Le cittá sono la ricchezza delle nazioni

Un nuovo modo di vedere l’economia

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Tipologie di impero

Posted by janejacobs su novembre 23, 2008

Da un punto di vista economico ci sono due tipi di imperi, l’impero di tipo Romano e l’impero di tipo Britannico.
Nel modello Britannico il potere imperiale si concentra quasi esclusivamente nel vincere e mantenere il controllo di economie piu’ arretrate di quella della madre patria. Questo e’ il modello di impero che ebbero gli Inglesi, dapprima essi conquistarono e guadagnarono il possesso di Galles, Scozia e Irlanda e poi aumentarono i loro possedimenti in altre terre piu’ lontane. Le conquiste di altre potenze europee in Asia, Africa, America e Medio Oriente erano fatte in base a questo modello. I regni conquistati erano piu’ arretrati economicamente della madre patria Inglese. Questo e’ anche il modello seguito dall’impero Americano dopo le conqueste dei territori messicani, o nella guerra civile Americana quando gli Stati Avanzati del Nord sconfissero gli Stati Arretrati del Sud, le conquiste di frammenti dell’ Impero Spagnolo nei Caraibi e nel Pacifico, e nelle conquiste in Vietnam ed Iraq.
Il modello Romano di imperialismo si espanse in economie arretrate, ma incorporo’ e domino’ anche economie avanzate come la sua, o addirittura piu’ avanzate. Questo e’ cio’ che Roma fece durante la sua espansione nel Mediterraneo. E questo e’ cio’ che Ferdinando ed Isabella di Spagna fecero nell’espandere il loro dominio nelle regioni Musulmane dell’Iberia che erano piu’ avanzate di quelle Cristiane di Castiglia ed Aragona. Lo Stato fondatore dell’impero Cinese, il Ch’in, conquisto’ molti stati economicamente piu’ avanzati delle proprie citta’, un processo ripetuto molte volte nella storia Cinese quando la grande massa dell’impero si aggrego’ e si sfaldo’ in un continuo processo di iterazioni. Quando la Russia si espanse verso la Siberia durante il diciannovesimo secolo segui’ il modello inglese, ma quando si espanse in Germania Orientale, nelle piccole repubbliche baltiche, in Cecoslovacchia ed in Ungheria, stava impiegando il modello Romano, queste economie, specialmente quelle della Cecoslovacchia e della Germania Orientale, erano piu’ avanzate di quella Russa.
L’imperialismo di stampo Britannico o Romano prosciuga le citta’ attraverso transazioni del declino, e la differenza principale fra questi due tipi di imperi e’ che il modello imperialista Romano, puo’ perdurare piu’ a lungo in una situazione di declino perche’ acquisisce citta’ piu’ avanzate (oltre a quelle piu’ arretrate) di quelle delle madre patria, mentre il modello Britannico dura meno in quanto acquisisce economie e citta’ piu’ arretrate. Ma ad ogni modo, le citta’ imperiali sono dissanguate per gli interessi del manetnimento del potre imperiale.
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Venezia, la salvatrice dell’Occidente

Posted by janejacobs su luglio 21, 2008

Dopo la disintregrazione dell’impero romano d’Occidente, l’Europa evito’ l’interminabile stagnazione che copri’ regioni come ad esempio l’Etiopia grazie alla formazione delle citta’ medievali. Tuttavia, perche’ una nuova citta’ si formi essa ha bisogno di citta’ gia’ esistenti con cui iniziare il proprio commercio. Fortunatamente per l’Europa c’era uno sporco  e piccolo villaggio sulle fangose paludi alla cima del Mare Adriatico che scopri’, durante le profondita’ del Medio Evo, quando il resto d’Europa stesse deteriorando e decadendo, che c’era un mercato cittadino per il sale e poi per il legno.

Il mercato cittadino era Costantinopoli, lo sporco e paludoso villaggio era Venezia. Ma Venezia, la citta’ pioniera dell’economia Europea, non rimase solo una stazione di rifornimento per il sale e la legna diretta a Costantinopoli.

Diversificando la propria produzione inizianta sulla base di quel commercio di sale e legname, Venezia procedette a svilupparsi. Venezia divenne a sua volta un mercato per i villaggi del Nord Est della Penisola Italiana – che poi diventarono citta’ per conto proprio. Iniziando da Venezia, le citta’ d’Europa si passarono la scintilla dell’innovazione e della creativita’ economica l’una con l’altra, moltiplicandosi ed espandendosi dopo secoli di incursioni barbaraiche e dopo che Roma era diventata un villaggio di qualche migliaio di persone preoccupate a sopravvivere fra le rovine del suo grande impero in un’economia che ormai era di mera sussistenza.

Andando indietro sino al Neolitico, non sembra che ci sia mai stato un decadimento contemporaneo di tutte le citta’ del mondo, e che in nessun periodo in cui tutta la vita economica consisteva in economie escluse e di sussistenza. Mentre Addis Abeba stava morendo, Roma stava sorgendo. Mentre le grandi citta’ della Cina stavano ristagnando, Venezia stava sorgendo. Non c’e dubbio che in futuro (ammesso che ci sia un futuro per un mondo intrappolato da migliaia di armi nucleari) la gente ricordera’ che mentre le citta’ della Gran Bretagna stavano decadendo, le citta’ del Giappone stavano espandendosi.

Ma supponiamo, per ipotesi che il mondo sviluppasse un declino generalizzato come quello della fine dell’impero romano. Cio’ potrebbe accadere se le citta’ in troppi posti ristagnasesero simultaniamente o in rapida successione. O potrebbe accadere se il mondo dovesse diventare di fatto un unico impero decadente.

Se la stagnazione globale di tutte le citta’ dovesse accadere, la vita economica di ciascuno decadra’, e non ci sara’ via d’uscita: nessuna vigorosa citta’ potra’ intervenire, nessuna giovane citta’  potra’ prendere il posto delle citta’ stagnanti. Se questo dovesse succedere, possiamo stare certi che con lo svanire della pratica di sviluppare economie cittadine, la memoria di come fare molte cose sparirebbe con esse, e dopo di essa sparirebbela fiducia che gente normale potrebbe partecipare a tale vita eonomica. In verita’, questa non e’ una possibilita’ nel mondo, nemmeno nel mondo odierno. Se isolate, Henry, la vecchia Bardou , e anche l’Etiopia diventerebbero la norma. Ovunque, tutti diventerebbero morosos , coloro che non hanno speranza. Tutti abbiamo incubi sul futuro della nostra vita economica. Questo e’ il mio incubo.

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Le aree metropolitane

Posted by janejacobs su aprile 1, 2008

Nei sobborghi di alcune citta’ si aggrovigliano luoghi di lavoro rurali, industriali e commmerciali. Questi sobborghi sono unici e sono le zone piu’ ricche, piu’ dense di costruzioni e piu’ intricate, ad eccezione delle citta’ stesse.

Le  Aree Metropolitane non sono definite da confini naturali, perche’ sono il prodotto della costruzione dell’uomo. Le citta’ costutituiscono il nucleo naturale di tali aree.

I confini si espandono o si fermano a seconda dell‘energia economica delle citta’. Oggi la piu’ grande area metropolitana al mondo e’ Tokyo. Tokyo e’ cresciuta negli anni fino a raggiungere montagne addirittura impervie che hanno richiesto capolavori di ingegneria civile per la cotruzione di strade e ferrovie.

 

Tokyo

La citta’ metropolitana di Toronto e’ confinata per un lato dai Grandi Laghi, ma in altre diriezioni si estende progressivamente sino a declinare per decine di chilometri nella pianura circostane.

Boston e’ una citta’ metropolitana che estende le sue attivita’ economiche nella parte meridionale dello stato del New Hampshire. Questo fatto esaspera gli amministratori locali del New Hampshire perche’ vorrebbero vedere un’attivita’ economica omogenea in tutto lo Stato del New Hampshire e non solo nell’area vicina a Boston. Gli amministratori del New Hampshire cercano continuamente di fornire incentivi agli imprenditori di Boston per spostarsi nella parte Nord del New Hampshire, dove c’e’ piu’ disoccupazione e cercano di scoraggiare le imprese ad operare nella parte meridionale del New Hampshire, che e’ gia’ prospera. Ma gli amministratori non capiscono il processo di energia delle citta’ e sperperano risorse economiche. Il New Hampshire del Sud e’ la zona piu’ a Nord che l’espansione di Boston riesce a raggiungere. Piu’ su non ce la fa.

Non tutte le citta’ generano aree metropolitane. Ad esempio. Glasgow non ha mai generato un’area metropolitana, nonostante alla fine dell’ottocento fosse una citta’ all’avanguardia nello sviluppo dell’industria e della tecnologia e nonostante i suoi ingegneri e i suoi macchinari fossero ricercati in tutto il mondo. Cinquanta miglia piu’ ad Est di Glasgow c’e’ Edimburgo, il centro culturale e commerciale della Scozia: Edimburgo ha avuto momenti di forte espansione economica, ma non e’ riuscita a generare una citta’ metropolitana. Nemmeno le economie sommate delle due citta’, che non sono poi cosi’ distanti, sono riuscite a creare un sistema denso e ricco di attivita’ economiche in grado di creare una citta’ metropolitana, ma il territorio fra le due piu’ importanti citta’ Scozzesi e’ rimasto agricolo.

Marsiglia e’ il porto piu’ importante della Francia e ha costruito importanti industrie oltre alle industrie legate all’attivita’ portuale. Ma Marsiglia non ha un’area metropolitana.

Napoli nel cinquecento era la piu’ grande citta’ di tutta la Cristianita’. Aveva una posizione di primo piano nell’esportazione di tessuti, in particolare seta , biancheria ed altri tessuti ricamati a mano. In quel periodo citta’ come Milano, Parigi, Londra e Amsterdam stavano ancora cercando di formare le loro aree metropolitane.

L’area attorno a Roma e’ increbilmente poco costruita considerate la dimensione delle citta’.

Copenhagen ha generato una area metropolitana, Dublino, Belfast e Cardiff, Liverpool, Madrid, Zagabria e Mosca no.

San Paolo ha un’area metropolitana, ma non Rio de Janeiro, Buenos Aires o Montevideo no.

Havana e Santiago de Cuba non hanno generato un’area metropolitana, ne’ prima o ne’ dopo il regime di Castro.

Nella parte centrale del Giappone, ci sono cosi’ tante aree metropolitane che molte sono ora intersecate tra loro; ma Sapporo, la capitale di Hokkaido, la piu’ grande isola del Giappone, non ha generato un’area metropolitana.

Atlanta, la citta’ di Grady non ha una rete di sobborghi attorno ad essa; al contrario, Los Angeles e San Francisco hanno fiorenti aree metropolitane, cosi’ come Boston e New York.

Le citta’ del Pacifico si sono rapidamente sviluppate e hanno creato regioni circostanti dense ed intricate: Singapore, Seoul, Taipei e Hong Kong. Ma Manila nelle Filippine non ha generato tale sviluppo. La citta’ metropolitana di Hong Kong si e’ allargata all’interno delle provincia adiacente di Guandong in Cina, ma la citta’ di Canton, antico nucleo di quella provincia, non ha generato da se’ un’area metropolitana.

Shanghai ha generato una regione metropolitana cosi’ come anche le citta’ della province di Hubei, Hangkow, Hanyang e Wuhan, ora accomunate dal nome Wuhan nella parte inferiore del fiume Yangtze.

Hankou, one of the 3 towns that compose Wuhan

Wuhan, Cina

Ovviamente, le citta’ che sanno produrre beni da esportare, o che sanno attrarre visitatori o che svolgono funzioni politiche, culturali o religiose non sempre generano aree metropolitane. Non basta esportare, non basta essere sede di importanti amministrazioni politiche. Ci vuole la capacita’ della citta’ di rimpiazzare continuamente e ripetitivamente le importazioni. Le citta’ che generano aree metropolitane sono in grado di rimpiazzare le importazioni. Le cinque forze che generano citta’ metropolitane sono:

(1)  espansione dei mercati cittadini per nuove e diverse importazioni;

(2) espansione delle competenze dei lavoratori;

(3) espansione delle unita’ produttive al di fuori dei confini cittadini;

(4) espansione tecnologica per aumentare produzione e produttivita’;

(5) espansione del capitale

Continua…

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