Le cittá sono la ricchezza delle nazioni

Un nuovo modo di vedere l’economia

Archive for settembre 2008

Citta’ in declino

Posted by janejacobs su settembre 30, 2008

Le citta’ e le nazioni che governano numerose altre citta’ e nazioni sono handicappate dalla mancanza di un meccanismo di controllo automatico dell’economia delle loro citta’ rappresentato da una moneta cittadina. Quando il declino economico investe queste citta’ satelliti e’ impossibile per loro ritornare a crescere nel lungo termine. Questo va a svantaggiare soprattutto le grandi nazioni che hanno bisogno di citta’-regioni.

In seguito parleremo di particolari politiche che generano transazioni che cercano di far fronte a questo declino. Tali politiche e transazioni uccidono le economie cittadine. Esse possono essere suddivise in tre gruppi:

– produzione continuata di armi;

– sistema prolungato di sussidi alle regioni povere;

– promozione del commercio tra aree avanzate e aree arretrate.

Per quanto tali aree sembrino diverse, tali differenze sono superficiali, tali politiche e transazioni che le sostengono generano gli stessi danni. Inizieremo a descrivere i danni provocati dalla produzione continuata di armi.

 Continua…

 

 

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Damien Rice, Amie

Posted by janejacobs su settembre 30, 2008

Se vi e’ piaciuta The Blower’s daughter, Amie (dal vivo) potrebbe anche piacervi di piu’. Al filmato segue il testo.

Nothing unusual, nothing strange
Close to nothing at all
The same old scenario, the same old rain
And there’s no explosions here
Then something unusual, something strange
Comes from nothing at all
I saw a spaceship fly by your window
Did you see it disappear?Amie come sit on my wall
And read me the story of O
And tell it like you still believe
That the end of the century
Brings a change for you and me
Nothing unusual, nothing’s changed
Just a little older that’s all
You know when you’ve found it,
There’s something I’ve learned
‘Cause you feel it when they take it away

Something unusual, something strange
Comes from nothing at all
But I’m not a miracle
And you’re not a saint
Just another soldier
On the road to nowhere

Amie come sit on my wall
And read me the story of O
And tell it like you still believe
That the end of the century
Brings a change for you and me

And Amie come sit on my wall
And read me the story of O
And tell it like you still believe
That the end of the century
Brings a change for you and me

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Damien Rice, The Blower’s Daughter

Posted by janejacobs su settembre 30, 2008

Come Joni Mitchell e Bon Iver, anche Damien Rice riesce ad emozionare solo con una chitarra ed una poesia. La voce di Damien Rice sembra stentata ma risulta potente, sembra a tratti stonata, ma poi si riprende con acuti purissimi. La poesia e’ splendida e descrive una serie di immagini semplici ma eterne, in qualche modo sconnesse tra loro ma collegate dall’ossessione per l’amata da cui il cantante non riesce a staccare i propri occhi. Forse l’amata e’ la misteriosa figlia del soffiatore, “the blower’s daughter” e chi e’ il soffiatore, forse il vento? Buon ascolto e buona lettura.

And so it is
Just like you said it would be
Life goes easy on me
Most of the time
And so it is
The shorter story
No love, no glory
No hero in her sky

I can’t take my eyes off of you
I can’t take my eyes off you
I can’t take my eyes off of you
I can’t take my eyes off you
I can’t take my eyes off you
I can’t take my eyes…

And so it is
Just like you said it should be
We’ll both forget the breeze
Most of the time
And so it is
The colder water
The blower’s daughter
The pupil in denial

I can’t take my eyes off of you
I can’t take my eyes off you
I can’t take my eyes off of you
I can’t take my eyes off you
I can’t take my eyes off you
I can’t take my eyes…

Did I say that I loathe you?
Did I say that I want to
Leave it all behind?

I can’t take my mind off of you
I can’t take my mind off you
I can’t take my mind off of you
I can’t take my mind off you
I can’t take my mind off you
I can’t take my mind…
My mind…my mind…
‘Til I find somebody new

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La caduta degli imperi

Posted by janejacobs su settembre 29, 2008

Quando l’imperialismo ha successo porta con se’ ricchezza. Tuttavia la storia ci insegna che gli imperi di successo come la Persia, Roma, Bisanzio, la Turchia, la Spagna, il Portogallo, la Francia e l’Inghilterra hanno costruito vasti imperi seza restae ricchi per sempre. In realta’, sembra che il destino degli imperi sia quello di diventare troppo poveri per sostenere i costi elevati che del mantenimento degli impei. Piu’ un impero dura a lungo, piu’ povero e arretrato tende a diventare. Le potenze imperialiste che hanno avuto un modesto successo perche’ hanno perso presto le loro colonie come la Germania ed il Giappone o che fanno capo ad una piccola nazione, come l’Olanda o l’Austria sembrano quelli piu’ fortunati. Tuttavia se l’imperialismo procura ricchezza per le potenze imperiali, come puo’ accadere una tale decadenza? E’ paradossale.

Le politiche e le transazioni che sono necessarie per vincere, mantenere e sfruttare un impero sono distruttive per le citta’ di una potenza imperiale e non possono aiutare se non a condurre le citta’ di tale potenza alla stagnazione e alla decadenza. Il declino imperialista e’ costituito sin dall’inizio con il sucesso di un impero; declino e successo sono due facce della stessa medaglia. Inoltre, lo stesso tipo di politiche e transazioni che rendono il declino degli imperi inevitabile puo’ anche accelerare la stagnazione e la decadenza in potenze non imperiali che le adottino.

 

 Continua…

 

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Nuove monete USA

Posted by janejacobs su settembre 28, 2008

Sul blog di Jacopo Fo ho trovato un video che mostra come una comunita’ New Yorchese abbia introdotto con successo una moneta locale a fianco del dollaro creando ricchezza per la comunita’. “Le citta’ sono la ricchezza delle nazioni” tratta diffusamente questo tema a questo link. In Italia si sta cercando di fare qualcosa di simile qui.

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Contro il monopolio della Microsoft

Posted by janejacobs su settembre 28, 2008

Un Argentino a Bolzano ha sconfitto il monopolio della Microsoft partendo dalle scuole. Il video qui sotto spiega come:

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Finito il capitalismo, inizia la Transizione

Posted by janejacobs su settembre 28, 2008

Nancy Pelosi, Henry Paulson ed Harry Reid annunciano la fine del capitalismo

Il 28 Settembre 2008 e’ ufficialmente finito il

alismo. Al suo posto nasceranno tanti nuovi movimenti e ideologie. Uno dei nuovi movimenti piu’ interessanti e’ il movimento della Transizione, che ci viene spiegato qui sotto da Jacopo Fo. Invito i lettori ad apprezzare la somiglianza dei principi di questo nuovo movimento con quelli di: “Le citta’ sono la ricchezza delle nazioni” di Jane Jacobs. Buona lettura e buona Transizione a tutti!

“Siamo in una grande crisi finanziaria e energetica. Il petrolio che resta nei giacimenti è sempre di meno, sempre più sporco, sempre più in profondità, quindi più caro da estrarre e raffinare. Fra poco (dire esattamente quanto in realtà è difficile, c’è chi dice un anno…) entreremo in una fase di verticalizzazione del costo del carburante e dell’energia elettrica e quindi la nostra società entrerà in una fase ben più grave di crisi.
Il Movimento delle città in transizione
http://transitionculture.org/ e’ nato in Inghilterra due anni fa, e già coinvolge alcune centinaia di città in Irlanda, Canada, Usa, Cile, Australia. Si tratta sostanzialmente di un sistema per formare tecnici capaci di organizzare nella loro realtà cittadina tutte quelle misure che possono ridurre i danni di un brusco cambiamento energetico. Danni che potrebbero essere enormi se non ci si organizza per tempo.

Che cosa realizza in concreto il Movimento della Transizione.
L’idea essenziale da cui parte questo movimento e’ che le comunita’ locali hanno una grande potenzialita’ di cambiamento: e’ possibile razionalizzando le economie locali in modo da creare benessere.
Questo movimento non ha nella sua agenda l’organizzazione di proteste di piazza, ne’ lo sviluppo di una semplice mobilitazione di opinione. Questo movimento organizza la Transizione delle piccole comunita’ su scala comunale o di quartiere. E la cosa incredibile e’ che dopo appena due anni dall’inizio del Movimento sono gia’ centinaia le comunita’ che hanno iniziato la loro Transizione.
La strategia della transizione si basa su 5 linee di azione che ogni singola comunita’ mette in pratica adattandole alla sua particolare situazione (che mille fiori fioriscano!).

1- La rilocalizzazione delle risorse fondamentali della comunita’ (cibo, energia, edilizia, sanita’, oggetti d’uso primario).
Si tratta di analizzare le ricchezze della propria comunita’ e costruire un piano di transizione che miri al massimo dell’autonomia. Ad esempio a Totnes, ridente citta’ del sud ovest dell’Inghilterra, sull’estuario del Dart, dove da decenni si sono piazzate alcune comunita’ ecologiste, si e’ riusciti a coinvolgere buona parte della popolazione in un’impresa colossale. Si sono sviluppati orti familiari su terreni pubblici e privati, sono stati piantati un gran numero di alberi fruttiferi (noci, castagni) nei parchi pubblici e nei viali, i balconi delle case sono diventati orti pensili, si sono sviluppate fattorie collettive nelle campagne intorno alla citta’, i contadini, gli artigiani e le piccole imprese sono state incoraggiate a produrre tenendo conto dei consumi locali più che dell’esportazione. Oggi circa il 60% del cibo che si consuma in citta’ e’ ormai prodotto localmente. E contadini, artigiani e imprenditori si sono resi conto di quanto sia vantaggioso sviluppare prodotti che possono essere venduti direttamente sul posto senza dover essere gravati dei costi dei sistemi di distribuzione e trasporto a lungo raggio. Si passa direttamente dal produttore al consumatore saltando gli intermediari e smettendo di bruciare carburanti fossili.
La rilocalizzazione prevede poi di intraprendere una serie di iniziative che valorizzino la ricchezza di merci e di prodotti sul territorio. Le nostre comunita’ sono piene di ricchezze lasciate ammuffire. La semplice organizzazione di mercati dell’usato e del baratto permette di reperire quantita’ enormi di tutti i beni primari. Abbiamo vestiti, forchette, frullatori, scarpe, mobili, lenzuola, pentole e cacciaviti sufficienti per i nostri bisogni per i prossimi 100 anni almeno. Per decenni la societa’ dei consumi ci ha indotto a comprare il superfluo e ad ammassarlo in armadi, cantine e soffitte. Tiriamoli fuori.
Analogo effetto di emersione delle ricchezza lo avrebbe l’organizzazione di piccole imprese che si dedichino alla riparazione in loco degli elettrodomestici e al riciclo di moltissime merci che attualmente ci limitiamo a buttare via, magari solo perche’ hanno un graffio. Chi come me e’ appassionato a fare il giro dei cassonetti e a caricarsi in macchina poltrone e tavolini, ha idea del ben di Dio che la gente butta via insensatamente.
Rilocalizzare la produzione e’ un’azione essenziale nel processo di transizione dall’economia del petrolio all’economia verde. Solo se i beni di prima necessita’ saranno disponibili abbondantemente sul territorio eviteremo che la popolazione possa risentire oltremodo della crisi.

2- La ricostruzione di un florido sistema economico locale (chi gode dei soldi che guadagni?)
La ricchezza delle comunita’ si misura con due criteri: quanti beni autoproduce e come gestisce la propria ricchezza finanziaria.
Consociazione degli acquisti.
Innanzi tutto la semplice consociazione degli acquisti di beni e servizi può incrementare la ricchezza dei cittadini. Comprare tutti insieme cibo e beni essenziali vuol dire risparmiare. Comprare collettivamente auto vuol dire poi poter scegliere di organizzare a livello locale la conversione di auto a benzina in auto elettriche o alimentate dal gas prodotto localmente con biodigestori o gassificatori di scarti vegetali secchi. Comprare insieme telefonia può portare a creare reti wimax locali…
Investire localmente!
Una quota enorme del risparmio delle famiglie e degli utili delle imprese locali viene oggi investito in titoli di stato, fondi investimento o azioni di imprese lontane centinaia o migliaia di chilometri dal luogo dove viviamo.
La prima azione su questo fronte e’ quella di utilizzare il denaro degli abitanti di un comune per arricchire il luogo dove vivono. Investiamo i soldi qui, dove vediamo che uso ne viene fatto e possiamo essere più sicuri di non cadere nella rete dei furbi.
Ad esempio, possiamo creare un sistema nel quale i risparmi dei cittadini vadano a finanziare la costruzione o l’acquisto di case che verranno riscattate dagli inquilini tramite una rata di poco superiore a quella di un semplice affitto. In questo modo i nostri soldi sappiamo esattamente dove sono e a cosa servono. E aiutando tutti i miei concittadini ad avere una casa di proprieta’ do una mano a rendere più florida la mia comunita’, più sicure le economie familiari, meno probabile l’esplodere della violenza legata alla disperazione economica.
Oppure posso investire nello sviluppo di una rete di impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili che renda autosufficiente il territorio. E ancora posso investire nel miglioramento delle case dal punto di vista del risparmio energetico: isolamento dei tetti, tripli vetri, muri coibentati. Oppure posso ottenere di far risparmiare a tutti somme enormi con il teleriscaldamento (ogni abitazione ha un contatore del calore consumato e paga solo quello). E ancora, consociando i consumi e la produzione di elettricita’, posso creare un sistema nel quale ogni famiglia possa vedere quanto costa l’energia elettrica nelle varie ore del giorno sul mercato nazionale. In questo modo posso vendere l’energia autoprodotta nelle ore nelle quali costa di più e consumarla quando vale di meno. E posso anche dotare le singole case di elettrodomestici intelligenti che entrano in funzione quando l’energia costa meno (la lavapiatti si mette a lavorare di notte per conto suo, dopo aver controllato le quotazioni di mercato).
Un altro aspetto essenziale della creazione di economie locali solide e’ la creazione di monete locali.
Le monete locali permettono di creare meccanismi di doppio prezzo: se spendi denaro locale hai uno sconto sulle merci.
Il sistema del denaro locale può inoltre agire in sinergia con il sistema delle Banche del Tempo, grazie alle quali si può pagare un bene o un servizio tramite ore lavoro che diventano moneta locale che compra altre ore di lavoro. Cosi’ il pasticcere paga le lezioni di matematica per il figlio realizzando una torta per una persona che dipinge la casa di una persona che ripara la lavatrice al professore di matematica.
La potenzialita’ delle banche del tempo e’ stata ampiamente dimostrata durante la crisi economica argentina. Milioni di persone organizzarono la loro economia su queste basi.

3- La riqualificazione delle persone (quante cose sai fare che sono utili alla tua comunita’?)
Si tratta di realizzare un’analisi dei bisogni della comunita’ che potrebbero essere soddisfatti in modo autonomo e vedere in quali settori converrebbe avere più artigiani e professionisti. Quindi bisogna organizzare la formazione di queste professionalita’ riqualificando disoccupati e persone che al momento sono costrette ad andare a cercare lavoro altrove.
Una seconda iniziativa dovrebbe incentrarsi sulla valutazione di quali merci e servizi potrebbero essere prodotti localmente ed esportati nelle immediate vicinanze. Nel caso dei servizi che possono essere offerti via internet questo fattore della distanza diventa irrilevante. Sollecitare e sostenere la creativita’ della gente in questa direzione potrebbe essere una fonte di ricchezza e solidita’ per la comunita’. Oggi in Italia molti servizi non esistono proprio. Ad esempio, sarebbe utile per tutti se esistessero, come accade nei paesi anglofoni, imprese che forniscono informazioni di tutti i tipi a pagamento. Potrebbero poi nascere societa’ che offrano un servizio di assistenza legale, finanziaria, edilizia, culinaria, scolastica e valutazioni sulla qualita’ dei prodotti e i loro prezzi. In Italia esistono associazioni benemerite come Altro Consumo che informano sulla qualita’ dei prodotti ma non esiste un numero di telefono al quale posso chiamare mentre sto comprando un cellulare per avere consigli immediati senza dovermi andare a studiare tutto in rete (c’e’ un problema di interfaccia utente-servizio).
Ci sono decine di professioni che oggi si possono esercitare sul web: grafico, web master, correttore di bozze, insegnante, psicologo, scrittore commerciale, ricercatore, segretario. Ma intraprendere queste attivita’ non e’ possibile per i molti italiani che non hanno dimestichezza con la rete. Costituire portali dei Comuni che aiutano i cittadini a proporre in rete le proprie competenze professionali potrebbe sviluppare la soddisfazione di molti e la solidita’ economica della comunita’.
Si tratta solo di piccoli esempi di quel che si potrebbe fare nel settore del telelavoro che oggi nel mondo impegna milioni di persone mentre in Italia e’ solo agli albori.

4- La riduzione del fabbisogno energetico e l’uso attento delle risorse.
Razionalizzare la produzione e il riciclaggio dei rifiuti. Ad esempio, organizzando che nei negozi siano disponibili prodotti sfusi e alla spina.
La gestione razionale dell’immondizia e’ in molte citta’, anche grandi, una fonte di guadagno. Alimenta imprese che si dedicano al riciclaggio e permette di produrre energia elettrica e calore dal gas.  Questa soluzione sfrutta l’esistenza di meravigliosi batteri che si mangiano con volutta’ il pattume biologico e gli escrementi umani e animali all’interno di grandi silos. I batteri dopo aver mangiato scoreggiano in modo selvaggio e le loro scoregge, adeguatamente filtrate, diventano gas combustibile che alimenta generatori di corrente. Il calore che viene prodotto in questo processo serve poi per alimentare sistemi di teleriscaldamento. Esistono ormai migliaia di digestori di biogas realizzati in tutto il mondo. In Italia pochissimi.
Razionalizzazione dei consumi energetici: organizzare il risparmio energetico casa per casa (abbiamo gia’ accennato all’autoproduzione di energia e all’isolamento termico) e’ una fonte enorme di denaro risparmiato e migliora la qualita’ della vita e dell’aria. E da’ un maggiore confort: ad esempio, siamo abituati ad aprire l’acqua calda per farci la doccia e poi dobbiamo brigare per aprire al punto giusto anche la fredda per evitare di scottarci perche’ i sistemi domestici di produzione di acqua calda alimentati a gas o elettricita’ non permettono una regolazione efficiente della temperatura dell’acqua in uscita. I sistemi di teleriscaldamento e di produzione di acqua calda con pannelli solari termici invece permettono di avere acqua calda esattamente alla temperatura che si preferisce.
Un altro settore riguarda la costruzione di servizi di condivisione e consociazione. Mille famiglie che oggi possiedono mille lavatrici potrebbero risparmiare un pozzo di soldi creando centri dove si può lavare, asciugare e stirare collettivamente. Otterrebbero tecnologie più efficienti e veloci a costi dimezzati. Vestiti e biancheria più pulita a minor prezzo e più rapidamente. In tutto il nord Europa la maggioranza delle famiglie usa da decenni lavanderie di caseggiato o di strada.
Ma affrontare la programmazione ecologica del territorio di una comunita’ permette anche un’analisi dettagliata delle risorse disponibili, delle aree da bonificare, delle zone da convertire a bosco, a culture alimentari ed energetiche (biomasse) in modo che i cittadini ottengano un ambiente migliore dal punto di vista della salute, del benessere, dello svago e dell’autosufficienza.

5- Ma l’effetto combinato di tutte queste iniziative e di altre che la fantasia popolare sapra’ elaborare, va oltre i singoli risultati. Mettere in pratica queste misure sociali ed economiche non crea solo benessere. Innesca anche una rivoluzione culturale. Come dice Cristiano Bottone, uno degli alfieri del movimento della transizione in Italia, quello che cerchiamo e’: “Una rivoluzione che nasce dal basso, un percorso in cui la comunita’ individua e attua le soluzioni che ritiene più efficaci e progetta il proprio futuro partendo da piccoli gruppi di cittadini”.”

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I geologi salveranno il mondo

Posted by janejacobs su settembre 28, 2008

Da qualche settimana e’ stato lanciato un nuovo sito chiamato onegeology che fornisce una mappa geologica del mondo. E’ un’iniziativa internazionale che raggruppa i ritrovamenti geologici di centinaia di scienziati.

Oggi possiamo utilizzare dati geo-spaziali, immagini satellitari e sistemi computazionali come mai prima d’ora. Questo progetto si prefigge di trasferire conoscenza a tutti, riducendo i tempi e le spese di apprendimento di una materia interessante come la geologia, grazie alla produzione di mappe e dati che ci si augura attraggano interesse ed investimenti.

I compilatori di questa mappa rivoluzionaria si augurano che la comprensione del nostro ambiente aiuti meglio a risolvere i problemi ambientali.

Per maggiori informazioni cliccare qui

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Nel 2037 le Alpi non avranno piu’ ghiacciai

Posted by janejacobs su settembre 27, 2008

 I cambiamenti avvenuti nei ghiacciai sono una delle prove piu’ evidenti del cambiamento climatico globale e costituiscono una delle prove principali del riscaldamento del pianeta. I cambiamenti climatici hanno un impatto sulle fluttuazioni dei livelli del mare e provocano catastrofi ambientali che ricadono sulle comunita’ che dipendono dalle riserve d’acqua che si formano dai ghiacciai.  La comunita’ internazionale ha prodotto dati uniformi e standardizzati sui cambiamenti dei ghiacciai a partire dal 1894. Tali dati costituiscono la spina dorsale di numerose pubblicazioni scientifiche sulle ultime scoperte sul ghiaccio che ricopre la superficie terretre. Tali dati sono stati publicati nel Servizio di Monitoraggio Globale dei Ghiacciai

Fino ad oggi le tavole corrispondenti ed i vari dati sono stati finora utilizzati soprattutto dagli specialisti. Per aumentare l’accesso ai dati sui ghiacciai e’ stata pubblicato qualche giorno fa il rapporto sul cambiamento dei ghiacciai scaricabile qui. Il rapporto fornisce una guida illustrata di tutti i dati relativi ai ghiacciai montani e polari, la loro distribuzione attorno al globo ed i cambiamenti che sono avvenuti dal periodo chiamato Piccola Era Glaciale (1300-1850 d.C.).

Il controllo dei ghiacciai attorno al mondo ha prodotto una montagna di dati che tracciano 36,000 osservazioni sulla lunghezza di 1,800 ghiacciai e 3,400 osservazioni sulla massa di 230 ghiacciai. Le osservazioni sono state fatte prevalentemente nell’emisfero settentrionale e specialmente in Europa. Il primo tentativo di compilare un inventario dei ghiacciai nel mondo fu fatto negli anni’ 70 sulla base di fotografie e mappe. Tale inventario e’ risultato nella compulazione di circa 100,000 ghiacciai che coprivano un’area di 240,000 chilometri quadrati e stime di circa 445,000 chilometri quadrati per la seconda meta’ del ventesimo secolo. Questa catalogazione continua tutt’oggi con l’aiuto anche di immagini satellitari. Le morene che si sono formate alla fine della Piccola Era Glaciale fra il diciassettesimo e la seconda parte del diciannovesimo secolo sono caratteristiche tipiche dei ghiacciai, e segnano la massima estensione glaciale dell’Olocene in molte aree montagnose attorno al mondo.

Da queste posizioni, i ghiacciai in tutto il mondo si sono ridotti significativamente a partire dagli anni ’40 con una forte accelerazione a partire dagli anni ’80. Talvolta, in una scala temporale di decenni, i ghiacciai hanno avuto avanzamenti e arretramenti e quando si osservano le serie di queste fluttuazioni, si trova un alto grado di variabilita’ e qualche volta un comportamento opposto di corpi glaciali vicini.

Nello scenario corrente di cambiamento climatico, la riduzione della supericie dei ghiacciai su scala temporale di un secolo e’ con tutta probabilita’ non periodica e portera’ alla deglaciazione di molte aree montagnose nei prossimi decenni. Questi rapidi cambiamenti climatici richiedono un controllo internazionale e congiunto degli sforzi per sviluppare nuove tecnologie come sistemi geo-informatici che trasmettano i dati sulla riduzione dei ghiacciai da una zona all’altra del pianeta.

Misurare con maggior precisione i movimenti dei ghiacciai attorno al mondo e’ possibile con le tecnologie di oggi. Cio’ che non sembra invece possibile e’ la creazione di comportamenti virtuosi che arginino questo fenomeno.

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Joni Mitchell, a case of you

Posted by janejacobs su settembre 26, 2008

“Sei nel mio sangue come vino benedetto, che ha un sapore cosi’ amaro, ma anche cosi’ dolce. Ne berrei una cassa di te. E riuscirei a restare in piedi” cantava la dolce e intensa Joni Mitchell, intramontabile cantautrice degli anni ’60. Segue il testo.

Just before our love got lost you said
I am as constant as a northern star
And I said, constant in the darkness
Wheres that at?
If you want me Ill be in the bar

On the back of a cartoon coaster
In the blue tv screen light
I drew a map of canada
Oh canada
And your face sketched on it twice

Oh you are in my blood like holy wine
Oh and you taste so bitter but you taste so sweet
Oh I could drink a case of you
I could drink a case of you darling
And I would still be on my feet
Oh Id still be on my feet

Oh I am a lonely painter
I live in a box of paints
Im frightened by the devil
And Im drawn to those ones that aint afraid
I remember that time that you told me, you said
Love is touching souls
Surely you touched mine
Cause part of you pours out of me
In these lines from time to time

Oh you are in my blood like holy wine
And you taste so bitter but you taste so sweet
Oh I could drink a case of you
I could drink a case of you darling
Still Id be on my feet
And still be on my feet

I met a woman
She had a mouth like yours
She knew your life
She knew your devils and your deeds
And she said
Color go to him, stay with him if you can
Oh but be prepared to bleed
Oh but you are in my blood youre my holy wine
Oh and you taste so bitter, bitter and so sweet
Oh I could drink a case of you darling
Still Id be on my feet
Id still be on my feet

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Come migliorare l’efficienza energetica

Posted by janejacobs su settembre 26, 2008

Molte societa’ si stanno concentrando sulla produzione di energia attraverso fonti rinnovabili e sull’efficienza energetica. Visti gli alit costi dell’energia e’ possibile ottenere forti risparmi usando piu’ attenzione agli sperchi.

I politici Europei stanno cercando di fornire incentivi che facciano da molla agli sfozi delle imprese di ridurre i loro sprechi energetici. La Commissione Europea stima che l’Europa spreca il 20% dell’energia che consuma. La Comunita’ Europea vuole realizzare standard di efficienza energetica generalmente piu’ alti di quelli degli USA, dell Russia e dell’Asia.

Alcuni esperti stimano che c’e’ scopo per investore circa €30 miliardi all’anno per migliorare l’efficienza energetica  in Europa. Gli operatori di reti di telefonia mobile, ad esemprio potrebbero ridurre il loro uso di energia elettrica nelle loro stazioni senza fare praticamente alcun investimento, grazie a semplici misure come un timer alle centraline di telefonia mobile che riducono l’uso di corrente nelle energie notturne.

La costruzione di edifici a basso impatto ambientale sara’ un settore che portera’ ricchezza a coloro che svilupperanno competenze adeguate.  Esperti calcolano che solo in Germania un isolamento termico piu’ efficiente degli edifici potrebbe generare ricchezza per €2 miliardi e l’isolamento per le finestre potrebbe generare ricchezza per €400 milioni. La Otis, un produttore di ascensori, ha gia’ progettato un tipo di ascensore che consuma il 75% di energia in meno dei tradizionali modelli e questo ascensore ha gia’ battuto ogni record di vendite. Le lampadine sono un’altra area promettente. L’Unione Europea potrebbe porre un bando alle lampadine tradizionali che consumano piu’ energia ed imporre lampade ad alta efficienza.

Un altro campo di intervento e’ quello di creare trasparenza nell’utilizzo di energia. Sistemi piu’ intelligenti di conteggio dell’energia potrebbero stabilire una comunicazione a due vie fra le societa’ elettriche ed i loro clienti. Nuovi contatori intelligenti potrebbero indicare ai clienti qual’e’ l’orario migliore per operare una lavatrice, e collegarla ad un timer.

Un’altra opportunita’ sarebbe la capacita’ di dotare gli appartamenti e gli uffici con sistemi di riscaldamento, illuminazione, aria condizionata  ed elettricita’ su misura per ottimizzare l’uso di energia.

Un’altra area ancora areasarebbe sorvegliare la domanda di energia da parte delle societa’ elettriche. Infine, le banche avrebbero buone opportunita’ di generare nuovi ricavi finanziando investimenti in risparmio energetico. Le banche olandesi, ad esempio hanno iniziato ad offrire prestiti ai consumatori che vogliono migliorare l’efficienza energetica delle loro case.

Se l’Europa riuscisse a mantenere costante il suo consumo energetico anziche’ crescerlo dell’1.2% all’anno come indicano le previsioni, questa efficienza permetterebbe di tagliare i gas serra per 1 miliardo di tonnellate entro il 2020. Piu’ dell’emissione annuale di Francia ed Inghilterra messe insieme. Per raggiungere questo obiettivo, basterebbe utilizzare le tecnologie oggi disponibili.

 

 

 

 

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Cent’anni in due minuti

Posted by janejacobs su settembre 24, 2008

Questo filmato pubblicitario riesce a raccontare cento anni di storia Inglese in due minuti.

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Il museo piu’ verde del mondo

Posted by janejacobs su settembre 24, 2008

A San Francisco, Renzo Piano ha progettato l’Accademia Scientifica della California, il museo piu’ “verde” del mondo che e’ un capolavoro architettonico di sostenibilita’ ambientale dal punto di vista dell’uso ecologico di aria condizionata, acqua e materiali. Qui sotto un breve video di cinque minuti che descrive il museo:

L’Accademia delle Scienze della California inaugurera’ questo sabato.

Il tetto dell’edificio ha una struttura metallica sulla quale poggia un tetto d’erba ondulato.

L’edificio da’ una generale impressione di leggerezza e di clasicita’.

Una delle sale piu’ spettacolari del museo ricostruisce l’ambiente naturale della foresta amazzonica.

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Piano nucleare Italiano

Posted by janejacobs su settembre 24, 2008

Claudio Scajola

Il ministro dello sviluppo economico sta per proporre una modifica della legge finanziaria per velocizzare l’introduzione di generatori nucleari in Italia. Il governo avra’ il compito di scegliere i siti dei nuovi impianti nucleari, scegliere i siti delle discariche di scorie nucleari e di stabilire i sistemi di compensazione per la popolazione locale in cui si costruiranno gli impianti e le discariche. Si creera’ una nuova agenzia per la sicurezza nucleare indipendente dal governo che avra’ il compito di controllare ed autorizzare gli operatori nucleari.

 

Il ministro proporra’ anche di chiudere i contratti Cip6 che incentivano alcuni tipi di impianti. Ogni societa’ che gode oggi dei benefici del Cip6 potra’ chiedere una chiusura anticipata del contratto e ricevera’ in cambio un pagamento dallo stato.

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Biciclette anticrisi

Posted by janejacobs su settembre 23, 2008

 

Oggi sposi, in bicicletta

I produttori di automobili fanno fatica a stare in piedi con i prezzi del petrolio cosi’ alti. Ma i produttori di veicoli alimentati a potenza umana, le biciclette, stanno facendo ottimi affari. Giant Manufacturing, il piu‘ grande produttore di biciclette, ha venduto un numero record di biciclette lo scorso anno, 460,000. E quest’anno si appresta a fare di meglio. A New York c’e’ stata una tale domanda di biciclette all’inizio di quest’anno che gli aspiranti ciclisti dovevano mettersi in lista d’attesa. A Taiwan, l’isola dove Giant Manufacturing ha il suo quartier generale ed i suoi impianti produttivi, per molti modelli, i compratori devono mettere un deposito per assicurarsi una bicicletta.

La bicicletta sembra il rimedio naturale a molti dei mali moderni, dall’aumento del prezzo del petrolio, all’inquinamento, all’obesita‘. Ogni mercato e’ diverso. Gli Europei preferiscono usare la bicicletta per andare al lavoro, ma hanno la strana abitudine di ignorare i modelli costruiti per il lavoro e preferiscono modelli piu‘ veloci, e poi li modificano. Gli Americani preferiscono le BMX, le biciclette “fuori strada”. I Taiwanesi amano le biciclette da corsa.

Gian produce ogni tipo di bicicletta e grazie ad una forte domanda e’ riuscito a fare fronte ad un forte aumento del prezzo dell’alluminio. Una forte domanda ed il desiderio di biciclette migliori ha fatto si che i produttori di biciclette riuscissero a passare l’aumento del costo delle materie prime ai consumatori. Dal 2004 i prezzi all’ingrosso delle biciclette sono saliti del 23% in Europa, del 45% in America e del 50% in Asia, anche se molte fabbriche con manodopera a basso costo Cinesi, inclusa Giant, hanno aumentato la loro produzione.

Giant ha aperto i battenti nel 1972 e nei primi anni di vita riusci’ ad attrarre un grosso ordine dalla Schwinn, un grande produttore Americano che voleva ridurre la sua dipendenza dalla sua fabbrica di Chicago con cui aveva forti tensioni. Dopo essersi garantita un buon contratto con la Giant, la Schwinn tento’ di impiantare una produzione anche in Cina, ma la qualita‘ delle biciclette cinesi allora era scarsa e la Schwinn ando‘ in bancarotta.

Intanto la Giant riusci’ a migliorare la qualitadelle proprie biciclette. Anche i suoi modelli piu‘ a buon mercato, che vengono venduti in Cina, oggi sono relativamente cari (circa 80 euro a bici), tuttavia Giant resta il leader mondiale e vende ogni anno il 7% delle bici prodotte sul pianeta. La Giant e’ una delle poche fabbriche di biciclette che e’ in grado di costruire telai e forcelle in sofisticate leghe metalliche ed in fibra di carbonio. I componenti dei fornitori sono poi aggiunti al telaio. Giant poi vende le proprie biciclette con il proprio marchio o sotto altri marchi sia in Europa che negli Stati Uniti.

Poiche‘ i produttori di telai e di componenti per biciclette non si fanno problemi a vendere ai concorrenti, non e’ difficile entrare nel mondo della produzione di biciclette – basta avere un buon marchio. Pertanto, la concorrenza e’ feroce e l’unico modo per rimanere in testa e’ continuare incessantemente ad innovare.

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Le maggiori compagnie petrolifere europee

Posted by janejacobs su settembre 23, 2008

  Paese Fatturato Indirizzo web
SHELL  Olanda GBp 355,782 m   www.shell.com
BP  Regno Unito GBp 280,352 m   www.bp.com
TOTAL  Francia EUR 136,824 m   www.total.com
ENI Italia EUR 87,256 m   www.eni.it
STATOILHYDRO  Norvegia NOK 521,665 m   www.statoilhydro.com
BG GROUP  Regno Unito GBp 8,291 m   www.bg-group.com
REPSOL  Spagna EUR 52,098 m   www.repsol-ypf.com
CIA ESPANOLA DE PETROLEOS  Spagna EUR 18,887 m   www.cepsa.es/home-eng.htm
OMV  Austria EUR 20,042 m   www.omv.com
GALP ENERGIA  Portogallo EUR 12,560 m   www.galpenergia.com

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I piu’ grandi produttori di armi Europei

Posted by janejacobs su settembre 22, 2008

 

Nome Paese Fatturato Sito web
BAE SYSTEMS  Regno Unito £14,309 m www.baesystems.com
THALES  Francia € 12,296 m www.thalesgroup.com
FINMECCANICA  Italia € 13,429 m www.finmeccanica.it
QINETIQ  Regno Unito £ 1,366 m www.qinetiq.com
ULTRA ELECTRONICS HLDGS  Regno Unito £ 413 m www.ultra-electronics.com
VT GROUP  Regno Unito £ 1,020 m www.vosperthornycroft.co.uk
CHEMRING GROUP  Regno Unito £ 255 m www.chemring.co.uk
KONGSBERG GRUPPEN  Norvegia  Nr 8,306 m www.kongsberg.com
COHORT  Regno Unito £ 57 m www.cohortplc.com
COMROD COMMUNICATION Norvegia Nr 290 m www.comrod.com

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L’urbanizzazione della Cina

Posted by janejacobs su settembre 22, 2008

Entro il 2030 ci saranno un miliardo di consumatori nelle citta’ Cinesi. Questo enorme mercato urbano comportera’ enormi opportunita’ alle citta’ Cinesi e straniere ed enormi minacce dal punto di vista ambientale.

L’urbanizzazione della Cina e’ un fenomeno prettamente locale. Alcuni esperti calcolano che le citta’ Cinesi asfalteranno cinque miliardi di metri quadrati di strade nei prossimi quindici anni e costruiranno 170 nuove reti di trasporto urbani, circa il doppio di quelli esistenti oggi in Europa. Entro il 2025 le citta’ costruiranno 40 miliardi di metri quadri di nuove abitazioni in cinque milioni di nuovi edifici, di cui 50,000 saranno nuovi grattacieli simili a quelli che vediamo oggi a New York o a Shanghai. Il valore dello sviluppo delle citta’ Cinesi da qui al 2025 corrispondera’ al PIL della Germania prodotto nel 2007.

A questi ritmi, la domanda di energia sara’ piu’ del doppio di quella di oggi e richiedera’ nuove capacita’ energetiche per 1,200 gigawatts da oggi al 2025. Il volume delle merci trasportate sulle strade cinesi quadruplichera’.

Ma le citta’ Cinesi si troveranno di fronte anche a grandi costi ambientali e sociali. L’inquinamento ed il traffico stanno raggiungendo condizioni critiche in molte citta’ e saranno necessarie innovazioni tecnologiche nel campo del risparmio energetico, del riciclaggio dell’acqua, al trasporto e alla generazione di energia elettrica.

Le citta’ Cinesi hanno l’enorme compito di assorbire nei prossimi 15 anni circa 300 milioni di immigrati. Le citta’ Cinesi stanno istituendo programmi di addestramento e formazione presso le loro amministraioni in collaborazione anche con altre citta’ ed imprese internazionali per investire in educazione, migliorare le condizioni di lavoro.

Un programma nazionale di produttivita’ urbana ache replica i successi delle citta’ all’avanguardia potrebbe far risparmiare $220 milioni in spesa pubblica, tagliare le emissioni di anidride solforosa e diminuire l’inquinamento delle acque.

Fonte: mgi

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Pannelli solari nell’edilizia pubblica

Posted by janejacobs su settembre 21, 2008

A questo sito e’ possibile vedere alcuni usi di pannelli solari nell’edilizia pubblica: dagli aeroporti agli ospizi, dai parcheggi alla scuole, dagli ospedali agli stadi.

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CERN: danni all’acceleratore di particelle

Posted by janejacobs su settembre 21, 2008

Sabato 20 Settembre 2008, il piu’ grande acceleratore di particelle del mondo ha subito dei danni dopo la sua inaugurazione del 10 Settembre.

Gli esperti sono entrati nel tunnel circolare lungo 27 chilometri che ospita il Large Hadron Collider sotto il confine Franco-Svizzero per esaminare i danni. Gli esperti dicono che e’ troppo presto per dire esattamente cosa sia accaduto, ma sembra che il guasto dipenda da una connessione elettrica difettosa fra due magneti che hanno fermato la superconduzione, si sono fusi, hanno provocato un guasto meccanico e la fuoriuscita di elio.

Le riparazioni all’acceleratore dureranno un paio di mesi perche’ il settore danneggiato dovra’ essere riscaldato ben al di sopra la temperatura di -273 gradi celsius a cui opera e questo processo richiedera’ del tempo.

L’acceleratore di particelle e’ costato 10 miliardi di dollari, la sua costruzione e’ durata piu’ di vent’anni ed il suo scopo e’ sparare protoni da nuclei di atomi attorno al tunnel ad una velocita’ vicina alla velocita’ della luce.

I protoni si scontrano rivelando come le piu’ piccole particelle furono create dopo il “big bang”, cioe’ l’esplosione iniziale che creo’ l’universo.

Tali guasti occorono di frequente negli acceleratori di particelle, ma il guasto dell’LHC e’ complicato dal fatto che esso funziona a temperature bassissimte per ottenere la massima efficienza. Un simile guasto in un altro acceleratore si sarebbe riparato in un paio di giorni, ma siccome bisogna aumentare la temperatura dell’LHC e poi riabbassarla, ci vorranno fino a due mesi.

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