Le cittá sono la ricchezza delle nazioni

Un nuovo modo di vedere l’economia

Posts Tagged ‘ricchezza’

Talentopoli

Posted by janejacobs su luglio 16, 2009

Secondo Richard Florida negli ultimi anni stiamo assistendo ad una nuova migrazione. Le persone con una maggiore educazione, con maggiori competenze e con salari piu’ alti si stanno concentrando in particolari aree metopolitane. D’altra parte le classi medie si allontanano fuori dalle maggiori metropoli per andarsene in provincia.

Le persone con stipendi alti e ben educate si attrarrebbero a vicenda. Il fenomeno deriverebbe dal fatto che le persone con maggior talento e ambizione tendono a vivere in aree in cui sentono di poter realizzare le loro aspirazioni. La vicinanza fisica di altre persone di talento ed ambizione avrebbe un forte impulso sulla creazione di idee innovative in grado di generare crescita economica. Quando un grande numero di imprenditori, finanziatori, ingegneri, informatici, architetti ed altre persone creative ed intelligenti si trovano a vivere nella stessa citta’, si ampia la circolazione di idee e la loro realizzazione in progetti concreti. Piu’ le persone sono intelligenti ed interconnesse, maggiore e’ la crescita economica che generano.

Spesso la presenza di importanti universita’ e’ la ragione storica per cui tali persone intelligenti si trovano a vivere nella stessa citta’. E poi persone intelligenti vengono attratte da tali citta’, piu’ l’effetto di moltiplicazione della crescita aumenta.

Tuttavia le opportunita’ non sono infinite.

Storicamente c’e’ stato un rapporto proporzionale fra crescita della popolazione e crescita della ricchezza. Questo era vero per le economie agricole dove piu’ braccia lavoravano, piu’ si produceva. Ed era piu’ o meno cosi’ anche per le economie industriali.

Questa nuova migrazione invece e’ non rispetta piu’ lo stretto legame tra crescita della popolazione e crescita economica. Questo fenomeno deriva dal progresso tecnologico, dal progresso degli scambi commerciali e dalla possibilita’ di esternalizzare in paesi a basso costo buona parte del lavoro.

Cio’ che oggi importa di piu’ in questa migrazione non e’ tanto dove si spostano il maggior numero di persone, ma dove si sposta il maggior numero di persone di talento. Perche’ sono esse a generare una ricchezza maggiore e perche’ sono essi a spingere in alto il prezzo delle case, spingendo la classe media e le famiglie fuori dalle citta’. Mentre le famiglie delle classi medie sono “cacciate” da questi giovani e ben pagati professionisti, la popolazione diminuisce invece di aumentare. Le citta’ e le aree metropolitane con maggior successo economico potrebbero in realta’ vedere il numero di abitanti diminuire. Le nuove citta’ potrebbero avere un numero di professionisti altamente mobili e con nuclei famigliari piccoli circondati da una sottoclasse di persone che lavorano per servirli e che vivono nelle periferie dove il prezzo delle case e’ piu’ basso.

Questa migrazione sta dividendo il mondo in due tipi di regioni con diverse prospettive economiche. Un piccolo numero di aree metropolitane che attraggono i ceti professionali e che vedono aumentare la ricchezza da loro generate ed il prezzo delle case, e altre localita’ che attraggono le masse e che vedono diminuire la ricchezza prodotta ed il prezzo delle case perche’ attraggono i poveri. Il talento portera’ una differenziazione crescente far citta’ in grado di attirarlo e citta’ incapaci di attirarlo.

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Ricchezza e traffico a New York

Posted by janejacobs su dicembre 14, 2008

Getting Around New York

Non sempre l’aumento della ricchezza di una citta’ genera un corrispondente aumento del traffico.

Fra il 2003 ed il 2007 New York e’ stata investita da un grande boom economico che ha portato decine di migliaia di nuovi lavori e di immigrati. Tuttavia un recente studio mostra che il volume del traffico di veicoli per le strade di New York e’ calato. 

La crescita del volume degli spostamenti e’ stata assorbita dal trasporto pubblico, grazie ad una serie di importanti investimenti che hanno aumentato l’efficienza del trasporto pubblico e ad un calo della criminalita’ che ha consentito alle persone di sentirsi piu’ sicure nell’utilizzo della metropolitana.

La sfida per la citta’ e’ quella di continuare a mantenere un livello di trasporti pubblici efficiente ora che la recessione sta erodendo le casse della citta’ e dello Stato di New York.

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Megalopoli

Posted by janejacobs su novembre 10, 2008

A Gennaio dello scorso anno nella Cina Meridionale si e’ verificata una nevicata improvvisa ed inusuale che ha bloccato duecento milioni di viaggiatori che tornavano nei villaggi di provenienza per un breve viaggio durante il capodanno cinese. Il mondo ha avuto un’ulteriore conferma dell’enorme scala dell’urbanizzazione cinese.

I governi dei paesi poveri alzano le spalle davanti  questo tipo di notizie che espongono la fragilita’ delle economie di recente urbanizzazione. La maggior parte dei viaggiatori Cinesi coinvolti nel piu’ grande blocco dei trasporti che la storia umana ricordi erano spesso immigrati provenienti dalle campagne che lavorano da poco in citta’ e tornavano a casa per le feste. Negli ultimi 30 anni la popolazione urbana e’ aumentata da 1.6 miliardi di abitanti a 3.3 miliardi di abitanti e nei prossimi 30 anni si dovrebbero aggiungere altri 2 miliardi. Alcuni governi hanno dei dubbi sulla loro capacita’ di gestire un’urbanizazione di proporzioni cosi’ gigantesche; alcuni di essi stanno cercando di ridurre il movimento di persone dalle campagne alle citta’ per ridurre il rischio di instabilita’ sociale.

La crisi alimentare degli ultimi 18 mesi ha aumentato i timori sull’approvigionamento di cibo per i poveri delle megalopoli del terzo mondo. Il seretario delle nazioni unite Ban Ki-moon ha avvertito all’ultimio Forum biennale di Nanchino che entro il 2030 piu’ di due miliardi di persone potrebbero vivere in situazioni di estrema poverta’ nelle favelas dell’America Latina e dell’Asia e che le magalopoli genereranno la maggior parte dei consumi energetici e della spazzatura.

Tali paure di eccessiva concentrazione sono riflesse nelle politiche di molti paesi. L’Arabia Saudita sta spendendo miliardi di dollari per costruire nuove citta’ che alleggeriscano la crescita di Jeddah e Riyadh. L’Egitto sta costruendo 20 nuove citta’ per deviare la crescita urbanistica dal Cairo. Simili tentativi sono stati fatti negli anni ’50 e ’60 in Gran Bretagna ed in Francia con la costruzione di nuove citta’ periferiche per controbilanciare la predominanza delle rispettive capitali.

Tuttavia, una recente pubblicazione della Banca Mondiale suggerisce che il pessimismo sull’urbanizzazione sia eccessivo. Secondo questo studio le citta’ del Terzo Mondo stanno crescendo cosi’ in fretta proprio perche’ esse sono in grado di generare enormi vantaggi economici per chi ci viene a vivere e tali vantaggi potrebbero aumentare. Rallentare l’urbanizzazione o ricollocarla in citta’ artificiali e’ una perdita di tempo e denaro. L’evidenza e la semplicita’ della fisica, dell’econoima, della geografia e della natura sono fattori molto piu’ potenti delle politiche dei governi nazionali nell’influenzare la decisione delle popolazioni su dove andare a vivere, come dimostra il premio Nobel all’economia di quest’anno Paul Krugman che si rifa’ (direttamente o indirettamente) alle teorie di Jan Jacobs.

La Banca Mondiale sottolinea che le megalopoli dei paesi poveri non possono essere “scaricate” come obrobri moterni solo perhce’ sono troppo grandi, troppo caotiche, troppo inquinate e troppo diseguali.

Citta’ del Messico, Mumai, San Paolo e Shanghai hanno piu’ di 15 milioni di abitanti ciascuna, metre Londra e Parigi ne hanno circa la meta’. La popolazione media delle 100 citta’ piu’ grandi del mondo oggi e’ di 6 milioni, mentre nel 1900 era di 700,000.

Ma se prese nel contesto della popolazione totale, la crescita delle megalopoli di oggi e’ molto simile alla crescita di Parigi e di Londra nel XIX secolo. Citta’ del Messico si sta sviluppando allo stesso modo in cui Parigi si era sviluppata nel XIX secolo e la storia di Parigi ci suggerisce che lo sviluppo demografico di Citta’ del Messico non sara’ eterno. La storia suggerisce anche che il divario tra ricchi e poveri diminuira’. Quando la gente si trasferisce in citta’, i salari urbani sono circa del 40-50% superiori di quelli agricoli, questo valeva nel XIX secolo e vale ancora oggi per i paesi in via di sviluppo. Nei paesi ricchi dell’Occidente la differenza fra salari agricoli e urbani e’ diminuita nell’ultimo secolo e tale convergenza sta iniziando anche nei paesi poveri.

Se a noi le megalopoli del terzo mondo appaiono gigantesche, nel contesto della loro popolazione o della loro proporzione di popolazione urbana a popolazione agricola non lo sono. Il lavoro delle megalopoli del terzo mondo e’ sempre piu’ importante. Ed e’ un lavoro di commercio, produzione di beni e servizi, rimpiazzo delle importazioni.

Fonte: Banca Mondiale

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Tolleranza e ricchezza in Baviera

Posted by janejacobs su settembre 3, 2008

Le imprese tecnologiche di Monaco di Baviera attraggono immigrati da tutta la Germania e dall’estero; quelli che non possono permettersi l’elevato costo della vita della capitale Bavarese si insediano nelle Wolfratshausen, i sobborghi di Monaco in fondo alla linea dei treni dei pendolari. Un terzo della popolazione degli Wolfratshausen si stabilisce in queste zone solo per qualche anno e poi se ne torna da dove e’ venuto o se ne va altrove. Questo lascia molti giovani Bavaresi indifferenti alle tradizioni della regione e molti politici della CSU, il partito che domina la Baviera da decenni, sono preoccupati per la mancanza di adesione ai valori tradizionali Bavaresi, che fonde un forte attaccamento all’identita’ territoriale con i valori Cattolici tipici di questo Stato attorniato dalle Alpi e favorito da un forte sviluppo economico.

La Baviera ha il tasso di disoccupazione piu’ basso di tutta la Germania, il piu’ basso debito pubblico pro capite ed un surplus nella bilancia dei pagamenti. Dal 1970, il PIL pro capite in Baviera e’ cresciuto piu’ che in tutti gli altri Stati Tedeschi, il crimine e’ piu’ basso che nel resto della Germania e a scuola i Bavaresi sono piu’ bravi in matematica e comprensione del testo scritto che negli altri Stati Tedeschi.

La Baviera non e’ sempre stata cosi’ fortunata. La sua economia prevalentemente agricola non ha approfittato della prima fase del boom economico tedesco della Wirtschaftswunder, il miracolo economico; inoltre la Baviera ha assorbito due milioni di immigrati dalla Cecoslovacchia e dalla Polonia. Ma alla lunga questi lati negativi sono diventati dei punti di forza; la Baviera non e’ stata rallentata da industrie che sono diventate obsolete (ad eccezione di alcune industrie in Franconia, nella Baviera Protestante del nord, che ora e’ meno prospera della Baviera del Sud). I rifugiati provenienti dall’Europa dell’est sono diventati imprenditori aiutati da prestiti garantiti dal governo bavarese e hanno fatto da volano allo sviuppo delle piccole e medie imprese Bavaresi.

Alla fine degli anni ’50 il pieno impiego che si manifesto’ altrove in Germania spinse le industrie verso la Baviera che ancora aveva persone in cerca di lavoro e che richiedevano stipendi piu’ bassi. La Baviera inoltre fece buon uso degli aiuti provenienti dal governo centrale a cui aveva diritto in qualita’ di stato piu’ povero per costruire strade e infrastrutture utili allo sviluppo dell’economia. Si assicuro’ risorse energetiche importando il petrolio dagli oleodotti provenienti dall’Italia e costruendo il primo impianto nucleare della Germania. Fu uno dei primi promotori dei distretti industriali e comprese che le universita’ erano un forte impulso per la crescita. Oggi la Baviera ha due delle migliori nove universita’ tedesche. Nove delle 30 societa’ che formano l’indice di borsa delle grandi imprese tedesche (il DAX) hanno sede a Monaco di Baviera, inclusa il famoso costrutttore di auto di lusso BMW (che vuol dire Bayerische Motoren Werke, cioe’ Automobili Bavaresi).

Societa’

Settore

Allianz
Assicurazioni
BMW
Automobili
Daimler
Automobili
Hypo
Finanziaria
Infineon
Tecnologia
Linde
Ingegneria
MAN
Veicoli Industriali
Muencher Ruec.
Assicurazioni
Siemens
Ingegneria

 

 

 I politici Bavaresi hanno incoraggiato lo sviuppo dell’industria della difesa e aerospaziale ed il primio ministro Bavarese, Günther Beckstein , oggi vuole che il suo Stato sia una delle cinque regioni piu’ innovative al mondo. Per continuare a mantenere la Baviera competitiva dovra’ molto probabilmente continuare ad attrarre emigrati dall’esterno.

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Citta’ piu’ ricche

Posted by janejacobs su luglio 15, 2008

Questa classifica (sempre attinta dalla stessa fonte del post precedente), individua le citta’ piu’ ricche per abitante.

Posizione Citta’ Indice
New York =100
1 Zurigo 140.3
2 Dublino 132.3
3 Oslo 131.7
4 Ginevra 130.4
5 Lussemburgo 120
6 Copenhagen 114.1
7 Londra 110
8 Helsinki 108.7
9 Francoforte 102.4
10 Monaco 101.4
30 Milano 71
33 Roma 59

Fonte: Citymayors

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Le citta’ piu’ ricche nel 2005 e nel 2020

Posted by janejacobs su luglio 15, 2008

Qui sotto una classifica delle citta’ piu’ ricche fra dodici anni e tre anni fa e le ipotesi di crescita. Sotto le prime dieci, ho anche inserito le due maggiori citta’ Italiane. La ricchezza considerata qui e’ la ricchezza in totale, non pro-capite.

Posizione 2020 Posizione 2005 Citta’ Paese Stime GDP nel 2020 (mld $) Stima crescita 2005-2020
1 1 Tokyo Giappone                               1,602 2.00%
2 2 New York USA                                1,561 2.20%
3 3 Los Angeles USA                                  886 2.20%
4 6 Londra Regno Unito                                  708 3.00%
5 4 Chicago USA                                  645 2.30%
6 5 Parigi Francia                                    611 1.90%
7 8 Citta’ del Messico Messico                                  608 4.50%
8 9 Filiadelfia USA                                  440 2.30%
9 7 Osaka Giappone                                  430 1.60%
10 10 Washington USA                                  426 2.40%
45 38 Roma Italia                                   187 2.90%
48 40 Milano Italia                                   174 2.80%

 

Fonte: Citymayors

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Made in Bologna

Posted by janejacobs su Mag 13, 2008

Ingegneri Bolognesi al collaudo

xIn una fabbrica dalle parti di Bologna c’e’ un macchinario gigante che sembra impazzito mentre sputa centinaia di bustine di te’ sul pavimento davanti allo sguardo attento di alcuni ingegneri. Il macchinario, che costa circa un milione di euro, e’ uno dei 120 macchinari di cui la IMA, il piu’ grande produttore di macchinari da imballaggio di bustine da te’, ha in programma di produrre quest’anno.

“Fra le 120 macchine che dobbiamo produrre quest’anno, circa 40-50 andranno in Russia” dice Franco Menetti, capo delle vendite per le macchine imballatrici di bustine da te’ dell’IMA. “C’e’ molto interesse in Russia nel mercato del te’ e questo ci sta aiutando molto.”

La domanda proveniente dai mercati emergenti sta aiutando gli specialisti che producono macchinari per l’imballaggio nell’area metropolitana di Bologna nonostante la paura di una forte recessione proveniente dall’America.

Bologna e’ una delle citta’ Europee con maggiori competenze nel campo dell’ingegneria. In particolare, Bologna eccelle nel campo della produzione di macchinari e sistemi per l’imballaggio di cibi, bevande e prodotti farmaceutici.

Anche se molti settori del’economia globale sono in difficolta’, i produttori di macchine da imballaggio sono piuttosto ottimisti e sostengono che non avranno particolari problemi. Essi credono che la natura specialistica dei loro prodotti e la natura globale delle loro esportazioni, incluse le esportazioni a Russia, India e Cina, li isoleranno dalla recessione.

Alberto Vacchi, presidente della IMA, si aspetta vendite per circa €480 milioni quest’anno, soprattutto grazie alle vendite di macchinari per l’imballaggio di prodotti cosmetici e farmaceutici. L’IMA ha 17 impianti in giro per il mondo ed e’ leader nell’imballaggio di bustine da te’. L’impianto principale e’ a Bologna. Alla IMA sostengono di avere una quota di mercato mondiale del 70%. “Abbiamo un mercato forte e in crescita e contiamo di aumentare le nostre vendte a €850 milioni all’anno nei prossimi cinque anni, anche grazie ad acquisizioni” dice Vacchi. “Molti dicono che il 2008 sara’ un anno difficile, ma noi pensiamo che sara’ un anno redditizio, grazie alle nuove opportunita’ offerte dai mercati del Sud Africa, dell’Asia e dell’Europa dell’Est.”

Questo ottimismo e’ condiviso anche da Marco Casiraghi, amministratore delegato di Coesia, un’altra societa’ basata a Bologna con un fatturato di circa €700 milioni e che produce macchine per l’imbalaggio di sigarette e di dolci. “Non ho dubbi che nel 2008 avremo ricavi maggiori che nel 2007” dice Casiraghi. “La vendita dei nostri macchinari generalmente non reagisce ai cali della domanda, poiche’ tali macchinari vengono ordinati con circa due anni di anticipo. Penso che anche il 2009 sara’ un buon anno. Se l’economia rallenta, i concorrenti piu’ deboli vengono spazzati via dalla concorrenza del mercato e questo ci dovrebbe dare maggiori opportunita’.”

Gino Cecchi, direttore della Carpignani, un’altra societa’ di Bologna che e’ il piu’ grande produttore di macchine per la produzione di gelati, e’ piu’ cauto. Cecchi dice che negli ultimi 3 mesi gli ordini sono aumentati del 6% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, e che quindi la domanda e’ solida. Pero’ “la forza dell’Euro sta danneggiando la nostra societa’ quando i clienti della Carpignani fatturano in dollari. Temo che la debolezza dell’economia stia iniziando a riflettersi anche su di noi e che vedremo un rallentamento degli ordini prima della fine dell’anno. E’ difficile credere che possiamo continuare a crescere il nostro fatturato senza subire alcuna conseguenza da questa recessione”.

Maurizio Marchesini e’ l’amministratore delegato dell’impresa familiare Marchesini, produttore di sistemi di impacchettamento per l’industria farmaceutica con vendite di €150 milioni all’anno. La Marchesini e’ stata fondata nel 1974 da due tecnici specializzati nella produzione di macchine automatiche. Maurizio Marchesini prevede che le vendite aumenteranno del 12%, mentre le prospettive per il 2009 “non sono male”. Il Signor Marchesini dice che sarebbe stupido non avere preocupazioni per lo stato generale dell’econoima, ma la tecnologia della sua azienda lo terra’ al riparo dai venti della recesione almeno fino al 2010. Marchesini sottolinea anche che la domanda per i suoi macchinari e’ particolarmente forte in India – un paese che sta rapidamente trasformandosi in una potenza nell’Industria farmaceutica. “Le industrie farmaceutiche hanno sempre piu’ bisogno di macchine per l’impacchettamento di medicinali fatte su misura per ridurre al minimo i rischi di contaminazione. “Siamo una delle poche societa’ al mondo con le competenze adatte a far fronte a questa domanda e sento he questo ci aiutera’ a superare le difficolta’ dell’economia nei prosimi anni”.

L’industria dell’imballaggio a Bologna dimostra il successo delle citta’ metropolitane in grado di rimpiazzare le importazioni. La capacita’ di innovazione e improvvisazione ha creato continue specializzazioni che hanno fatto si’ che piccole imprese diventassero leader mondiali nella produzione di particolari classi di prodotti. Sara’ difficile per i concorrenti di altri paesi e di altre citta’ copiare e replicare questo sistema industriale variegato e complesso.

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