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Intelligenza artificiale e legge di Moore

Posted by janejacobs su luglio 16, 2008

 

Secondo Michio Kaku fra 50 o 100 anni ci potrebbero essere robot che gettano noccioline a zoo pieni di esseri umani cosi’ come facciamo oggi noi con gli animali. Naturalmente questa e’ un’esagerazione, ma la creazione di intelligenze artificiali potrebbe avvenire in cosi’ poco se la legge di Moore non conoscesse i confini della fisica. La legge di Moore, formulata negli anni ’70, dice che circa ogni 18 mesi la capacita’ computazionale dei micro-processori raddoppia.

Questo lo vediamo generalmente sotto gli aberi di Natale, quando ci viene regalato un nuovo giocattolo elettronico o computer la cui capacita’ computazionale e’ di circa il doppio rispetto all’anno precedente. Questa legge pero’ dovrebbe collassare fra circa 15 o 20 anni e quella che oggi e’ silicon valley, la piu’ fiorente valle di produzione di semiconduttori potrebbe divenire presto un’area di industrie dismesse.

Invece ci sara’ forse una nuova generazione di computers chiamati computer quantistici i quaili effettueranno le loro computazioni su processori della stessa dimensione di un atomo.

Lo scorso mese c’e’ stata un’eccezionale scoperta nel mondo dei computer quantistici di cui anche la CIA ha preso nota: il piu’ avanzato computer quantistico oggi disponibile e’ costituito di sette atomi e ha dimostrato che cinque per tre fa quindici. Si potrebbe pensare che ogni bambino di sette anni e’ in grado di svolgere questo calcolo, ma i fisici che hanno effettuato questa scoperta hanno effettuato questo calcolo su sette atomi! Se si riuscisse a mettere insieme un computer con milioni di atomi e quindi sempre piccolissmo, si potrebbero decifrare in poco tempo e su poco spazio tutti i codici segreti inventati dalla CIA fino ad oggi. Ed e’ per quessto che la CIA si e’ preoccupata.

Ma visti i vincoli nel campo della fisica quantistica, questo tipo di computer, tuttavia sara’ disponibile probabilmente fra 15 o 20 anni. Un processore della Pentium, il piu’ sottole ha uno spessore di venti atomi. Fa 15 o 20 anni, lo spessore sara’ probabilmente di 5 atomi. A quell punto sara’ difficilissimo sapere in che posizione si trovera’ un elettrone e pertanto ci potrebbe essere instabilita’ visto che l’elettrone potrebbe creare un corto circuito.

Per raggiungere pertanto un’intelligenza artificiale in grado di competere con gli esseri umani, sara’ necessario un computer quantistico. Ma probabilmente fra cinquant’anni (se pensiamo che la legge ddi Moore potrebbe funzionare) si potranno effettuare calcoli su computer quantistici a 500 miliardi di milardi bit al secondo, cioe’ alla velocita’ del pensiaro umano.

Ma e’ sufficiente la velocita’ di calcolo per replicare l’intelligenza umana?

Secondo Michio Kaku no. Ci sono due problemi con i robot: l’orientamento attorno ad un contesto spazio-temporale ed il buon senso. Kaku dice che i nostri computer piu’ avanzati al momento hanno la stessa intelligenza di uno scarafaggio ritardato. Ci sara’ senz’altro bisogno di geni e di invetimenti in questi campi, ma gli sviluppi si riveleranno senza dubbio affascinanti.

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