Le cittá sono la ricchezza delle nazioni

Un nuovo modo di vedere l’economia

Posts Tagged ‘Nazioni’

Le nazioni piu’ competitive

Posted by janejacobs su settembre 8, 2009

Secondo il rappoto annuale del World Economic Forum, queste sono le dieci nazioni piu’ competitive.

Svizzera
Stati Uniti
Singapore
Svezia
Danimarca
Finlandia
Germania
Giappone
Canada
Olanda

 La Cina e’ trentesima.

L’Italia sale al quarantottesimo posto dal quarantanovesimo dello scorso anno.

Una posizione sotto la Repubblica Slovacca e una posizione sopra l’India.

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Nazioni, secessioni, emozioni

Posted by janejacobs su marzo 14, 2009

Emozioni musicali dall’inno nazionale basco

E’ difficile pensare ai movimenti separatisti o secessionisti perche’ queste idee sono cariche di sentimenti ed emozioni. Alcune volte la gente ritiene il separatismo sia addirittura una cosa impensabile. I sentimenti nazionalisti possono essere pericolosi. Essi hanno contribuito per secoli a causare guerre, atti terroristici e tirannie. Ma i sentimenti nazionalisti, come tutti i sentimenti, non sono negativi in se stessi. Essi rappresentano il profondo attacamento ad una comunita’ di cui facciamo parte e per la maggior parte di noi, questa comunita’ include la nostra nazione. Ci interessa la comunita’ alla quale apparteniamo. Ci interessa quanto faccia bene la nostra nazione rispetto alle altre ad un livello senz’altro superiore a quanto sta cresciendo la sua ricchezza. I nostri sentimenti nel definire chi siamo si intersecano con i sentimenti della nostra nazione, in modo tale che ci sentiamo profondamente orgogliosi delle vittorie (fisiche o metaforiche) della nostra nazione o proviamo vergogna e dolore quando la nostra nazione viene sconfitta. Queste emozioni sono sentite in misura simile dai separatisti e da coloro che oppongono il separatismo. Questi conflitti non sono tra diversi tipi di emozioni. Piuttosto sono conflitti tra diversi modi di identificare la nazione, cioe’ tra diverse scelte sui confini di una nazione.

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Camicie di forza

Posted by janejacobs su febbraio 19, 2009

Ieri la Commissione Europea ha sanzionato alcune Nazioni Europee perche’ il loro deficit e’ troppo alto (piu’ del 3%). Le Nazioni sanzionate sono :

Irlanda

Grecia

Francia

Lettonia

Malta

Spagna

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Nazioni figlie della guerra e del sangue

Posted by janejacobs su gennaio 19, 2009

Giuseppe Garibaldi

 

A parte qualche rarissima eccezione, le nazioni di oggi nacquero inizialmente tramite  sanguinosi interventi militari. Molte nazioni sono ancora tenute assieme solo grazie alla minaccia di un intervento militare. Per usare l’antica mitologia, possiamo dire che le nazioni di oggi non discendono dal dio fabbro Vulcano, o dal dio dell’informazione e delle medicina Mercurio, ne’ tanto meno dalla dea Cerere, madre della fertilita’ e dell’abbondanza e infatti esse non sono ne’ fertili ne’ producono risorse a sufficienza, anzi, i piu delle volte le distruggono.

Le nazioni si comportano tutt’al piu’ come discendenti di Marte, figlie della guerra e del sangue, e curiosamente molti dei loro cittadini adorano le loro nazioni per il fatto di essere figlie di Marte.

Il misticismo delle nazioni e’ potente perche’ molto spesso si ispira al sacrificio di vite umane. Tradire una nazione e la sua unita’ sarebbe come tradire tutto il sangue versato in passato sarebbe come vanificare il sacrificio di molte vite umane; soprattutto rinnegare questi sacrifici solo per stare meglio dal punto di vista economico e le piu’ gloriose pagine della storia patria sembrerebbe una follia.

Tutti i governi nazionali e la maggior parte dei loro cittadini preferirebbero decadere e declinare uniti rispettosi dei sacrifici con cui la loro unita’ e’ stata vinta piuttosto che prosperare e svilupparsi disuniti.

Anche i separatisti, quando arrivano al potere nei governi nazionali, resistono aspramente ad ogni tentativo di secessione. Questo e’ il motivo per cui la secessione e’ un’alternativa al declino buona solo dal punto di vista teorico. Non esiste una formula magica che consente alle nazioni piccole o alle divisioni in piccoli stati di grandi stati nazionali di prosperare solo in virtu’ della loro piccola dimensione, in particolare quando tali divisioni sono l’ultima spiaggia dopo molti disturbi economici e politici. Il mondo e’ pieno di piccoli stati dalle economie stagnanti che sono frammenti ti imperi antichi e moderni andati in frantumi. La mia proposta di secessione e’ utopistica e non e’ sufficiente a sostituire il libero commercio che le citta’ devono abbracciare per poter accrescere le proprie economie e consentire ad altre citta’ di crescere. La secessione non e’ nemmeno un sostituto allo spirito creativo ed imprenditoriale delle citta’.

La secessione e’ una virtu’ piuttosto che potrebbe servire per prevenire o evadere il declino e la decadenza quando le nazioni restano tenute insieme solo grazie a transazioni del declino. Pertanto, una secessione dovrebbe essere invocata prima che le transazioni del declino abbiano incancrenito il tessuto economico nazionale al punto da non poter essere piu’ rimosse.

 

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Presa in giro delle nazioni

Posted by janejacobs su gennaio 14, 2009

Il governo di Praga ha commissionato una installazione artistica che prende in giro le nazioni Europee. La Germania e’ una grande autostrada a forma di svastica, la Francia e’ in sciopero, l’Inghilterra manca, l’Italia e’ un campo da calcio, la Polonia e’ rappresentata da un gruppo di preti gay, l’Olanda da una selva di minareti sott’acqua, la Bulgaria da una toilette Turca. Autore della divertente e controversa installazione e’ David Cerny.

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Nazioni e biforcazioni

Posted by janejacobs su dicembre 18, 2008

I matematici che si occupano di problemi complessi e controversi chiamano questo tipo di “pensieri” “biforcazioni”. Le biforcazioni sono contraddistinte dal fatto che non sono cause prime, ma risposte ad episodi di stress e di instabilita’ che si sono accumulati in precedenza; esse agiscono in maniera discontinua rispetto agli eventi che le precedono e lasciano lo stato delle cose su cui interagiscono radicalmente cambiato. Le nazioni sono sistemi intrinsecamente instabili.

 

Anche nella migliore e nella piu’ fortunata delle nazioni si accumulano molti disequilibri perche’ le citta’ in grado di rimpiazzare le importazioni non riescono ad emergere e di volta in volta le citta’ decadono senza essere in grado di riprendere il bandolo della matassa della propria economia, e questo fenomeno finisce per aggiungere stress e danneggiare una nazione intera. Anche se le nazioni venissero amministrate da enti privi di egoismo, diciamo da degli angeli, tali stress e tali instabilita’ continuerebbero ad accumularsi; essi sono intrinseci nella natura dell’economia.

 

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L’assurdita’ delle valute nazionali

Posted by janejacobs su agosto 13, 2008

 

Le valute nazionali sono potenti meccanismi di controllo ma non sono in grado di generare politiche per correggere gli sbilanci dell’economia. Per usare ancora una capire meglio la situazione immaginiamo un gruppo di persone con diaframmi e polmoni propriamente funzionanti ma che hanno solo un solo sistema respiratorio. In questo goffo arrangiamento, il centro respiratorio riceverebbe il controllo complessivo del livello di anidride carbonica di tutto il gruppo senza discriminare fra gli individui che la producono. il diaframma di ciascuno quindi si troverebbe costretto a contrarsi allo stesso momento. Ma supponiamo che alcuni di queste persone dormano, mentre altre stiano giocando a tennis. Supponiamo che alcune stiano leggendo un libro mentre altri stiano tagliando della legna. Qualcuno dovrebbe fermare la sua attivita’ e dedicarsi ad un’attivita‘ diversa che si conformi a quella dell’altro. Peggio, supponiamo che alcuni stiano nuotando ed altri si stiano tuffando e per qualche motivo, ad esempio per l’infrangersi di un’onda sulla riva, quest’ultimo non possa controllare la propria apnea. Il tuffatore morirebbe ed il nuotatore morirebbe di conseguenza per la morte del tuffatore.

Tale assurda situazione non esiste in natura perche’ non durerebbe. Non esistono nemmeno meccanismi cosi’ assurdi progettati dagli uomini che regolino il funzionamento di multipli ingranaggi con un solo sistema informativo e di controllo meccanico, chimico o elettronico; macchine progettate cosi’ male non funzionerebbero.

Le nazioni, da questo punto di vista, non funzionano meglio, tuttavia esse esistono. Anche se intellettualmente pretendiamo che lo siano e compiliamo statistiche su basandoci su questa goffa premessa, le nazioni sono difettose da questo punto di vista perche‘ non sono unita’ economiche discrete. Le nazioni includono fra le tante cose diverse economie cittadine che hanno bisogno di correzioni in tempi diversi e che tuttavia condividono la stessa valuta. L’informazione che arriva dalle valute nazionali e’ un’informazione di pochissimo valore perche‘ riguarda il commercio con l’estero della nazione e non il commercio di una citta‘ con un’altra. Tuttavia, questo meccanismo di controllo ha un grande potere.

Le citta‘ sono le unita’ discrete dell’economia che possono rimpiazzare le importazioni con quello che producono e le unita’ specifiche che generano flussi di nuove esportazioni. E’ inutile supporre che le compilazioni statistiche amorfe ed indifferenziate delle economie di intere nazioni possa svolgere questa funzione, perche‘ in realta‘ non la svolgono.

In teoria, nel tempo in cui le esportazioni di una citta‘ vanno bene, essa ha bisogno di ricevere un grande volume ed una grande gamma di prodotti importati, specialmente da altre citta‘, perche‘ i guadagni provenienti dalle importazioni sono il sale che la cita’ deve guadagnare per il vitale processo di rimpiazzare le importazioni. Al contrario, in un tempo in cui le sue esportazioni sono in declino, le importazioni dovrebbero idealmente diventare care perche‘ per sfuggire al declino derivante dalla diminuzione delle esportazioni una citta‘ ha disperatamente bisogno di rimpiazzare un vasto numero di importazioni con produzioni locali. Ha anche bisogno di un enorme stimolo per cercare di produrre nuovi tipi di esportazioni. In altre parole, con la diminuzione delle esportazioni una citta‘ ha bisogno di avere una valuta che si svaluti e che funzioni come un dazio automatico e come un sussidio all’esportazione automatico – ma solo fino a quando sia necessario. Una volta che le esportazioni andranno bene, la cittaavra‘ bisogno di una valuta che si apprezzi per guadagnare il massimo volume e la massima varieta’ di importazioni che puo‘. Le valute di singole citta‘ servono come elegante meccanismo di controllo perche‘ innescano le opportune correzioni.

Questo e’ un vantaggio incluso per molte citta‘-stato. Singapore e Hong Kong, che oggi sono delle rarita‘, hanno le loro valute quindi possiedono questo vantaggio incluso. Le loro valute servono a queste funzioni quando ve ne e’ il bisogno, ma solo quando ve ne e’ bisogno. Detroit, d’altra parte, non aveva questo vantaggio, Quando le sue esportazioni iniziavano a ridursi, non otteneva nessun messaggio dai meccanismi di controllo provenienti da Washington. E quindi Detroit continuava a Declinare sempre di piu‘, sempre piu‘ velocemente, senza correzioni.

 

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Il meccanismo dei tassi di cambio

Posted by janejacobs su agosto 12, 2008

Oggi diamo per scontata l’eliminazione di una moltitudine di monete in favore di poche valute “imperiali” e nazionali, e vediamo questo fatto come un progresso atto a promuovere stabilita’. Ma questa idea convenzionale deve essere messa in discussione almeno in virtu’ del ruolo informativo che le valute svolgono all’interno di un’economia. Le valute nazionali o “imperiali” sono meccanismi di controllo sbagliati per le economie cittadine e questo porta a errori di politica economica strutturali, alcuni dei quali non possono essere superati.

 

Quando la valuta di una nazione si svaluta relativamente alle valute di altre nazioni con cui essa commercia, la svalutazione dovrebbe aiutare l’economia di quella data nazione. Automaticamente le esportazioni di quell’economia diventano meno care per le altre nazioni, quindi le sue esportazioni dovrebbero aumentare. Contemporaneamente le importazioni per la nazione che vede la propria moneta svalutata dovrebbero diventare piu‘ care e dovrebbero quindi aiutare i produttori nazionali.

 

In teoria una moneta nazionale che perdesse di valore dovrebbe lavorare come un sussidio economico automatico e come un sistema di dazi, poiche’ tale meccanismo entra in gioco precisamente quando una nazione comincia ad avere un debito nella bilancia dei pagamenti internazionali perche‘ esporta troppo poco e importa troppo.

 

Inoltre, questo sussidio-dazio automatico rappresentato dal tasso di cambio non dovrebbe rimanere in atto piu‘ a lungo di quanto necessario. Se le valute nazionali fossero in grado di registrare correttamente tali informazioni e di fornire meccanismi di controllo appropriati al sistema economico registrerebbero le informazioni necessarie e innescherebbero le correzioni appropriate.

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200 anni di teorie economiche da buttare

Posted by janejacobs su marzo 9, 2008

Adam Smith ed i suoi seguaci hanno sbagliato l’unita’ di misura con cui analizzare l’economia ed i mercati. Ancora oggi i governatori delle economie mondiali ed i banchieri centrali non sono in grado di governare l’economia, perche’ continuano a sbagliare l’unita’ di misura.

L’unita’ di misura dell’economia non sono le nazioni, ma le citta’.

Quando i nostri governantori capiranno questo concetto, potranno ricominciare a pensare a nuovi e piu’ efficienti modi per governare l’economia senza creare disastri. Partendo dalle citta’!

Le citta’ sono la ricchezza delle Nazioni (Cities and the Wealt of Nations, 1984) e’ il piu’ importante trattato economico di Jane Jacobs. Le principali idee di questo trattato sono:

1) Uno dei grandi errori della teoria economica e’ stato ritenere che le nazioni sono le entita’ fondamentali per misurare l’economia. Secondo Jane Jacobs sono le citta’ e non le nazioni a costruire i mattoni su cui si basa l’economia. Per capire le dinamica della crescita economica, bisogna guardare alle economie delle citta’.

2) La teoria che le citta’ sono il fondamento dell’economia ha importanti conseguenze per capire la crescita economica.  Le citta’ sono insediamenti dove nuovi lavori si aggiungono continuamente a vecchi lavori. Questa semplice osservazione  viene spesso sottovalutata. Nelle citta’, nuove attivita’ nascono da attivita’ che gia’ esistevano. Non esiste una generazione spontanea di lavoro proveniente dal nulla. Infatti, “trapiantare” investimenti in zone improduttive, come sostengono i soloni del Fondo Monetario Internazionale, della Banca Mondiale e dell’Unione Europea, non porta a nessun risultato. Aggiungere nuovi lavori a lavori esistenti produce invece un circolo virtuoso,perche’ i lavori si moltiplicano e diversificano come i rami di una quercia. Maggiore diversificazione del lavoro porta a maggiore crescita di nuovo lavoro.

3) Il grande motore di crescita delle citta’ e’ il rimpazzo delle importazioni. Tale rimpiazzo delle importazioni non e’ il frutto di politiche protezionistiche. Quello che Jane Jacobs descirive e’ un processo che si evolve naturalmente perche’ frutto di processi economici naturali. Il rimpiazzo delle importazioni e’ semplicemente il processo secondo cui un bene che e’ stato comprato precedentemente al di fuori di una citta’, ora si produce all’interno della citta’.

4) Questo semplice processo ha molti effetti benefici. Allarga l’economia di una citta’ creando nuove divisioni del lavoro che va a produrre beni che prima venivano importati. Il rimpiazzo delle importazioni aumenta la diversita’ delle citta’, crea nuove industrie e nuovi prodotti, libera il capitale che prima era impiegato per le importazioni di beni e rende tale capitale disponibile per la creazione di nuove imprese e posti di lavoro. Naturalmente, una parte residua del capitale viene usata per nuove importazioni; e mentre il mercato esterno di quel bene che e’ stato rimpiazzato decresce, il mercato generale dei beni aumenta.

5) Le importazioni svolgono un ruolo centrale. Sono la causa principale del processo di creazione della ricchezza che avviene nelle citta’. Le importazioni rappresentano nuove fonti di beni e servizi che possono essere rimpiazzate dalle industrie all’interno delle citta’. Quindi sono la forza che genera la crescita. Quanto le citta’ usano i fondi delle esportazioni per importare beni e successivamente li rimpiazzano producendoli al loro interno, allora le citta’ crescono. Se le importazioni non sono rimpiazzate, le citta’ non crescono. Questo e’ il motivo per cui i piani di sviluppo orientati alle esportazioni hanno fallito miserevolmente.

6) Le esportazioni sono anch’esse un processo chiave. Ma non tutte le esportaizoni sono uguali. Cio’ che e’ importante per una citta’ e’ avere un elevato moltiplicatore di esportazioni. Il moltiplicatore di esportazioni descrive il numero di lavori  generati dalle esportazioni e dai consumi esterni di una citta’. Le citta’ inerti hanno un basso moltiplicatore, perche’ buona parte dei guadagni dalle esportazioni, invece di comprare materie prime a costi relativamente bassi (ad esempio l’oro), vanno a comprare prodotti ad alto valore aggiunto (ad esempio una collana d’oro).  

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