Le cittá sono la ricchezza delle nazioni

Un nuovo modo di vedere l’economia

Posts Tagged ‘petrolio’

Petrolio in Brianza

Posted by janejacobs su luglio 20, 2009

Dopo la Basilicata, si scopre che anche la Brianza possiede petrolio. Per maggiori informazioni: Po Valley, Alfio Sironi, Valle della Nava.

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Petrolio

Posted by janejacobs su giugno 30, 2009

La tabella qui sotto presenta le maggiori aree di consumo e di produzione di petrolio lo scorso anno. I dati sono espressi in percentuale al totale prodotto e consumato.

  % produzione 2008

% consumo 2008

Nord America 15.8% 27.4%
Centro-Sud America 8.5% 6.9%
Europa ed Eurasia 21.7% 24.3%
Medio Oriente 31.9% 7.8%
Africa 12.4% 3.5%
Asia 9.7% 30.1%

 

Fonte: BP

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Petrolio rinnovabile

Posted by janejacobs su febbraio 25, 2009

 

Il sogno delle compagnie petrolifere di oggi e’ rendere il petrolio una fonte di energia rinnovabile.

L’anidride carbonica che viene emessa nell’atmosfera attraverso la combustione di gas fossili puo’ essere ridotta. La piu’ grande fonte di anidride carbonica sono i trasporti automobilistici e le centrali per la produzione di energia elettrica alimentate a gas, petrolio, carbone (ma ad esclusione delle centrali nucleari). Oggi i governi mondiali e le grandi multinazionali dell’energia stanno cercando di trovare modi per ridurre i gas serra come l’anidride carbonica.

Una delle ultime tecnologie per la riduzione dell’anidride carbonica e’ quella di immagazzinarla sotto terra o sotto i fondali oceanici. Costruire dei depositi a cielo aperto sarebbe troppo costoso e allora si sta cercando di utilizzare di convogliare questo gas in profondita’ nei pozzi sotterranei dove e’ gia’ stato estratto petrolio e gas.

Alcune societa’ come la BP sperano in un futuro non troppo lontano di introdurre in questi pozzi pieni di anidride carbonica dei batteri geneticamente modificati per ritrasformare questa anidride carbonica in nuovi gas fossili che possono essere riestratti e riutilizzati. Se questo diventasse possibile, il petrolio di fatto diventerebbe una fonte di energia rinnovabile. Sembra fantascienza, ma i links che seguono indicano che seri investimenti stanno per essere fatti in questa direzione (qui  e qui)

Io vedo almeno due rischi:

·         Se ci fossero scosse telluriche notevoli o eruzioni vulcaniche notevoli in prossimita’ di queste discariche sotterranee di anidride carbonica, essa potrebbe liberarsi nuovamente nell’atmosfera creando pericolose nubi tossiche e causando danni enormi agli esseri viventi.

·         I milioni di nuovi batteri creati in laboratorio al fine di rendere il petrolio rinnovabile potrebbero “impazzire” e andare a svolgere altre funzioni potenzialmente distruttive sfuggendo al controllo umano.

 

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Biofossili dallo studio del genoma

Posted by janejacobs su febbraio 16, 2009

 I biofossili di prossima generazione potrebbero essere costituiti da etanolo cellulosico o dalla manipolazione genetica di vari organismi come i microbi o le alghe.

 

A questo stanno lavorando la societa’ petrolifera Bp e la Synthetic Genomics, societa’ biotecnologica fondata dal Craig Venter, che per primo ha sequenziato il genoma umano.

 

Le due societa’ stanno studiando gli organismi che si formano nella superficie dei depositi di idrocarburi, come il petrolio, il gas naturale, il carbone e l’anidride carbonica.

 

Le due societa’ cercheranno di sviluppare processi di conversione per gli idrocarburi di superficie che possono portare ad una produzioe di energia piu’ pulita. I microbi sono componenti chiave pr sostenere e mantenere la vita sulla terra e lo studio del loro genoma permette di comprendere meglio le loro caratteristiche.

 

L’obiettivo e’ quello di comprendere meglio i processi che portano alla formzione di tali idrocarburi per di migliorare la loro qualita’ ed aumentarne la produzione.

 

BP e Synthetic Genomics cercheranno di commercializzare la bioconversione degli idrocarburidi superficie attraverso prodotti energetici puliti.

 

La seconda fase del progetto si focalizzera’ sugli approcci di conversione piu’ promettenti.

La BP estrarra’ campioni di organismi molecolari e la Synthetic Genomis li studiera’ e cerchera’ di riprodurli in laboratorio.

 

Fonte: SG

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Sabbie petrolifere

Posted by janejacobs su settembre 12, 2008

Qualche tempo fa ho mostrato un link che spiegava come sia possible estrarre petrolio dalle sabbie sotterranee del Canada.

 

Ieri una grande compagnia petrolifera ha annunaciato che la discesa del prezzo del petrolio sotto i cento dollari al barile non consente piu’ di produrre profitti da tale tipo di estrazine (per chi fosse interessato ad approfondire, rimando a questo link).

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Plastica biodegradabile e chemiurgia

Posted by janejacobs su settembre 9, 2008

Gli anni ’60 sono stati il decennio della plastica grazie alle innovazioni prodotte nel settore petrolchimico. A quei tempi il petrolio costava poco e le risorse petrolifere sembravano infinite. Oggi che il petrolio costa tanto e che inizia a scarsegiare, il settore piu’ promettente sembra la chamiurgia.

La chemiurgia e’ un termine inventato negli anni ’30 per riferirsi ad una branca della chimica che trasforma i prodotti agricoli in prodotti di consumo industriali. Poiché le piante sono principalmente costituite da cellulosa, amido, zuccheri, oli e proteine, possono facilmente servire come materie prime per prodotti chimici e industriali.

Durante il secolo scorso, la chemiurgia ha avuto un certo successo. La cellulosa e’ stata utilizzata per costruire le spazzole dei pennelli e le pellicole per i film. Lo scienziato americano Carver ha sviluppato centinaia di brevtti per trasformare arachidi, patate ed altri prodotti agricoli in colla, sapone, vernici, coloranti ed altri prodotti indstriali.

Negli anni ’30 Henry Ford aveva in mente addirittura di costruire un’automobile interamente con i derivati della soia. Ma con la seconda guerra mondiale, le tecnologie militari hanno avuto bisogno di un rapido sviluppo che solo l’industria petrolchimica in quel momento poteva dare, grazie anche al basso costo del petrolio.

Oggi la chemiurgia sta tornando di moda sotto forma di moderni esperimenti biotecnologici. I progressi nella bioingegneria, le preoccupazioni sulla mancanza di biodegradabilita’ di molte plastiche e l’elevato prezzo del petrolio hanno rinnovato l’interesse in questa branca della chimica.

Oggi si possono costruire materiali con le stesse proprieta’ della plastica utilizzando prodotti agricoli, organici e biodegradabili.

Purtroppo, questa branca della chimica non ha ancora attratto molta attenzione (leggi investitori) al pari delle medicine biotecnologiche, della modificazione genetica o dei biocarburanti. Il principale problema per lo sviluppo di questo settore e’ che i polimeri derivati dal petrolio fanno molto bene il loro lavoro. La plastica biologica si scioglie in fretta (si pensi ai sacchetti di plastica per la spazzatua) o non riesce a mantenere le bevande gassate frizzanti al punto giusto (si pensi alle bottiglie di acqua frizzante).

Un altro possibile problema e’ che le industrie che hanno molto potere oggi nel petrolchimico (cioe’ le grandi compagnie petroliere) e nella chimica tradizionale cerceranno di limitare le nuove tecnologie. Tra le industrie Europee all’avanguardia nel settore ci sono la Danese Danisco e la tedesca BASF.

Ma il pericolo piu‘ grande per quest’industria e’ il possibile calo del prezzo del petrolio. Se il prezzo del petrolio dovesse scendere e rimanere basso come nella maggior parte degli anni ’90, allora l’industria sarebbe in pericolo.

 

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Il futuro dell’energia solare

Posted by janejacobs su agosto 4, 2008

Le celle solari che convertono l’energia solare  in energia elettrica saranno meno costose da produrre nel giro di qualche anno grazie ad una diminuzione dei costi di produzione che si aggirera’ attorno al 40% nel periodo 2006-2010.

Tali riduzione permetteranno a molte regioni di raggiungere la parita’ della rete, ovvero di raggiungere un punto in cui il costo dell’elettricita’ sara’ pari o inferiore all’energia derivata dalla rete elettrica. Tale parita’ iniziera’ nel 2012 nei paesi con molta luce solare e iniziera’ nel 2018 nei paesi meno soleggiati.

La parita’ della rete e’ il punto in cui tutti e’ possibile intrudurre auto ibride che si ricaricano nei garage di casa, riducendo la dipendenza dal petrolio. Ma c’e’ ancora molta strada da fare perche’ l’energia solare diventi competitive con l’energia derivate dal carbone, dall gas, dal petrolio e dagli impianti nucleari senza che lo stato fornisca sussidi.

Il segreto di ogni fonte energetica e’ il costo basso. Le nuove tecnologie devono essere in grado di fornire energia a costi bassi. Fino a quel momento, i paesi occidentali saranno dipendenti da petrolio, gas, carbone e dall’energia nucleare.

 

Continua…

 

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Il bello della Russia

Posted by janejacobs su luglio 21, 2008

  Progetto per il nuovo edificio della Gazprom a San Pietroburgo

 La prosperita’ della Russia non e’ un fenomeno limitato ad uno sparuto gruppo di oligarchi e di ex ufficiali del KGB e del governo. La maggior parte dei media occidentali non capiscono la profonda trasformazione che sta interessando l’area della ex Unione Sovietica e della Russia in particolare.

In Russia si stanno costruendo aeroporti nuovi di zecca, grattacieli e centri commerciali. Le enormi ville nelle periferie boscose di Mosca e San Pietroburgo rivaleggiano per lusso e dimensioni con quelle dei miliardari Texani. Nel frattempo una nuova classe media compete con il resto del mondo per comprare beni di lusso. I tempi degli squallidi e disadorni hotel sovietici sono finiti e dimenticati.

Oggi la Russia e’ all’avanguardia in settori strategici come il petrolio, il gas e l’estrazione di metalli. La Gazprom e’ la quarta multinazionale piu’ grande del mondo e molte societa’ Russe sono tra le prime cinquecento societa’ in Europa. Le banche Russe si stanno espandendo aggressivamente e stanno creando reti regionali che offrono diversi servizi finanziari. La nuova Russia e’ diventata uno dei paesi piu’ ricchi del mondo.

Il PIL della Russia e’ cresciuto dell’8.5% nel primio trimestre del 2008, grazie al boom nel settore delle costruzioni e delle infrastrutture. Grazie all’aumento del prezzo delle materie prime le casse dello stato russo sono piene di soldi perche’ le esportazioni sono aumentate del 51%. Inoltre, i consumi sono aumentati del 15%, gli investimenti del 20%.

 Continua…

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Aba, Biafra

Posted by janejacobs su luglio 12, 2008

di Parselelo Kantai

Fondata dal clan Ngwa, la moderna Aba sorge sull’area di una vecchia concessione Britannica. Nel 1901 Aba divenne una base militare per l’impero Britannico e nel 1915 ebbe la sua prima ferrovia che i colonialisti utilizzavano per collegare Aba a Porto Harcourt e per trasportare prodotti agricoli, in particolare l’olio di palma. Aba e’ stata teatro di rivolte, come quella del 1927 contro i Britannici, per l’eccessiva tassazione. Nel 1967 Aba divenne capitale del nuovo stato del Biafra, che ebbe pero’ breve durata e fu presto riannesso alla giovane e corrottissima repubblica Nigeriana. Oggi Aba ha cira un milione di abitanti ed e’ circondata da pozzi di petrolio e di gas che vengono trasportati al vicino porto di Harcourt.

Aba e’ la terza citta’ commerciale della Nigeria, ed e’ stata addirittura definita il Giappone dell’Africa. Ha una ottima reputazione nonostante sia sempre stata trascurata dalle autorita’ politiche Nigeriane. Intrappolata in una terribile poverta’ dopo la guerra del Biafra ha i vecchi edifici e strade in pessime condizioni, mentre una citta’ “parallela e circostante”, fatta i baracche improvvisate, si e’ sviluppata attorno alla vechia citta’. Aba e’ un grosso distretto industriale ed imprenditorale della Nigeria.

I suoi tre mercati attirano migliaia di commercianti ed artigiani che riescono ad organizzare le loro attivita’ economiche nonostante una cronica mancanza di elettricita’, di finanziamenti e di aiuti da parte del governo Nigeriano.

I sarti ed i produttori di calzature sono famosi in tutta l’Africa Occidentale per essere in grado di produrre a poco prezzo delle imitazioni di scarpe e abiti Occidentali. Gli abiti da uomo prodotti ad Aba sono di tale qualita’ da attirare anche i ricchi professionisti di Lagos i quali preferiscono vestirsi dai sarti di Aba che da Hugo Boss. Ci sono circa 30,000 addetti alla produzione di scarpe in uno dei distretti di Aba a circa mezz’ora dal cento della citta’. Le loro scarpe sono l’imitazione delle scarpe Occidentali fatte per i poveri. Essi lavorano in piccole ed umide stanze, producendo scarpe da donna e sandali da uomo con l’etichetta “Valentino made in Italy” appiccicata per soddisfare  i bassi redditi e la grande vanita’ di molti clienti Nigeriani.

Gli artigiani di Aba controllano circa il 60-70% del mercato delle scarpe da donna in Nigeria e dominano anche il mercato dei sandali da uomo. Tuttavia, spesso la gente si lamenta della qualita’ del prodotto e sostengono che le scarpe fatte ad Aba durano solo per un mese.

Alcune societa’ basate a Lagos si stanno specializzando nel fornire consulenza per migliorare la qualita’ delle loro scarpe e per fornire loro credito. L’industria delle scarpe e’ cresciuta in questa citta’ grazie all’ingegnosita’ della popolazione locale che e’ riuscita a riprendersi dalla terribile guerra civile del Biafra. Ma la competizione delle scarpe Cinesi, per lo piu’ fatte a macchina, sta procurando grossi problemi agli artigiani di Aba, i quali devono licenziare molti dipendenti per far fronte alla riduzione nelle vendite determinata dalla concorrenza Cinese.

Un altro grosso problema e’ l’energia elettrica che viene spesso tagliata alle imprese locali rallentando la produzione ed aumentando i costi per i produttori locali. La situzaione energetica e’ ancora piu’ paradossale se si pensa che Aba e’ molto vicina al Delta del Niger, una zona ricchissima di petrolio.

Eidentemente il Governo Nigeriano preferisce vendere il petrolio alle compagnie Occidentali che hanno una forte presenza in Nigeria, anziche’ creare un’infrastruttura energetica decente per aiutare i propri produttori di ricchezza.

Non sorprendiamoci allora se ogni tanto leggiamo di episodi di violenza nelle zone del Delta del Niger.

Continua…

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Domanda di petrolio USA in calo

Posted by janejacobs su luglio 9, 2008

Le famiglie americane stanno gia’ modificando i loro consumi. Il numero di chilometri percorsi in auto e’ sceso del 2.1% nei primi quattro mesi de 2008. E le vendite di SUV sono crollate.

Non so quali previsioni faccia il governo Italiano sul consumo energetico, ma il governo Americano prevede che nei prossimi quindici anni la domanda di energia salira’ dell’1.6% all’anno, ovvero del 50% dal 2005 al 2030 sotto la spinta dalle economie dei paesi in via di sviliuppo. Il Governo Americano stima che la produzione di energia mondiale sara’ cosi’ ripartita nel 2030:

  Energia consumata nel 2005 (quadrillioni di BTU*) Energia consumata nel 2030 (quadrillioni di BTU*) % di crescita della domanda da 2005-2030 
Petrolio 11.6 12.2 0.2
Gas liquido 2.5 2.5 0
Gas naturale 19.3 21.9 0.5
Carbone 22.9 33.2 1.5
Nucleare 8.2 9.5 0.6
Idroelettrico 2.7 3.1 0.5
Biomasse 2.8 5.5 2.7
Altre rinnovabili 1 2.5 3.7
*BTU e’ l’Unita’ termica richiesta per riscaldare una libbra di acqua di un grado Fahrenheit di un grado a partire da 39.2 gradi Fahrenheit

Fonte: Governo USA

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Petrolio anche in Italia

Posted by janejacobs su luglio 4, 2008

Panorama da Gallipolis

Campagne attorno a Gorgoglione

Via Magenta

Il petrolio portera’ ricchezza a Stigliano (presso Gorgoglione)?

E’ gia’ da qualche decennio che si e’ scoperto un po’ di petrolio anche in Italia. Nei prossimi anni si sviluppera’ un altro progetto di ricerca di petrolio in Basilicata, piu’ precisamente in localita’ Tempa Rossa, all’interno della concessione Gorgoglione. Riusciranno le popolazioni locali  a spillare qualche scampolo di ricchezza dalla compagnie petrolifere?

Fonte: Total

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Il petrolio e le riserve dell’OPEC

Posted by janejacobs su luglio 4, 2008

Secondo lo studio di un’autorevole banca d’affari, le riserve nei pozzi di petrolio dell’OPEC stanno scarseggiando. L’andamento di tali riserve e’ visibile cliccando le parole “riserve-opec” qui sotto:

 

 

riserve-opec 

 

Il grafico motra le riserve di petrolio nei paesi dell’OPEC in migliaia di barili al giorno a partire dal 1974. A parita’ di domanda di petrolio, maggiori sono le riserve, minore e’ il prezzo del petrolio.

Le riserve di petrolio in questi paesi stanno scarseggiando, ma ci sono anche molti paesi con riserve di petrolio che non aderiscono all’OPEC e molte riserve di petrolio non ancora sfruttate. Una via d’uscita a questa crisi e’ possibile grazie ad investimenti tecnologici. Sara’ interessante vedere cosa si inventeranno i nostri geologi e ingegneri per far fronte al sempre crescente fabbisogno di petrolio. 

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Bush e il petrolio

Posted by janejacobs su giugno 18, 2008

Molti sostengono che la seconda guerra Irachena sia stata la causa dell’aumento vertiginoso del prezzo del petrolio. Oggi Bush ritiene che gli Stati Uniti debbano prendere misure eccezionali per arrestare la crisi petrolifera partendo da un incremento della produzione domestica di petrolio. Bush ha pertanto annunciato quattro misure per aumentare la produzione di petrolio negli USA:

  1. Aumentare l’esplorazione al largo delle coste oceaniche, al largo di New York, Baltimora e Los Angeles
  2. Estrarre petrolio dalle rocce dell’Utah, del Colorado e del Wyoming che -secondo gli epsrti citati da Bush- potrebbero fornire fino a 8 milioni di barili di petrolio al giorno
  3. Aumentare la produzione di petrolio nell’artico (gli esperti di Bush stimano circa 10 milioni di barili al giorno)
  4. Aumentare le raffinerie di petrolio, rimuovendo i vincoli alla creazione di nuove raffinerie
Bush si lamenta che il Congresso, controllato dal Partito Democratico, ha bloccato per motivi ambientalisti l’esplorazione di petrolio e l acostruzione di nuove raffinerie negli ultimi decenni.

Trovo strano che in USA, per far fronte alla crisi petrolifera il Presidente cerchi di incoraggiare nuovi investimenti, mentre in Italia si fa esattamente l’opposto tassando i petrolieri (ed in ultima analisi i consumatori di petrolio). Chi ha ragione, Bush o Tremonti?

Intanto qui sotto c’e’ la classifica dei paesi che consumano piu’ petrolio:

 

 

 

 

Posizione

Paese

Barili di petrolio al giorno

#1

Stati Uniti

20,730,000

#2

Cina

6,534,000

#3

Giappone

5,578,000

#4

Germania

2,650,000

#5

Russia

2,500,000

#6

India

2,450,000

#7

Canada

2,294,000

#8

Corea del Sud

2,149,000

#9

Brasile

2,100,000

#10

Francia

1,970,000

 

Fonte: Nationmaster

 

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OPEC o G8. Chi decide il prezzo del petrolio?

Posted by janejacobs su giugno 11, 2008

I paesi dell’OPEC

I ministri delle finanze dei Paesi del G8 (Gran Bretagna, Canada, Francia, Germania, Italia, Giappone, Russia e Stati Uniti) si incontreranno a Osaka questo fine settimana per discutere su come limitare i danni economici provenienti dall’aumento vertiginoso dei prezzi del petrolio.

Ma in realta’ i Paesi del G8 non possono fare molto per fermare la corsa del prezzo del petrolio e le intimazioni all’OPEC ad “aprire i rubinetti” della produzione petrolifera saranno probabilmente inascoltate.

I ministri dell’energia dei paesi del G8, piu’ quelli di Cina, India e Corea del Sud faranno un appello ai produttori di energia dell’OPEC per aumentare gli investimenti e soddisfare la crescente domanda di energia in tutto il mondo.

I produttori di petrolio dell’OPEC insistono che non c’e’ mancanza di petrolio in questo momento e che il forte aumento del suo prezzo e delle materie prime e’ dovuto principalmente alla speculazione e alla debolezza del dollaro.

Tuttavia, se gli speculatori pensassero che l’OPEC fosse seriamente intenzionata ad “aprire i rubinetti” della produzione del petrolio, forse non speculerebbero cosi’ tanto. Il prezzo del petrolio non lo decidono i G8, ma, in ultima analisi, i paesi dell’OPEC.

Fonte: khaleejtimes

Continua…

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I Nigeriani non traggono benefici dal loro petrolio

Posted by janejacobs su Mag 22, 2008

Anonima sequestri del Niger

Riassumo brevemente un articolo di Idumange John, giornalista di www.allafrica.com sullo stato di salute del suo paese, la Nigeria:

La Nigeria non e’ una nazione, ma un insieme di nazioni, un conglomerato di molte nazionalita’ antagoniste ed incompatibili. I vari popoli che costituiscono la Nigeria devono ancora confluire in una societa’ civile, animata da spirito comune e da sentimenti di comune identita’ nazionale. La disgregazione della Nigeria e’ testimoniata dal modo in cui coloro che detengono il potere usano le nostre risorse naturali e le sperperano.
Sebbene ci siano movimenti di intolleranza verso lo sfruttamento delle risorse da parte delle compangnie streniere, tali sentimenti di ribellione non sono diretti alla persone giuste. Richiedere riscatti per il rapimento di operatori delle compagnie petrolifere straniere rende solo qualche spicciolo ai sequestratori, ma mantiene il dramma dello sfruttamento del territorio intatto. I giovani sequestratori (foto) dovrebbero piuttosto prendersela contro il loro governo, che, pur essendo il sesto produttore mondiale di petrolio ha solo quattro raffinerie su tutto il territorio nigeriano, di cui nessuna funzionante.
Il malfunzionamento di queste raffinerie e’ dovuto ai continui lavori di manutenzione che servono a giustificare un giro enorme di tangenti che vanno nelle tasche di privati corrotti che ricevono favori in cambio di tangenti al governo.
Il prezzo del petrolio e’ aumentato del 400% in Nigeria, ma pochissimi Nigeriani hanno beneficiato di questo aumento vertiginoso.
A Dubai, ad esempio, questo forte aumento del petrolio sta portando forti ricchezze a molta parte della popolazione, anche se tali ricchezze potrebbero dissolversi se il prezzo del petrolio dovesse scendere.
E in Nigeria? Tutta questa ricchezza si perde nella corruzione.

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Il prezzo del petrolio non puo’ aumentare per sempre

Posted by janejacobs su Mag 15, 2008

 

Quanto durera’ tutta questa felicita’?

Negli ultimi anni, e in particolare nelle ultime settimane, il prezzo di un barile di petrolio e’ aumentato a livelli record. Alcuni analisti prevedono che il petrolio aumentera’ fino a 200 dullari al barile. Tali previsioni non sono basate su analisi dettagliate e si limitano ad estrapolare le tendenze delle ultime settimane negli anni futuri. Ma il prezzo del petrolio in termini relativi, cioe’ rispetto al prezzo degli altri beni, restera’ sotto controllo nei prossimi anni.

Storicamente, i due piu’ forti aumenti del prezzo del petrolio si sono avuti nel 1973-4 e nel 1980-81. Tali aumenti  erano dovuti a riduzioni dell’offerta di petrolio. Il primo aumento era dovuto alla formazione dell’OPEC che porto’ a restrizioni dell’offerta di petrolio da parte dei paesi membri dell’OPEC, mentre il secondo shock petrolifero era dovuto alla guerra tra Iran e Iraq che ha distrutto la produzione del secondo e terzo produttore di petrolio.

Il recente aumento del prezzo del petrolio e’ dovuto all’aumento della domanda da parte dei paesi in via di sviluppo come Cina, India e Brasile e naturalmente alla continua domanda di petrolio da parte dei paesi Occidentali.

L’aumento dei prezzi del cibo e delle materie prime, invece, non e’ stato causato tanto dall’aumento della domanda di cibo, ma da una riduzione dell’offerta di cibo. Questa riduzione dell’offerta e’ dovuta al fatto che molti terreni agricoli negli Stati Uniti ed in altre parti del mondo che prima producevano grano, ora vengono usati per produrre etanolo per la produzione di carburante e che molti fertilizzanti e prodotti chimici che vengono usati per coltivare i campi vengono con derivati dal petrolio.

La crescita del prezzo del petrolio nelle due precedenti crisi contribui’ a due recessioni mondiali. Tuttavia, anche se il prezzo del petrolio oggi e’ superiore anche a quello raggiunto nel 1981, l’economia mondiale non e’ ancora entrata in recessione. L’aumento dei prezzi delle materie prime e del cibo ha rallentato, ma non ha fermato la crescita del’economia mondiale, come aveva invece fatto nelle crisi predcedenti; inoltre, USA, Europa e Giappone sono oggi molto meno dipendenti dal petrolio di quanto non lo fossero 25-30 anni fa.

Naturalmente il prezzo del petrolio a duecento dollari al barile avrebbe effetti disastrosi sull’economia mondiale. Molti analisti hanno ritenuto seria una tale previsione in base alla premessa che la forte crescita dell’economia nei paesi emergenti continuera’. Ma questi aumenti sono solo shock di breve periodo. In un arco temporale piu’ lungo, le famiglie reagiranno ai maggiori prezzi del petrolio con l’acquisto di automobili a basso consumo energetico. Inoltre le famiglie sostituiranno sempre piu’ l’uso delle loro auto con i mezzi pubblici. Gli imprenditori saranno stimolati dagli elevati prezzi energetici a ricercare nuove tecnologie per risparmiare carburante.

Inoltre, visto l’elevato prezzo del petrolio, le compagnie petrolifere hanno forti incentivi ad aumentare l’offerta di petrolio. Le compagnie petrolifere stanno esplorando nelle profondita’ degli oceani profondi e in altri posti remoti perche’ l’elevato prezzo del petrolio compensa i loro sforzi e i loro costi elevati. Le compagnie petrolifere sono gia’ in grado di estrarre petrolio dalla sabbia e dalle rocce e, a questi prezzi, ne estrarranno sempre di piu’.

Cliccate QUI per vedere il procedimento di estrazione del petrolio dalle rocce.

Il Canada ed il Venezuela hanno enormi riserve di sabbia da cui si puo’ estrarre petrolio; gli Stati Uniti hanno enormi distese di rocce da cui si puo’ estrarre petrolio. Il processo di estrazione di petrolio dalle rocce e dalle sabbie e’ molto costoso, ma qa uesti prezzi e’ ormai anche molto profittevole.

Questo forte aumento del prezzo petrolio sara’ mitigato in futuro da nuovi comportamenti che porteranno ad una maggiore efficienza energetica e da nuove tecnologie di estrazione del petrolio e di rifornimento energetico. Continua…

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