Le cittá sono la ricchezza delle nazioni

Un nuovo modo di vedere l’economia

Posts Tagged ‘recessione’

Ripresa

Posted by janejacobs su agosto 14, 2009

Il 17 Settembre 2008 questo blog aveva previsto  (seguendo le indicazioni del Professor Roubini) che l’economia sarebbe crollata in una profonda crisi finanziaria ed economica che sarebbe finita nel 2010.

 Al 2010 ci siamo quasi arrivati e gia’ ora ci sono parecchi segnali che questa crisi finanziaria ed economica sta per finire, anche se ci sono sempre piu’ persone disoccupate, povere e senza lavoro. Queste persone sono spesso le persone piu’ deboli, anziane e con meno educazione.

 Ma la ripresa sta arrivando e ci sono alcuni modi per cavalcarla, soprattutto se si puntera’ su uno o piu’ dei fattori indicati qui sotto. Ad ognuno di questi fattori e’ collegato un link a post precedenti di questo blog che hanno trattato l’argomento.

 Paesi emergenti

 Aumento del numero dei lavoratori per eta’ e sesso 

 Nuove tecnologie

 Nuovi materiali

 Nuove energie

 Nuove medicine

 Genetica

 Robotica

 Nanotecnologie

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Recessione, assistenzialismo e recessione

Posted by janejacobs su gennaio 6, 2009

Le nazioni o gli imperi non recessione per loro scelta. Esistono particolari circostanze che sono intrinseche nei territori e che non possono cambiare, per quanto i governi si oppongano. Il Giappone Centrale deve fornire sussidi assistenziali al Giappone Settentrionale e al Giappone Meridionale perche’ e’ li’ che si sono differenze economiche e perche’ se i Governo Centrale non fornisse sussidi tali differenze aumenterebbero e gli standard di vita ed i servizi pubblici nelle aree arretrate sarebbero cosi’ diversi da diventare politicamente e moralmente inaccettabili. Il Nord Italia fornisce aiuto al Sud perche’ il bisogno del Sud e’ cosi’ grande che lo Stato Italiano deve organizzare tali sussidi per combattere il possibile collasso di una gran parte del Paese. La Germania aiuta le regioni agricole Francesi perche’ se non lo facesse, l’Unione Europea si distruggerebbe e la Francia insiste sui sussidi come condizione della sua appartenenza all’Unione Europea perche’ altrimenti non sarebbe in grado di contenere la rabbia dei suoi contadini o il desiderio di separatismo nel Sud del Paese. Il Canada tiene a bada i separatisti del Quebec attraverso sussidi pubbilci cosi’ come gli Inglesi hanno fatto con gli Scozzesi. I pensionati hanno bisogno delle pensioni; i villaggi economicamente morti e le citta’ stagnanti hanno bisogno di sussidi pubblici. Le citta’ degli Stati Uniti Sud Occidentali hanno prosperato mentre quelle del Nord sono cadute in disgrazia, grazie ai sussidi procurati da continui lavori militari e ad altre forme di sussidi domestici.

Tuttavia, queste transazioni del declino non risolvono nulla, ne’ in Giappone, ne’ in Italia ne’ in Francia, ne’ in Canada ne’ negli Stati Uniti. La mancanza di citta’ in grado di rimpiazzare le importazioni nelle regioni povere di questi paesi e’ la vera causa dell’arretratezza di queste regioni e non esiste al mondo sussidio in grado di ovviare economicamente a questa mancanza.

 

Continua…

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Cosa causa i cicli economici?

Posted by janejacobs su dicembre 28, 2008

In aggiunta all’instabilita’ e agli stress che si accumulano in una nazione a causa delle regioni il cui sviluppo economico e’ costantemente bloccato, un numerro crescente di instabilita’ e stress si accumulano a causa delle severe depressioni che esagerano i cicli economici negativi rendendo le recessioni piu’ profonde e piu’ prolungate.

 

Nessuno sa cosa causa i cicli economici, periodi di maggiore o minore prosperita’, ma se devo definire una causa, direi che sono gli effetti dei cicli di rimpiazzo delle importazioni, cosi’ come ogni altra cosa nella vita economica. Da un lato essi sono totalmente assenti nelle economie che sono trascurate dallo sviluppo cittadino, come nel caso del villaggio di Henry. I cicli economici si svolgono in economie urbanizzate e raggiungono le economie inerti in un secondo momento. Ad esempio la recessione negli Stati Uniti deprime i guadagni dei coltivatori di caffe’ Colombiani solo dopo qualche mese.

 

Una seconda ragione logica per supporre un legame fra cicli economici e citta’ che rimpiazzano le importazioni e’ che tali citta’ spesso hanno costruito in se’ cicli interrelati alla loro particolare crescita economica. Nei periodi in cui una citta’ rimpiazza un grande numero di prodotti importati in maniera rapida, come in una reazione a catena, la citta’ si espande in maniera esplosiva. Ma tipicamente questi episodi si alternano ad intervalli di minore espansione o  di stagnazione mentre la citta’ accumula importazioni potenzialmente rimpiazzabili che hanno il potenziale di creare simili reazoni a catena in futuro. E, naturalmente, se una citta’ che rimpiazza le importazioni diventa incapace nel tempo di continuare questo processo, essa non puo’ mantenere la propria economia aggiornata o mantenere un fondamento per generare nuove esportazioni che compensino per la perdita delle vecchie esportazioni, la sua economia si riduce e si contrae.

 

Se un’economia nazionale presa nel suo intero dovesse comportarsi come una singola e vigorosa citta’ in grado di rimpiazzare le importazioni, essa non sarebbe comunque in grado di evitare i cicli economici, e se una singola citta’ perdesse vigore, le nazione non potrebbe evitare una recessione o una depressione.

 

Tuttavia, la maggior parte delle nazioni contengono piu’ di una citta’ e i blocchi di nazioni che commerciano fra loro contengono numerose citta’ in grado di rimpiazzare le loro importazioni. Citta’ vigorose, come una buona squadra di calcio, devono lavorare su diversi momenti del ciclo economico. In una nazione o blocco commerciale di nazioni con vitta’ vigorose, le citta’ individuali non hanno un’attivita’ economica sincronizzata, ma complementare. Una recessione in una nazione o in un blocco di nazioni risulterebbe in un periodo in cui meno citta’ del normale sono in grado di rimpiazzare le importazioni. Sarebbe un processo di sterminio se tutte le citta’ in gradi di rimpiazzare le importazioni, smettessero tale processo allo stesso momento.

 Continua…

 

 

 

 

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Le armi non rimpiazzano le importazioni

Posted by janejacobs su ottobre 12, 2008

 
Il bombardiere Boeing X-45C
Una prolungata produzione militare non crea una prolungata espansione economica. Una volta che l’effetto del moltiplicatore della produzione militare viene assimilato, l’economia smette di crescere. In seguito, ogni ulteriore espansione economica proveniente dalla produzione militare richiede che il lavoro militare si espanda ulteriormente. Ad un certo punto una citta’ inizia a dipendere dai militari e considera la produzione militare come parte integrante della sua base economica. Pertanto la produzione militare deve essere mantenuta indefinitamente, altrimenti quell’economia cade in depressione.
Il piu’ grande datore di lavoro della citta’ si Seattle era la Boeing Aircraft Company, che produce aerei commerciali ma che dipende anche in misura determinante dai contratti che vince per la costruzione di bombardieri. All’inizio degli anni ’70 quando i contratti della Boeing per i bombardieri si ridussero, la citta’ di Seattle registro’ una forte depressione economica. La disoccupazione aumento’ notevolmente; i commercianti diminuirono le loro vendite; in molte case non si potevano piu’ pagare i mutui e intere famiglie finivano in bancarotta; si organizzarono stazioni per distribuire cibo ai poveri le cui elevate spese mensili, previste in tempi in cui l’economia andava meglio, non avevano lasciato spazio per far fronte nemmeno alle necessita’ di base in tempi di crisi. Seattle stava perdendo non solo il suo lavoro militare, ma il suo effetto di moltiplicatore economico proveniente da quel lavoro. In pochi anni, il governo Americano torno’ ad aumentare la spesa militare e l’economia di Seattle si riprese.
Le citta’, essendo i piu’ grandi raccoglitori di ricchezza nelle nazioni o negli imperi, sono in grado di sopportare una forte e continua produzione militare essa non e’ un fattore centrale della propria economia. Ma la produzione di armi sottrae sempre e comunque ricchezza nel lungo periodo, perche’ crear la sostituzione da lavoro cittadino a lavoro militare. Per sostenere il lavoro militare i guadagni delle citta’ devono sempre essere usati indefinitamente.
Quasi tutte le esportazioni militari delle citta’ rappresentano un tipo di produzione sterile per il processo di rimpiazzo delle importazioni, cioe’ per il processo centrale della vita economica. Il rimpiazzo delle importazioni non avviene nemmeno quando i beni militari sono “consumati” in battaglia, ne’ tanto meno quando si producono beni militari in tempi di pace.

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Biciclette anticrisi

Posted by janejacobs su settembre 23, 2008

 

Oggi sposi, in bicicletta

I produttori di automobili fanno fatica a stare in piedi con i prezzi del petrolio cosi’ alti. Ma i produttori di veicoli alimentati a potenza umana, le biciclette, stanno facendo ottimi affari. Giant Manufacturing, il piu‘ grande produttore di biciclette, ha venduto un numero record di biciclette lo scorso anno, 460,000. E quest’anno si appresta a fare di meglio. A New York c’e’ stata una tale domanda di biciclette all’inizio di quest’anno che gli aspiranti ciclisti dovevano mettersi in lista d’attesa. A Taiwan, l’isola dove Giant Manufacturing ha il suo quartier generale ed i suoi impianti produttivi, per molti modelli, i compratori devono mettere un deposito per assicurarsi una bicicletta.

La bicicletta sembra il rimedio naturale a molti dei mali moderni, dall’aumento del prezzo del petrolio, all’inquinamento, all’obesita‘. Ogni mercato e’ diverso. Gli Europei preferiscono usare la bicicletta per andare al lavoro, ma hanno la strana abitudine di ignorare i modelli costruiti per il lavoro e preferiscono modelli piu‘ veloci, e poi li modificano. Gli Americani preferiscono le BMX, le biciclette “fuori strada”. I Taiwanesi amano le biciclette da corsa.

Gian produce ogni tipo di bicicletta e grazie ad una forte domanda e’ riuscito a fare fronte ad un forte aumento del prezzo dell’alluminio. Una forte domanda ed il desiderio di biciclette migliori ha fatto si che i produttori di biciclette riuscissero a passare l’aumento del costo delle materie prime ai consumatori. Dal 2004 i prezzi all’ingrosso delle biciclette sono saliti del 23% in Europa, del 45% in America e del 50% in Asia, anche se molte fabbriche con manodopera a basso costo Cinesi, inclusa Giant, hanno aumentato la loro produzione.

Giant ha aperto i battenti nel 1972 e nei primi anni di vita riusci’ ad attrarre un grosso ordine dalla Schwinn, un grande produttore Americano che voleva ridurre la sua dipendenza dalla sua fabbrica di Chicago con cui aveva forti tensioni. Dopo essersi garantita un buon contratto con la Giant, la Schwinn tento’ di impiantare una produzione anche in Cina, ma la qualita‘ delle biciclette cinesi allora era scarsa e la Schwinn ando‘ in bancarotta.

Intanto la Giant riusci’ a migliorare la qualitadelle proprie biciclette. Anche i suoi modelli piu‘ a buon mercato, che vengono venduti in Cina, oggi sono relativamente cari (circa 80 euro a bici), tuttavia Giant resta il leader mondiale e vende ogni anno il 7% delle bici prodotte sul pianeta. La Giant e’ una delle poche fabbriche di biciclette che e’ in grado di costruire telai e forcelle in sofisticate leghe metalliche ed in fibra di carbonio. I componenti dei fornitori sono poi aggiunti al telaio. Giant poi vende le proprie biciclette con il proprio marchio o sotto altri marchi sia in Europa che negli Stati Uniti.

Poiche‘ i produttori di telai e di componenti per biciclette non si fanno problemi a vendere ai concorrenti, non e’ difficile entrare nel mondo della produzione di biciclette – basta avere un buon marchio. Pertanto, la concorrenza e’ feroce e l’unico modo per rimanere in testa e’ continuare incessantemente ad innovare.

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Quando le aree metropolitane declinano

Posted by janejacobs su aprile 2, 2008

Le aree metropolitane, cosi’ come le citta’ metropolitane, comprendono moltissima vita economica in aree relativamente ristrette. Copenhagen e la sua area metropolitana, occupa solo una piccola parte del territoio Danese, tuttavia produce la maggior parte della ricchezza della nazione, possiede in se’ la maggiore la specializzazione e diversificazione economica, ed e’ abitata da piu’ della meta’ della popolazione Danese. 

La parte Sud Orientale dell’Inghilterra ha una densita di popolazione molto maggiore al resto del paese, e questo non solo grazie a Londra e alla sua periferia, ma anche alla regione economica e produttiva che alimenta e viene alimentata da Londra.

Molti di voi probabilmente vivono in una citta’, nei sobborghi di una citta’ o in un’area metropolitana.

Quando il nucleo di una citta’ metropolitana, l’originario centro cittadino, non attraversa piu’ il processo di rimpiazzo delle importazioni, inevitabilmente declina. Gradualmente la crescita economica della citta’ si affievolisce, invecchia. Non riesce piu’ a compensare attraverso la perdita di importazioni con le sue esportazioni e quindi i propri mercati si impoveriscono. Le regioni metropolitane naturalmente ne risentono anch’esse. I problemi pratici della citta’ e della sua area metropolitana si acuiscono e diventano intrattabili. La gente diviene piu’ pigra e svogliata. I giovani dell’area metropolitana, mentre prima emigravano nella vicina citta’, ora iniziano ad emigrare in metropoli lontane.

Le imprese continuano a spostarsi in aree sempre piu’ periferiche, ma questo non avviene piu’ perche’ giovani imprenditori nelle citta’ inventano nuovi prodotti facendo concorrenza alle imprese meno agili, ma perche’ le imprese scappano dai problemi irrisolti delle citta’ e lasciano il vuoto dietro di se’. Alla fine anche la fuga dalla citta’ in declino cessa, perche’ la fonte si e’ prosciugata.

Le regioni metropolitane hanno molte caratteristiche di rimpazzo delle importazioni delle citta’ stese, ma non sono citta’.  Nel bene e nel male sono creature delle citta’.

Continua…

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