Le cittá sono la ricchezza delle nazioni

Un nuovo modo di vedere l’economia

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Italia: turismo nel 2009 compromesso

Posted by janejacobs su agosto 15, 2009

Per l’associazione degli albergatori Italiani il 2009 e’ un anno compromesso.

In termini occupazionali questa crisi si dovrebbe tradurre nella perdita di circa 50,000 posti di lavoro, di cui 10,000 nella sola citta’ di Roma.

Puo’ consolare che Spagna e Francia sono messe male quanto l’Italia?

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Italia ventottesima nel turismo

Posted by janejacobs su marzo 4, 2009

Nonostante l’Italia possieda il piu’ grande patimonio archeologico al mondo ed abbia buoni ospedali ed aeroporti, i Paese e’ solo ventottesimo nella classifica della competitivita’ del settore turistico secondo un recente rapporto del World Economic Forum. Il pessimo piazzamento nel settore e’ dovuto ai regolamenti bizantini imposti da una burocrazia lenta e tesa a scoraggiare ogni investimento nel settore. Altre cause del pessimo piazzamento sono la scarsa efficienza dei trasporti via terra e la scarsa attenzione allo sviluppo del settore in maniera eco-sostenibile. La classifica dei primi trenta Paesi segue qui sotto:

 

Posizione

Paese

Punteggio

1

Svizzera

5.68

2

Austria

5.46

3

Germania

5.41

4

Francia

5.34

5

Canada

5.32

6

Spagna

5.29

7

Svezia

5.28

8

Stati Uniti

5.28

9

Australia

5.24

10

Singapore

5.24

11

Regno Unito

5.22

12

Hong Kong

5.18

13

Olanda

5.09

14

Danimarca

5.08

15

Finlandia

5.07

16

Islanda

5.07

17

Portogall

5.01

18

Irlanda

4.99

19

Norvegia

4.97

20

Nuova Zelanda

4.94

21

Cipro

4.92

22

Belgio

4.92

23

Lussemburgo

4.92

24

Grecia

4.91

25

Giappone

4.91

26

Repubblica Ceca

4.86

27

Estonia

4.83

28

Italia

4.78

29

Malta

4.77

30

Barbados

4.77

 

 

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Ruote panoramiche

Posted by janejacobs su agosto 19, 2008

Le ruote panoramiche in citta’ si sono dimostrate in molti casi attrazioni turistiche di successo. Eccone qualche esempio:

Vienna

 

Londra

 London Eye Twilight April 2006.jpg

Singapore

В Сингапуре появилось самое большое в мире колесо обозрения

Yokohama

Tokyo

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Playa del Carmen

Posted by janejacobs su giugno 20, 2008

Vent’anni fa a Playa del Carmen non c’erano strade asfaltate, si potevano lasciare aperte le porte di casa e si poteva andare ovunque in bicicletta. Oggi c’e’ traffico dappertutto e la vita non e’ piu’ cosi’ libera ed informale.

Playa del Carmen sta crescendo ad un ritmo esorbitante in una delle regioni del Messico piu’ dinamiche dal punto di vista del turistismo. Playa del Carmen sta in una fascia di costa di meno di 100 chilometri tra Cancun ed il sito archeologico di Tulum. Questo pezzo di costa e’ chiamato la Riviera dei Maya.

Da quanto i primi turisti muniti di sacco a pelo sono arrivati dall’Europa, Playa del Carmen ha avuto uno sviluppo nella fascia turistica alta e oggi la sua strada principale, detta FIfth Avenue, ha boutiques, alberghi chic e negozi di lusso.

L’espanione del turismo ha creato migliaia di lavori, ha fatto aumentare i salari e ha creato un’ondata di immigrazione. Lo scorso anno, la popolazione della Riviera dei Maya e’ cresciuta del 22%, il tasso piu’ alto di crescita di ogni regione del Messico – e ora raggiunge una popolazione di 151,000 abitanti, circa 10 volte quella che aveva 20 anni fa.

Il boom di Playa del Carmen riflette il progresso del settore turistico messicano. Il Messico non ha mai avuto un numero cosi’ alto di turisti, quasi 22 milioni lo scorso anno. Il Messico e’ ora l’ottavo paese per numero di visitatori, ed il secondo paese fra i paesi in via di svilupo.

Cancun era stata costruita sulla costa vergine a Nord della riviera dei Maya alla fine degli anni ’70, cosi’ come sono stae costruite in quello stesso periodo le citta’ di Zihuatanejo, Loreto e Los Cabos, che erano parte dello stesso piano di sviluppo del governo messicano.

L’agenzia del turismo Fonatur, ha da poco ricevuto nuovi poteri dal governo per dinanziare ulteriormente lo sviluppo turistico. Uno di questi risultati e’ stato il tentativo di rilanciare Huatulco, un centro turistico lanciato negli anni ’80 che non ha avuto molto successo.

Le grandi catene di alberghi Spagnoli hanno investito $3.5 miliardi nel settore a partire dal 2007, un aumento dell’11% rispetto all’anno precedente. Nella Riviera dei Maya si stanno costruendo tre nuovi aeroporti per render l’accesso alle spiagge e agli alberghi piu’ agevole.

Ma il Messico sta anche beneficiando da una nuova tendenza demografica in Nord America. Negli ultimi anni, circa 1 milione di pensionati USA ha scelto di comprare una casa per le ferie e di passare almeno parte dell’anno in Messico.

Fonatur lo scorso hanno ha detto che si sono investiti circa $7 miliardi in 18,000 case di villeggiatura e si aspetta che questa cifra salga a $17 miliardi entro il 2012. Anche se gli USA stanno attraversando un momento di crisi, i Canadesi e gli Europei compensano tale crisi. E l’83% delle camere d’albergo ha almeno 4 stelle.

Il grande problema e’ se di questo passo lo sviluppo della zona sara’ sostenibile o se finira’ per implodere, promuovendo una forte crescita demografica, traffico ingestible e cementificazione selvaggia. Acapulco e Cancun sono state oggetto di critica da parte degli ambientalisti in passato perche’ l’immigrazione dell’entroterra ha superato la capacita’ delle citta’ di offrire servizi basilari come acqua, elettricita’ e trasporto. Sulla costa Caraibica, ci sono altre preoccupzioni relative alla vulnerabilita’ della zona agli uragani, come Wilma, che ha fatto pesanti danni tre anni fa.

Ma le cose sembrano andare meglio a Playa del Carmen. Le linee della corrente sono scavate sottoterra. Si privilegiano edifici bassi e hotel a bassa densita’ abitativa. A Tulum, le autorita’ stanno cercando di rendere gli standard sufficienti per la certificazione di sostenibilita’ ISO.

Non sara’ facile trovre un equilibrio fra quest’enorme sviluppo economico e sosteinibilita’. Il prezzo delle case nella Riviera dei Maya e’ aumentato di 4 volte negli ultimi 10 anni. Il problema e’ che a livello locale la percezione dei gruppi di popolazione a basso reddito e’ che tutti possono diventare ricchi. Tutti pensano che possedere un pezzo di terra equivalga a vincere alla lotteria.

Continua…

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Storia del villaggio di Bardou

Posted by janejacobs su marzo 26, 2008

Bardou.jpg

Il villaggio di Bardou

Le citta’ sono le uniche entita’ economiche che hanno la capacita’ di generare e rigenerare le economie di altri insediamenti, vicini e lontani ad esse. Questo brano vuole fornire un semplice esempio di questo fenomeno: un piccolo accrocchio di case di pietra arroccate sulle montagne Cevenne nella Francia centro-orientale, una delle aree piu’ povere del Paese.

Verso la fine degli anni 60, il minuscolo villaggio di Bardou si ritrovo’ sulle pagine di molti quotidiani e riviste Nord Americano perche’, essendo cosi’ grazioso, era diventato una specie di Shangri-La per scrittori, musicisti, artisti e artigiani che vi si rifugiavano dalle grandi citta’ Europee e Americane in cerca di bellezza e di un posto quieto e a basso costo dove poter sfogare il proprio talento creativo.

Bardou ha un lungo passato, ma molte parti di questo passato sono sconosciute. Circa duemila anni fa, quando la Gallia divenne una provincia di Roma, Bardou era legata all’economia imperiale attraverso strade che terminavano in miniere di ferro nelle vicinanze del villaggio. Il ferro trovato nelle miniere nei dintorni di Bairou non veniva lavorato in spade, lance, scalpelli, aratri, o nei molti altri utensili che erano utili al’epoca, ma venivano trasportati in altri luoghi per essere trasformati in utensili. Non ci e’ dato di sapere dove il ferro di Bardou venisse trasportato. Si potrebbe ipotizzare che il ferro venisse trasportato a e venisse lavorato a Nîmes , una citta’ molto antica che era gia’ una metropoli nella Gallia pre-romana; oppure che venisse trasportato a Lugdunum, ora Lione, che era un centro tradizionale per la lavorazione del ferro e che era un nodo per il sistema delle strade romane nella Gallia. Ovunque fosse il mercato per il ferro di Bardou , la domanda di ferro doveva essere sufficiente a giustificare la costruzioni di larghe e solide strade che portavano al minuscolo villaggio. Tali strade erano state costruite in modo cosi’ solido che tuttora servono come sentieri per i turisti che vogliono fare passeggiate nelle montagne Cevenne attorno a Bardou , nonostante non sia stata fatta alcuna manutenzione su tali strade per almeno mille e cinquecento anni. Sia le miniere che le strade furono abbandonate quando la vita economica in questa parte della Gallia si disintegro’, probabilmente attorno al quarto secolo.

La natura si riapproprio’ dell’area, la zona si spopolo’ fino al sedicesimo secolo, quando alcuni mezzadri senza terra provenienti dalle valli sottostanti senza terra, ripopolarono l’area e costruirono le case di pietra che costituiscono il villaggio che oggi vediamo. I mezzadri strapparono alle rocce qualche piccolo orto, raccolsero castagne e senza dubbio vivevano di caccia e su quel suolo povero e rocciosi si arrabattavano alla meglio a vivere con le tecniche apprese da economie del passato piu’ creative della loro. Generazione dopo generazione, nulla cambio’ in quell’economia di semplice sussistenza. Possiamo addirittura affermare che la vita di Bardou non era solo dura, ma anche noiosa e in qualche modo malvagia, se crediamo alla tradizione che gli abitanti di Bardou erano soliti rubarsi il raccolto dei loro orti l’uno con l’altro dopo aver spostato i confini degli orti nella notte, e poi litigavano per anni su chi avesse diritto al raccolto. Questi erano i momenti piu’ eccitanti per Bardou per circa tre secoli e mezzo.

Poi, di colpo, attorno al 1870, ci fu un cambiamento. In qualche modo si diffuse voce che c’era una vita piu’ interessante e desiderabile in un posto lontano: Parigi. Forse questa voce inizio’ a spargersi attraverso reclute che stazionavano a Parigi, oppure vi arrivo’ dopo la guerra Franco-Prussiana; o forse la voce proveniva dagli emigranti che avevano lasciato il villaggio. Parigi aveva assorbito emigranti dalle campagne Francesi per generazioni; la voce si era sparsa a Bardou con molto ritardo, ma quando i primi intrepidi emigranti provenienti da Bardou lasciarono il loro villaggio per Parigi, un lento, ma totale esodo segui’. Nel 1900 meta’ della popolazione di Bardou era emigrata. Durante i seguenti 40 anni, quasi tutti se ne erano andati, con l’eccezione di tre famiglie.

Nel 1966, quando due turisti, un tedesco ed un americano, si ritrovarono a camminare in una delle vecchie strade romane, le rovine di Bardou proteggevano solo un vecchietto. I turisti comprarono il villaggio da lui e dai discendenti dei precedenti abitanti che i loro avvocati poterono rintracciare. Quando i due turisti divennero proprietari del villaggio, vi si trasferirono e invitarono altri amici ad unirsi a loro e ad aiutarli con i costi di mantenimento del villaggio. In questa sua nuova reincarnazione, Bardou ha un gruppo di residenti che vi abitano per tutto l’anno o che vi soggiornano solo in periodi di villeggiatura e che vivono dei loro risparmi o dei loro scritti che vendono ai loro editori o ai loro clienti ce abitano in grandi citta’. I nuovi abitanti di Bardou sono lieti di dare il benvenuto a turisti, campeggiatori e al denaro che portano con se’. I residenti ed i turisti di irrigazionevivono di cibo importato ed importano quasi tutto quello di cui hanno bisogno, ma si vantano di poter fare a meno di molte comodita’ della vita moderna come l’elettricita’, i telefoni e l’acqua calda. Un sistema di irrigazione per l’acqua (fredda) fu finanziato quando una societa’ cinematografica affitto’ il villaggio per fare alcune riprese e pago’ generosamente.

La storia di Bardou e’ unica ma solo nel senso che ogni posto, cosi’ come ogni persona o ogni fiocco di neve, e’ unica. Sotto un altro punto di vista, gli stessi cambiamenti, gli stessi eventi che si trovano nella storia di Bardou si possono ritrovare in molti altri posti su piu’ ampia scala. Bardou e’ un esempio un microcosmo, di quello che chiamo economie passive, cioe’ di economie che non creano cambiamenti economici da se’, ma che rispondono alle forze economiche di altre citta’. Bardou e’ stata modellata da energie economiche provenienti da lontano. Nell’antichita’ fu sfruttata per le sue miniere e poi fu abbandonata. In tempi piu’ moderni si spopolo’ quando i lavori nella citta’ lontana attrassero i suoi abitanti, e infine si ripopolo’ di gente proveniente dalle citta’. I cambiamenti non furono gentili. Ma quando le citta’ ed i cittadini lasciarono Bardou al suo destino, Bardou non sapeva cosa fare di se’ stessa, il villaggio non aveva un’economia di per se’, al di fuori di un’economia di sussistenza.Potremmo scervellarci nel tentare di spiegare la storia economica i Bardou compilando statistiche sul raccolto medio di castagne, sugli strumenti usati, sull’ammontare di ferro estratto dalle miniere o sulle ore di lavoro impiegate per costruire una casa, la natura del suolo, i centimetri di pioggia per anno, ma questo non ci aiuterebbe a capire perche’ Bardou si trasformo’ nel modo in cui si trasformo’. Le cause delle vicende che modificarono Bardou hanno origine in mercati in citta’ distanti, in lavori da citta’, in tecnologie delle citta’ (nuovi acquedotti, vecchie strade), in capitale proveniente dalle citta’. Per capire i cambiamenti di Bardou e perche’ ci furono periodo in cui nulla cambio’, dobbiamo guardare non agli elementi che definiscono Bardou , ma agli agenti di cambiamento che hanno bonificato Bairou.
Differenziare fra agenti di cambiamento provenienti da altre citta’ che hanno influenzato internazionalee fra cambiamenti che provengono dall’Impero Romano, dalla Francia, o dall’economia internazionale potrebbe sembrare cavilloso, ma non lo e’. In primo luogo, la realta’ e’ che i cambiamenti provenivano da citta’ particolari, in questo caso, da citta’ sempre distanti. Tutto attorno a Bardou si trova un’entita’ che si puo’ definire “Economia Nazionale Francese” ma non e’ questa economia che ha creato i cambiamenti di Bairou. Perche’ essere generici su queste cose se possiamo essere specifici? Roma, forse Nîmes o Lione, Parigi e le citta’ da cui provenivano gli artisti, scrittori e turisti che costituiscono l’attuale popolazione di Bardou (e da cui proviene la societa’ cinematografica) hanno generato e rigenerato la vita economica di Bardou.

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