Le cittá sono la ricchezza delle nazioni

Un nuovo modo di vedere l’economia

Posts Tagged ‘terzo mondo’

Il lamento del rivoluzionario

Posted by janejacobs su giugno 25, 2008

Il leader rivouzionario della rivoluzione Algerina Ahmed Ben Bella si lamento’ nel 1981 quando descriveva l’esperienza dei paesi del terzo mondo dopo un quarto di secolo di prestiti per lo sviluppo e sussidi di ogni genere: “Il Nord impone le sue caratteristiche e i suoi standard sui Paesi del Terzo Mondo. Noi impiantiamo dal Nord piu’ fabbriche e piu’ macchinari, ma anche piu’ grano e piu’ cibo e quindi diventiamo sempre piu’ dipendenti.” Questo e’ senz’altro vero, ma non si tratta di un complotto cinico dei Paesi del “Nord”. Tali risultati sono parte della stesa natura delle transazioni. Da queste transationi, le regioni povere dei paesi ricchi hanno gli stessi risultati delle regioni povere dei paesi poveri.

Quando capiremo che le importazioni non guadagnate, qualunque utilita’ esse abbiano, non servono a creare sviluppo economico, avremo capito anche il perche’ le rimesse dei lavoratori emigrati all’estero fanno ben poco per arricchire i paesi d’origine. Non essendo state guadagnate dal lavoro cittadino, questi benefici non possono giocare alcun ruolo nella vita economica locale se non alleviare la poverta’. Ma alleviare la pverta’ non significa generare sviluppo economico. Lo stesso avviene in tutti i trasferimenti di denaro dai paesi poveri ai paesi ricchi. Essi alleviano la poverta’ ma non possono superare le cause della poverta’.

Continua…

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Il Fiasco della diga del Volta

Posted by janejacobs su Mag 22, 2008

La diga del Volta

La diga del Volta in Ghana, un favoloso impianto di ingegneria idroelettrica, era stato progettato con l’intenzione di fornire energia alle industrie. Ma a parte una fabbrica di alluminio di proprieta’ Americana, la cui apertura aveva giustificato i lavori della diga, nessuna altra impresa locale o internazionale si presento’ nelle vicinanze della diga per sfruttare l’energia elettrica prodotta dalla diga e quindi giustificare l’esistenza della diga. Nemmeno il prezzo dell’energia era molto conveniente; la fabbrica di alluminio Americana otteneva l’energia della diga ad un decimo del prezzo di mercato. La diga avrebbe anche dovuto promuovere l’irrigazione dei campi, ma questo piano era cosi’ difficile da applicare che venne abbandonato. Le 80,000 persone che vivevano nei villaggi dela zona con un’economia di sussistenza ed i cui villaggi furono spazzati via per fare spazio alla diga e alle sue riserve di acqua, furono ricollocate su un suolo cosi’ povero che meta’ di loro non pote’ piu’ nemmeno sostentarsi.

Molte persone, illuse dal potere del denaro in grado di finanziare grandi infrastrutture, sembrano pensare che certi investimenti rappresentino di per se’ lo sviluppo economico. Costruisci la diga e avrai sviluppo economico! Ma nella vita reale, se costruisci una diga e non hai dei mercati cittadini liquidi ed industrie, non avrai nulla. L’inutilita’ economica della diga del Volta non e’ per nulla una rarita’. Un ufficiale della FAO, un’organizzazione delle Nazioni Unite sulla nutrizione ed l’agricoltura, una volta disse “potrei citare circa quaranta dighe intorno al mondo che sono comletamente inutili“. Naturalmente, cio’ non vuol dire che tutte le dighe siano inutili; molte dighe giustificano la loro esistenza se le zone circostanti hanno bisogno di energia elettrica, se servono a irrigare campi produttivi o se permettono di controllare le innondazioni. Tuttavia, investimenti senza senso come la diga del Volta sono un perfetto esempio di come il capitale, la quinta ed ultima forza espressa dalle citta’, puo’ essere bizzarro come le altre forze quando raggiungono non sono in sintonia fra di loro.

Link a un’altra diga

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