Le cittá sono la ricchezza delle nazioni

Un nuovo modo di vedere l’economia

Posts Tagged ‘usa’

Spese del governo USA

Posted by janejacobs su febbraio 1, 2010

La tabella qui sotto riporta in breve la spesa prevista dal Governo USA per il 2010.

  Miliardi di $                 %
Sanita’    742            26%
Social security    695            24%
Altro    571           20%
Spese per intressi    164             6%
Difesa + armi nucleari    555           19%
Iraq e Afghanistan    130             4%
Sicurezza interna     43              1%

 

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Movimenti secessionisti USA

Posted by janejacobs su giugno 14, 2009

L’Istituto Middlebury da qualche anno si occupa dello studio dei movimenti secessionisti negli Stati Uniti. L’idea di partenza e’ che l’impero Americano e’ al collasso e che entita’ politiche piu’ piccole, sviluppate attorno alle citta’ sono piu’ al passo con le sfide del futuro: fine del petrolio, inquinamento, riduzione di scorte alimentari, inflazione del dollaro e riscaldamento globale.

Per questo e’ necessaria un’economia che si rivolga piu’ alle citta’ e meno alle multinazionali come Walmart, Exxon o McDonald’s che controllano i politici ed il governo di Washington. Queste idee sono profondamente affini al pensiero di Jane Jacobs e di questo blog a lei dedicato, che si occupa tradurre in Italiano il suo pensiero.

Fra i vari movimenti emersi da un recente congresso c’e’ quella di creare una piccola confederazione di Stati del Nord Est separati dagli Stati Uniti sul modello della Danimarca.

Poi c’e’ il Movimento Nazionalista Texano che sostiene di avere 250,000 firmatari per l’indipendenza dagli USA.

La Carolina del Sud ha anch’essa il proprio movimento independentista, questa volta improntato ad una forte matrice religiosa.

Poi c’e’ la Lega del Sud che ha l’obiettivo di confederare tutti gli Stati del Sud degli Stati Uniti in una repubblica indipendente.

Piu’ ad Ovest un’iniziativa partita dalla citta’ di San Diego intende secedere dalla California USA ed annettersi un pezzo di California Messicana in una mega regione chiamata Cali Baja.

Altri movimenti independentisti si trovano presso le Hawaii, Alaska e negli Stati del Nord e del Nord Ovest con la Repubblica di Cascadia.

Fonte: WSJ

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lotta al crimine e miglioramento della giustizia

Posted by janejacobs su marzo 7, 2009

 Ieri Obama ha annunciato il lancio di un nuovo piano anti-crisi. Il nuovo piano si chiama: “lotta al crimine e miglioramento della giustizia” e mira a rafforzare gli organici delle forze di polizia locale e federale, a migliorare le strutture della giustizia (tribunali, organici ecc.) e a organizzare programmi educativi e di prevenzione del crimine. In tempi di crisi e di aumenti di criminalita’ e’ utile investire in sicurezza e giustizia. Lo stanziamento sara’ di due miliardi di dollari di cui il 40% verra’ assegnato a livello locale. La cosa che mi colpisce di piu’ di questo piano e’ la trasparenza della nuova amministrazione USA nel permettere a chiunque di controllare ogni singola voce di spesa su questo sito. Questa notizia fornisce un forte contrasto con la situazione Italiana dove il Ministero dell’Interno incoraggia l’iniziativa privata.

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Tipologie di impero

Posted by janejacobs su novembre 23, 2008

Da un punto di vista economico ci sono due tipi di imperi, l’impero di tipo Romano e l’impero di tipo Britannico.
Nel modello Britannico il potere imperiale si concentra quasi esclusivamente nel vincere e mantenere il controllo di economie piu’ arretrate di quella della madre patria. Questo e’ il modello di impero che ebbero gli Inglesi, dapprima essi conquistarono e guadagnarono il possesso di Galles, Scozia e Irlanda e poi aumentarono i loro possedimenti in altre terre piu’ lontane. Le conquiste di altre potenze europee in Asia, Africa, America e Medio Oriente erano fatte in base a questo modello. I regni conquistati erano piu’ arretrati economicamente della madre patria Inglese. Questo e’ anche il modello seguito dall’impero Americano dopo le conqueste dei territori messicani, o nella guerra civile Americana quando gli Stati Avanzati del Nord sconfissero gli Stati Arretrati del Sud, le conquiste di frammenti dell’ Impero Spagnolo nei Caraibi e nel Pacifico, e nelle conquiste in Vietnam ed Iraq.
Il modello Romano di imperialismo si espanse in economie arretrate, ma incorporo’ e domino’ anche economie avanzate come la sua, o addirittura piu’ avanzate. Questo e’ cio’ che Roma fece durante la sua espansione nel Mediterraneo. E questo e’ cio’ che Ferdinando ed Isabella di Spagna fecero nell’espandere il loro dominio nelle regioni Musulmane dell’Iberia che erano piu’ avanzate di quelle Cristiane di Castiglia ed Aragona. Lo Stato fondatore dell’impero Cinese, il Ch’in, conquisto’ molti stati economicamente piu’ avanzati delle proprie citta’, un processo ripetuto molte volte nella storia Cinese quando la grande massa dell’impero si aggrego’ e si sfaldo’ in un continuo processo di iterazioni. Quando la Russia si espanse verso la Siberia durante il diciannovesimo secolo segui’ il modello inglese, ma quando si espanse in Germania Orientale, nelle piccole repubbliche baltiche, in Cecoslovacchia ed in Ungheria, stava impiegando il modello Romano, queste economie, specialmente quelle della Cecoslovacchia e della Germania Orientale, erano piu’ avanzate di quella Russa.
L’imperialismo di stampo Britannico o Romano prosciuga le citta’ attraverso transazioni del declino, e la differenza principale fra questi due tipi di imperi e’ che il modello imperialista Romano, puo’ perdurare piu’ a lungo in una situazione di declino perche’ acquisisce citta’ piu’ avanzate (oltre a quelle piu’ arretrate) di quelle delle madre patria, mentre il modello Britannico dura meno in quanto acquisisce economie e citta’ piu’ arretrate. Ma ad ogni modo, le citta’ imperiali sono dissanguate per gli interessi del manetnimento del potre imperiale.

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Produzione militare USA

Posted by janejacobs su ottobre 7, 2008

Nave militare USA in Corea (1950)
 

Gli Stati Uniti, dai tempi in cui conquistarono l’indipendenza, erano abbastanza prosperi da potersi permettere il manteimento di una flota navale, ma la marina statunitene agli albori di quella nazione era molto piccola nei periodi di pace. La maggior parte della produzione di navi ed armamenti era intrapresa sporadicamente solo per specifiche guerre di breve durate e poi venive interrotta.

A partire dalla guerra di Corea, tuttavia, l’America inizio’ ad alimentare in maniera permanente la produzione dell’industria della guerra, un’industria che pur con piccoli alti e bassi e’ sempre aumentata con il passare del tempo. Se escludiamo la pausa di cinque anni dopo la Seconda Guerra Mondiale (una pausa in cui il piano Marshall ed i suoi aiuti presero il posto della produzione militare), possiamo pensare alle spese militari USA come a continui salassi ai guadagni delle citta’ Americane a partire dal 1941, quando iniziarono gli aiuti ed i prestiti di armamenti alla Gran Bretagna.

La produzione militare da’ lavoro da esportare alle citta’ ed in alcuni casi, da’ un enorme quantita’ di lavoro. Questo lavoro, grazie all’effetto di moltiplicatore, crea dei veri e propri boom economici. Nel caso degli Stati Uniti, la produzione militare nella seconda Guerra Mondiale aiuto’ a superare la grande depressione degli anni ’30. Ogni forte aumento nel lavoro di esportazione, in ogni insediamento, crea espansione economica per l’effetto combinato della produzione da esportazione e per il suo moltiplicatore; lavori secondari ed i redditi vengono generati per servire i lavoratori della guerra e le loro famiglie. Ci vogliono anni per una citta’ o per un altro insediamento ad assimilare il fattore di moltiplicazione dell’economia generato dal lavoro che genera esportazioni e questi pochi anni sono anni di boom straordinario. La produzione militare instaurata nei periodi di guerra puo’ generare boom enormi in alcune citta’ e controllare anche l’economia civile per molte citta’.

 

Continua…

 

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Nuove monete USA

Posted by janejacobs su settembre 28, 2008

Sul blog di Jacopo Fo ho trovato un video che mostra come una comunita’ New Yorchese abbia introdotto con successo una moneta locale a fianco del dollaro creando ricchezza per la comunita’. “Le citta’ sono la ricchezza delle nazioni” tratta diffusamente questo tema a questo link. In Italia si sta cercando di fare qualcosa di simile qui.

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Il declino dell’impero Americano

Posted by janejacobs su settembre 14, 2008

Dopo che i Romani iniziarono a controllare sotto il suo impero la maggior parte del mondo a loro conosciuto, il controllo economico centralizzato e rigido dell’impero privava le singole citta’ di un meccanismo automatico di controllo determinato dalla loro moneta. Dopo che l’impero Romano d’Occidente fu disintegrato, l’impero Romano d’Oriente sopravvisse per diversi secoli. Anch’esso era relativamente autosufficiente, a parte gli scambi commerciali con Venezia, che per Bisanzio erano trascurabili (anche se erano vitali per la piccola Venezia embrionale). L’impero Ottomano che conquisto’ Bisanzio e lo rese un’impero ancora piu’ grande e autosufficiente e le sue citta’ ricevevano pochi scambi dall’estero e non ricevevano un controllo economico rappresentato dalle valute. Per usare un eufemismo, la storia ci insegna che grandi imperi unificati non sono molto promettenti.
L’esempio piu’ lampante di impero nel mondo moderno sono gli Stati Uniti che per via di una politica di dazi e tariffe hanno potuto ovviare i problemi della mancanza di valute cittadine. Le fiorenti citta’ del Nord si misero a produrre l’una per l’altra e per le altre regioni degli Stati Uniti che non avevano citta’. La maggior parte delle importazioni dall’estero che arrivava era velocemente rimpiazzata da produzioni locali in questa o quell’altra citta’ e le riproduzioni e gli adattamenti ed i miglioramenti venivano venduti come prodotti domestici. Nel giro di pochi decenni le citta’ Statunitensi erano diventate in grado di esportare all’estero non solo beni cittadini e prodotti manifatturieri, ma anche servizi di ingegneria ed installazione di macchinari. Grazie allo sviluppo industriale e dei servizi, negli Stati Uniti, l’agricoltura inizio’ a rappresentare un’attivita’ poco importante rispetto al commercio complessivo. Le citta’ Americane divennero i principali consumatori di beni agricoli prodotti negli Stati Uniti. Il cotone non veniva esportato piu’ prevalentemente in Europa, ma nelle citta’ del New England e in seguito nei trapianti industriali del Sud. Il tabacco andava a soddisfare i bisogni dei produttori e dei consumatori Americani. La carne ed i prodotti dell’allevamento andavano nei grandi centri di macellazione a Kansas City e Chicago, prevalentemente per il consumo nazionale. Il carbone andava ad alimentare le acciaierie, le industrie, i produttori di macchinari, di auto, di locomotive, di ferrovie, di navi e di costruzioni americani. Il commercio interno rappresentava circa il 95% del commercio totale degli Stati Uniti.
Senza un meccanismo di controllo per l’economia come quello di valute cittadine, le citta’ Americane sono riuscite a fiorire, ma solo fino ad un certo punto. Tutte le citta’ tengono ad avere la loro dose di recessioni economiche per varie ragioni, che vanno dalla cattiva sorte alla miopia, alla follia e all’iper-specializzazione. Inoltre, i prodotti che le citta’ esportano ad altre citta’ con il corso del tempo diminuiscono perche’ vengono rimpiazzati dalle citta’ importatrici, o vengono trapiantati in altre regioni o perche’ cadono in disuso. Una citta’ che perde la propria capacita’ di esportare senza compensare tali perdite e’ una citta’ destinata al declino. Tale citta’ ha seriamente bisogno di aiuto. E nessuna citta’ negli Stati Uniti puo’ ottenere tale aiuto. Anche se le citta’ americane erano in grado di sviluppare la loro economia in modo prodigioso senza un meccanismo di risposte adeguato (ad eccezione delle tariffe), non avevano difese, mezzi per correggersi da se’ ogni volta che perdevano la loro capacita’ di esportare.
Oggi talmente tante citta’ Americane sono stagnanti ed in fase di declino economico che la stagnazione ed il declino sono considerate un problema nazionale. Ma, prese individualmente, le citta’ Americane sono state stagnanti per un periodo piuttosto lungo. La prima citta’ Americana a ristagnare e’ stata probabilmente Pittsburgh all’inizio del secolo scorso. Essa e’ stata seguita da piccole citta’ come Rochester, Utica, Scranton, Akron, Toledo, Wilmington, Camden, poi sono seguite citta’ maggiori come Buffalo, Cleveland, Indianapolis, Seattle, Detroit, New York.
Oggi molte citta’ americane fanno fatica a riparare anche le loro infrastrutture basilari come il sistema dei trasporti pubblici,  gli acquedotti, le strade e i ponti.
Nel frattempo le citta’ del Sud Ovest degli Stati Uniti sono cresciute e questo sarebbe un fatto positivo se non che la maggior parte dell’industria che traina questa regione e’ l’industria militare e l’esportazione di armi e tecnologie militari ai paesi sottosviluppati che sono sempre in guerra. La produzione militare ed il commercio internazionale in beni sofisticati provenienti da economie avanzate verso economie arretrate sono una forma di attivita’ economica a vicolo cieco. Non sono espressione di espansione e sviluppo ma fragili tamponi per arginare il declino economico.
Dal 1960 al 1980 la proporzione di commercio internazionale degli Stati Uniti rispetto al commercio interno e’ cresciuta al 15%. Le esportazioni americane consistono prevalentemente in esportazioni di prodotti agricoli come i semi di soia, il grano, mentre le esportazioni vanno prevalentemente a nazioni clienti in molti casi a credito e sempre di piu’ in beni militari. Le importazioni degli Stati Uniti consistono in beni prodotti in citta’ con cui le citta’ degli Stati Uniti non possono piu’ competere in termini di qualita’ o di prezzo per via della concorrenza asiatica. Per questo periodicamente si invocano nuove misure protezionistiche ai politici americani. Ma le citta’ Americane stanno soffrendo soprattutto per il fatto he non sono in grado di correggere le loro economie e una citta’ dopo l’altra ristagnano.
Si potrebbe dire che le citta’ Americane hanno sofferto per la mancanza di disciplina: la disciplina imposta dalle fluttuazioni dei tassi di cambio e le opportunita’ offerte dai tassi di cambio. Tale fallimento non e’ dovuto alle citta’ al governo o al popolo americano. E’ un problema strutturale che avviene sul territorio. Dobbiamo essere lieti che il governo mondiale e che una valuta mondiale sono solo sogni.
Non voglio dire che le fluttuazioni del tasso di cambio sono le sole determinanti dello sviluppo di una citta’ o di un’area metropolitana. Il fatto che noi dobbiamo inspirare ed espirare l’aria non significa che viviamo di sola aria. Altri fattori sono anch’esi importanti. Ma rimane il fatto che le fluttuazioni dei tassi di cambio sono potenti forze economiche e potenti strumenti di controllo.
Non ci sono rimedi al di fuori della separazione (si veda Singapore) per correggere i problemi che abbiamo visto sul soffocamento che le citta’ elefante come Londra e Parigi stanno assorbendo le energie delle altre citta’ minori delle loro nazioni. Ma questo non vuol dire che le nazioni non stiano provando a far fronte a questi problemi. Anzi, generalmente lavorano duramente per cercare di ovviare a questi problemi. Ma come vedremo, gli sforzi sono inutili perche’ essi rendono ancora piu’ profondo il divario tra le citta’ stagnanti e in declino con le citta’ piu’ dinamiche, aumentando la portata di questi problemi strutturali gia’ inseriti nel sistema.

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Gli USA si sono sviluppati grazie (anche) ai dazi

Posted by janejacobs su agosto 16, 2008

Boston all’inizio dell’800
I messaggi sbagliati che dicono a una citta‘ che il suo commercio esterno va bene, anche se non e` vero non sono sempre letali come nel caso di Montevideo. Tali messaggi possono spesso essere “corretti” dai dazi, cosa che avvenne nel caso degli Stati Uniti, che nell’ 800 usarono i dazi usarono per evadere i meccanismi di controllo delle loro giovani citta‘.
Quando le colonie americane vinsero la loro indipendenza e per quasi tutto il secolo successivo il commercio internazionale degli Stati Uniti era simile a quello dell’Uruguay – cioe‘ le esportazioni erano prevalentemente agricole. Il Sud contribuiva maggiormente a questo commercio grazie al suo tabacco ed al suo indaco e piu‘ tardi al suo cotone. Ma nel anche Nord degli Stati Uniti le esportazioni internazionali erano principalmente risorse naturali e beni agricoli: pellicce, pesce, legname, grano. Le esportazioni prodotte nelle citta‘ che le piccole citta‘ del Nord degli Stati Uniti producevano l’una per l’altra erano inutili nel commercio internazionale perche‘ le citta‘ del Nord degli Stati Uniti non producevano nulla che le citta‘ Europee non producessero gia‘ da se’ a prezzi piu‘ bassi. In realta‘ le importazioni di prodotti finiti provenienti dalle citta’ Europee erano piu’ convenienti per le citta‘ Americane che la produzione interna grazie al forte potere d’acquisto della forte valuta Americana. Questo non vuol dire che erano cosi’ a buon mercato che tutti gli Americani potessero permettersi beni importati dall’Europa, ma che erano piu‘ a buon mercato dei beni prodotti dagli Americani. Le importazioni sarebbero rimaste relativamente a buon mercato e relativamente abbondanti fino a che gli USA non fossero precipitati in una crisi simile a quella in cui precipito’ l’Uruguay piu‘ di cento anni piu‘ tardi. La crisi per gli USA non arrivo’ perche’ la sua valuta rimase forte. Ma intanto le importazioni entravano negli USA senza che le citta’ Americane riuscissero a rimpiazzarle e le giovani citta‘ Statunitensi avevano raggiunto in poco tempo un punto di non ritorno economico.
La situazione critica di punto di non ritorno non fu percepita per quello che era, cioe‘ per un errore del meccanismo di controllo dei tassi di cambio, ma fu percepita come una piaga dell’industria manifatturiera Americana. Tuttavia, la risposta che gli USA diedero fu pertinente perche‘ annullo’ i messaggi negativi che le citta‘ Americane ricevevano. All‘inizio del 1816, il governo federale inizio’ a metter in atto una serie di tariffe non tanto per aumentare il reddito degli impiegati doganali, ma con lo scopo specifico di rendere le importazioni piu‘ care. In effetti, le tariffe dicevano ai cittadini e ai produttori la nuda verita‘ delle loro economie: siccome non produci abbastanza esportazioni, allora non puoi permetterti tutti i beni che importi. Le tariffe funzionarono. Il fatto che i beni prodotti al’estero erano ora piu‘ cari ci quelli domestici stimolo’ il processo di rimpiazzo delle importazioni e le economie cittadine si svilupparono molto rapidamente invece di vivere dei guadagni delle loro campagne.

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L’economia cresce solo grazie all’improvvisazione

Posted by janejacobs su agosto 6, 2008

 

Lo sviluppo economico nelgi Stati Uniti fu rapido rispetto a quello avvenuto in Europa. Lo sviluppo del Giappone avvenne ancora piu’ rapidamente che negli Stati Uniti e quello delle citta’ Asiatiche del Pacifico avvenne ancora piu’ rapidamente. Questo suggerisce forse che molte economie arretrate possono svilupparsi rapidamente se le loro citta’, aziche’ limitarsi a commerciare bilateralmente con citta’ piu’ avanzate usano la molla del commercio per iniziare un processo multilaterale di commercio volatile anche con citta’ arretrate. Ma tale sviluppo si blocca quando le citta’ arretrate o le loro nazioni provano a fare affidamento sul piu’ semplice commercio bilaterale, un commercio senza autentico sviluppo economico.

La seconda caratteristica storica nel processo di sviluppo delle economie arretrate e’ l’improvvisazione. Le citta’ arretrate che sono state in grado si sviluparsi hanno usato una combinazione di imitazione di beni importati da altre citta’ con un modo originale di produrli. Un esempio e’ il modo in cui le imprsese a Tokyo alla fine del secolo svilupparono l’industria delle biciclette. Non solo il Giappone imparo’ a produrre biciclette e sviluppo’ i beni intermedi alla produzione di biciclette, ma acquisto’ anche un metodo imporvvisato di produzione per riprodurre altri beni importati, utilizzando gruppi simbiotici di piccole fabbriche. Tale metodo veniva usato per la manifattura di macchine da cucire, radio e beni elettronici. Un moderno derivato di questo sistema funziona ancora oggi alla Nissan dove i fornitori fanno consegne giornaliere o anche infragiornaliere di cio’ che e’ richiesto per l’assemblaggio in quel particolare giorno o ora del giorno. Gli industriali americani invidiano l’efficienza di tale metodo e non sono ancora riuciti a replicarla.

Nel tempo in cui i Giapponesi sviluppavano il loro modo di prourre biciclette, le biciclette che importavano erano costruite in grandi fabbriche Americane, con grandi macchinari. Se i Giapponesi avessero cercato di importare intere fabbriche per costruire biciclette comprandole in contanti o a credito dagli Americani, essi avrebbero perso per sempre l’opportunita’ di sviluppare i loro originali  metodi di produzione. Inoltre, l’importazione di tutti i macchinari per l’importazione di biciclette sarebbe stata troppo costosa per i Giapponesi. Invece essi usarono il loro commercio con le economie piu’ avanzate come molla per il loro sviluppo originale. Questo vale per le biciclette e per tutti i beni che in seguito i Giapponesi hanno importato e rimpiazzato. 

Le citta’ arretrate dell’Europa Medievale dovevano improvvisare perche’ non avevano molta scelta. Le citta’ arretrate di oggi devono improvvisare perche’ devono mentenere costi piu’ bassi rispetto alle citta’ piu’ avanzate. Devono fare si’ che il prezzo dei beni prodotti sia sufficientemente basso perche’ le popolazioni locali possano permetterseli. Un vantaggio delle economie arretrate e’ che generalmente hanno manodopera a basso costo, ma questo vantaggio e’ davvero tale solo quando e’ necessaria molta forza lavoro e quando non ci sono alternative valide nei prodotti che possono essere fabbricati o forniti da macchinari nelle economie piu’ avanzate. La piccola dimensione delle imprese, come nel caso Giapponese e’ un vantaggio perche’ essere piccoli riduce costi amministrativi e organizzativi rispetto all’essere grandi. I materiali improvvisati spesso riducono i costi perche’ i produttori utilizzano cio’ che hanno facilmente a disposizione o che pagano poco anziche’ imitare i materiali utilizzati dalle economie piu’ ricche. Questo e’ il processo che gli artigiani della Londra Medievale attraversarono quando usavano cuioio Britannico per imitare il cuoio piu’ raffinato proveniente da Cordova. Questo e’ il processo attraversato da Hong Kong quando produceva scarpe di tela imitando le scarpe di cuoio dell’Occidente.

Le tariffe alle importazioni rappresentano il modo piu’ semplice usato dalle economie arretrate per aiutare i propri produttori ad avviare questo processo. Ma le tariffe sono pagate dalle tasche dei consumatori, e c’e’ un limite a quanto i consumatori sono disposti a finanziare i produttori locali come abbiamo visto nel caso dell’Uruguay quando i propri consumatori non sono stati in grado di sopportare le tasse e l’inflazione causate dai sussidi statali per finanziare i produttori.

Oltre ai diretti vantaggi pratici del processo di improvvisazione, la pratica dell’improvvisazione in se’ nutre una forma mentale finalizzata allo sviluppo economico. L’improvvisazione procura una grande soddisfazione quando da’ risultati positivi e porta a provare cose nuove nel caso in cui un’idea non vada in porto; in caso contrario porta generalmente a riprovare e tentare una nuova soluzione. L’invenzione, la capacita’ di risolvere problemi pratici, l’improvvisazione e l’innovazione sono parte dello stesso processo. Tornando alle biciclette Giapponesi, ad esempio, molti processi sono dovuti avvenire in Europa e negli stati Uniti prima che la bicicletta si trasformasse da curioso giocattolo a mezzo di locomozione pratico ed utile. Ognuna di queste improvvisazioni si aggiungeva a qualcosa che era stato raggiunto prima. Gli improvvisatori nel processo di produzione di biciclette con il tempo hanno sviluppato cuscinetti a rullini, cuscinetti a sfera, pneumatici, rulli a ruota dentata per il funzionamento delle catene, cambi differenziali, freni a disco, freni a tamburo, freni a pedale, ed in un certo senso hanno anche reinventato la ruota, dandole una leggerezza mai vista prima e una forza enorme, se paragonata ai materiali utilizzati. Le improvvisazioni sviluppate per la bicicletta si sono ramificate. Esse sono il fondamento per lo sviluppo di trattori, automobili e aeroplani e naturalmente di motorini, moto e scooters. L’improvvisazione nel mondo della bicicletta ha formato nuovi mercati per nuovi tipi di lubrificanti e tipi di acciaio che a loro volta si sono ramificati. Le innovazioni ancora oggi rimangono essenzialmente improvvisazioni, dalle biciclette alle componenti dello space -huttle. Tutte le innovazioni, tutti i nuovi modi di fare economia e trovare risparmi sui materiali, inclusi i risparmi di energia, sono insiemi di improvvisazioni ed esperimenti, alcuni di successo ed altri no. Esse si combinano con imitazioni di cio’ che e’ stato gia’ sperimentato e applicato con successo.

Quindi, per comprare un’economia sviluppata come lo Scia’ o Pietro il Grande tentarono di fare, o come stanno cercando di fare molti paesi della penisola arabica, finiscono per fallire non solo perche’ lo sviluppo avviene altrove, ma perche’ le transazioni denigrano e scoraggiano i creativi  gli imprenditori locali anziche’ nutrire il processo pratico della vera creazione e del vero lavoro creativo. Continua…

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