizaro e’ un paese triste dove i mariti lasciano le mogli per lunghi anni a vivere vite sole e desolate. Dal momento che gli uomini di Napizaro non possono permettersi di lasciare il lavoro per lungo tempo e non possono permettersi i soldi per il viaggio, i lavoratori di Napizaro sono lontani dal loro villaggio per anni interi. I soldi che inviano a casa hanno un potere d’acquisto molto maggiore di quello che avrebbero a Los Angeles. Nel 1980, una casa in mattoni costa circa $6,000 e comprende per lo piu’ i costi dei materiali importati perche’ gli abitanti si costruiscono da se’ le case e perche’ la manodopera costa poco. A Los Angeles, una casa del genere costerebbe dieci volte tanto, senza contare il costo del terreno su cui costruire la casa. L’illuminazione di Napizaro, l’infermeria e l’arena del villaggio venivano finanziate dagli uomini di North Hollywood, che si auto-tassavano i loro salari per costruire queste opere pubbliche. Quando la piccola arena fu terminata, gli uomini misero parte dei loro salari in un fondo per comprare tubature, pompe e altre attrezzature per fornire il villaggio di un sistema fognario.

Quando i giovani maschi di Napizaro raggiungono i 16 anni, gli viene loro fornito un corso di orientamento su cosa li aspetta nelle fabbriche di Los Angeles. Il corso viene impartito da un uomo anziano in pensione, che ha lavorato a Los Angeles per decenni. Gli emigrati si preoccupano di trovare lavoro ai loro figli, fratelli e compaesani nella grande citta’. Una delle imprese che assume il maggior numero di loro e’ stata fondata da un emigrante di Napizaro.

Naturalmente, gli uomini di Napizaro hanno pensato di fondare fattorie nel loro paese d’origine, un’idea che ha senso viste le capacita’ degli abitanti del villaggio nel produrre, gestire, organizzare formare nuovi operai e curare i rapporti con i clienti in un’impresa tessile. Ma hanno, loro malgrado, dovuto abbandonare l’idea, perche’ un’impresa tessile non potrebbe sopravvivere. Le competenze e l’esperienza che gli uomini di Napizaro hanno conquistato a Los Angeles sono utili solo nel contesto di una dinamica economia cittadina con i suoi nidi simbiotici di fornitori, con i suoi mercati, non nella terra isolata di Napizaro. Tale isolamento fa si’ che i lavoratori di Napizaro se ne vadano cosi’ lontano a cercare lavoro , perche’ e’ per loro impossibile trovare lavoro vicino a casa.

Citta’ del Messico, sebbene piu’ vicina di Los Angeles non e’ abbastanza vicina da attrarre gli abitanti di Napizaro. Pertanto, Citta’ del Messico e’ come se fosse piu’ lontana di Los Angeles, perche’ la sua energia economica.

Dopo che per quarant’anni i lavoratori di North Hollywood provenienti da Napizaro hanno inviato soldi a casa, il villaggio e’ fiorito, e’ diventato prospero ed i soldi sono stati usati con parsimonia ed intelligenza; tuttavia, se il flusso di rimesse dei lavoratori emigrati dovesse interrompersi, Napizaro tornerebbe alla condizione di estrema poverta’ in cui si trovava prima che i suoi abitanti iniziassero ad emigrare e a inviare soldi al paese. Piu’ probabilmente, sarebbe la gente del paese che abbandonerebbe del tutto il villaggio. Nonostante i soldi inviati da Los Angeles e le televisioni e gli altri beni di consumo importati dagli Stati Uniti, la vita economica della regione resta immobile, come nel paese di Bardou.  Continua…

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