Le cittá sono la ricchezza delle nazioni

Un nuovo modo di vedere l’economia

Archive for the ‘informazione’ Category

Caverna e pubblicita’

Posted by janejacobs su gennaio 18, 2010

Ho rivisitato il mito Platonico della Caverna adattandolo al mondo della pubblicita’ di oggi. Ne risulta che gli uomini moderni non sono affatto piu’ prorediti dei loro antenati di 2500 anni fa descritti da Platone:

Si immaginino dei prigionieri che siano stati incatenati, fin dall’infanzia, nelle profondità di un mondo governato dai media e dalle multinazionali. Non solo le membra, ma anche testa e collo sono bloccati, in maniera che gli occhi dei malcapitati possano solo fissare cartelloni pubblicitari, TV, telefonini e PC.

Si pensi, inoltre, che alle spalle dei prigionieri delle grandi multinazionali siano consigliate da esperti e psicologi su come creare immagini che creino piaceri e desideri a quali associare i propri prodotti. Le immagini accattivanti e scintillanti attrarrebbero l’attenzione e i desideri dei prigionieri. Se qualcuno degli uomini che producono queste immagini pubblicitarie parlasse, si formerebbe nella caverna un’eco che spingerebbe i prigionieri a pensare che questa voce provenga dai protagonisti delle pubblicita’.

Mentre un personaggio esterno avrebbe un’idea completa della situazione, i prigionieri, non conoscendo cosa accada realmente alle proprie spalle e non avendo esperienza del mondo esterno (si ricordi che sono incatenati fin dall’infanzia), sarebbero portati ad interpretare le immagini pubblicitarie come oggetti, animali, piante e persone reali.

Si supponga che un prigioniero venga liberato dalle catene e sia costretto a rimanere in piedi, con la faccia rivolta verso l’uscita della caverna: in primo luogo, i suoi occhi sarebbero abbagliati dalla luce del fuoco ed egli proverebbe dolore. Inoltre, i protagonisti in carne ed ossa delle pubblicita’ gli sembrerebbero meno reali di quelli visti inTV o sul PC o sui cartelloni; il prigioniero rimarrebbe comunque dubbioso e, soffrendo nel fissare la verita’, preferirebbe volgersi verso le immagini pubblicitarie.

Allo stesso modo, se il malcapitato fosse costretto ad uscire dalla caverna e venisse esposto alla diretta luce del sole, rimarrebbe accecato e non riuscirebbe a vedere alcunché. Il prigioniero si troverebbe sicuramente a disagio e s’irriterebbe per essere stato trascinato a viva forza in quel luogo.

Volendo abituarsi alla nuova situazione, il prigioniero riuscirebbe inizialmente a distinguere soltanto immagini che si relazionano al mondo della pubbicita’; solo con il passare del tempo potrebbe sostenere la luce e guardare gli oggetti stessi. Successivamente, egli potrebbe, di notte, volgere lo sguardo al cielo, ammirando i corpi celesti con maggior facilità che di giorno. Infine, il prigioniero liberato sarebbe capace di vedere il sole stesso, invece che il suo riflesso nell’acqua, e capirebbe che è esso a produrre le stagioni e gli anni e a governare tutte le cose del mondo visibile e ad essere causa, in certo modo, di tutto quello che egli e suoi compagni vedevano. 

Resosi conto della situazione, egli vorrebbe senza dubbio tornare nella caverna e liberare i suoi compagni, essendo felice del cambiamento e provando per loro un senso di pietà: il problema, però, sarebbe proprio quello di convincere gli altri prigionieri ad essere liberati. Infatti, dovendo riabituare gli occhi all’ombra, dovrebbe passare del tempo prima che il prigioniero liberato possa vedere distintamente anche nel fondo della caverna; durante questo periodo, molto probabilmente egli sarebbe oggetto di riso da parte dei prigionieri, in quanto sarebbe tornato dall’ascesa con “gli occhi rovinati”. Inoltre, questa sua temporanea inabilità influirebbe negativamente sulla sua opera di convincimento ed, anzi, potrebbe spingere gli altri prigionieri ad ucciderlo, se tentasse di liberarli e portarli verso la luce, in quanto, a loro dire, non varrebbe la pena di subire il dolore dell’accecamento e la fatica della salita per andare ad ammirare le cose da lui descritte.

 

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Google news indagato

Posted by janejacobs su agosto 27, 2009

Google news Italia e’ indagato per abuso di posizione dominante dall’autorita’ anti-trust Italiana.

Possiamo sperare che un bel giorno tale autorita’ si occupi anche della posizione dominante di Publitalia?

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Il guardian e’ un grande giornale

Posted by janejacobs su luglio 7, 2009

A dispetto di quello che pensa il Ministro Franco Frattini, il Guardian e’ un grande giornale, la cui versione stampata e’ letta quotidianamente da piu’ di trecentomila lettori nel Regno Unito ed il cui sito web nel mese di Maggio 2009 e’ stato visitato da piu’ di 27 milioni di utenti.

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Il ritorno del lavoro manuale

Posted by janejacobs su giugno 28, 2009

Il nostro lavoro sta diventando sempre piu’ surreale e sempre meno reale. Lavorando in un ufficio, spesso e’ difficile vedere i frutti concreti dei nostri sforzi. Cosa esattamente abbiamo realizzato giorno per giorno? quando la catena causa-effetto e’ sempre piu’ opaca e la responsabilita’ e’ sempre piu’ diffusa, la nostra esperienza vaga e surreale. Spesso ci sentiamo alienati. Esiste un’alternativa piu’ “reale”?

La scuola sta perdendo le competenze per insegnare materie pratiche. Al contrario la scuola insegna sempre piu’ materie teoriche visto che tutti oggi sembra che tutti vogliano fare lavoro intellettuale. Il sogno di tutti i genitori e’ di mandare i propri figli all’universita’ e poi a lavorare in qualche ufficio. Tale sogno e’ il frutto di una visione del mondo in cui lasciamo la realta’ materiale per una realta’ virtuale della nuova economia informatica. Tuttavia molti lavori “intellettuali” spesso sono piu’ snervanti dei lavori manuali e spesso ci ritroviamo ad ammirare le persone che sanno ancora usare la propria manualita’: meccanici, idraulici, muratori, parrucchieri, artisti.

Spesso idealizziamo questi lavoratori e li consideriamo piu’ “romantici” perche’ implicitamente riteniamo che i lavoratori che usano le proprie mani non abbiano alternative. Tali lavoratori corrono piu’ rischi di infortuni sul lavoro, ma forse i loro lavori rispondono a bisogni umani piu’ essenziali, i loro lavori manuali sono piu’ reali. E dietro alla nostra gratutidine ed ammirazione forse si nasconde anche un po’ d’invidia.

Nell’attuale crisi economica, i meccanici hanno visto aumentare i loro affari visto che la gente preferiva riparare la propria vecchia auto anziche’ comprarne una nuova. Certo l’attuale crisi prima o poi finira’, ma ci sono anche diversi cambiamenti in atto nell’economia che porteranno molti lavori manuali a prosperare. Gli idraulici, gli elettricisti, i meccanici diventeranno lavori sempre piu’ ricercati. Spesso idraulici, muratori e meccanici guadagnano molto piu’ di un impiegato d’ufficio.

Secondo alcuni esperti, in futuro la differenza cruciale nel mercato del lavoro emergera’ non tanto fra chi avra’ piu’ o meno educazione, ma fra chi potra’ offrire i propri servizi attraverso una connessione internet e chi dovra’ farlo di persona. Coloro che dovranno consegnare tali servizi di persona avranno una vita piu’ facile e piu’ al riparo dalla concorrenza. Dopotutto non si puo’ martellare un chiodo, smontare una marmitta o aggiustare un lavandino via Internet, bisogna farlo di persona. Un ingegnere residente all’estero puo’ risolvere molti problemi, ma non puo’ riparare l’auto del vicino sotto casa.

Se l’obiettivo e’ guadagnarsi da vivere forse non e’ proprio vero che un diciottenne debba per forza iscriversi all’universita’. Alcuni giovani sono forzati ad un’educazione universitaria contro la propria voglia e contro le proprie inclinazioni e spesso preferirebbero imparare a costruire o riparare cose materiali. Un giovane brillante che scegliesse di diventare un meccanico anziche’ accumulare credenziali accademiche e’ generalmente visto come un eccentrico o addirittura come qualcuno che voglia auto-distruggersi. I genitori sono ansiosi di far superare ai propri figli le varie porte del successo controllate da prestigiose istituzioni scolastiche e accademiche.

Alla fine e’ il nostro personale interesse e non l’umilta’ o la vocazione per gli altri a decidere se fare un lavoro intellettuale o un lavoro manuale. Una vita piena di soddisfazioni si puo’ realizzare in molti modi. La varieta’ dei modi in cui la pienezza della vita puo’ realizzarsi e’ spesso difficile da scorgere se rinchiudiamo le nostre aspirazioni solo in certi canali. Ma le perplessita’ che stanno sorgendo con questa crisi economica portano molte persone a farsi molte domande e forse ad allargare quegli orizzonti che prima parevano piu’ angusti. E cosi’ si riscopre il lavoro manuale e, attraverso esso, anche la bellezza e la varieta’ della vita.

Fonte: Shop class as soulcraft

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Liberta’ in Italia

Posted by janejacobs su maggio 11, 2009

Riporto il video di un’ intervista a Beatrice Borromeo in merito ad uno dei moltissimi episodi che stanno spegnendo la liberta’ in Italia. Vale la pena pagare il canone RAI, comprare giornali asserviti al potere o acquistare i prodotti pubblicizzati dalle reti private se il risultato di questi comportamenti apparentemente innocui e’ la fine della nostra liberta’ ?

Fonte: Daniele Martinelli

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Festival del giornalismo

Posted by janejacobs su aprile 4, 2009

Puo’ esserci una colonna sonora piu’ appropriata per il festival del giornalismo?

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Pearson

Posted by janejacobs su marzo 2, 2009

La societa’ Inglese Pearson potente editore del quotidiano “Financial Times” e della rivista “Economist”, ha lanciato un nuovo video interattivo sul suo sito qui.

A differenza di molte societa’ editoriali che di questi tempi sono pesantemente in perdita, la Pearson sta tenendo piuttosto bene. Il video forse puo’ aiutare gli interessati a scoprire il perche’.

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Obama e i blog

Posted by janejacobs su febbraio 20, 2009

A una recente conferenza stampa il Presidente Obama ha scosso il mondo della stampa, della TV e della radio quando ha chiesto a Sam Stain di fargli la prima domanda. Sam Stein lavora per un blog: huffingtonpost.com. Ve lo immaginate un presidente del consiglio in Italia che apre una conferenza stampa con la domanda ad un corrispondente di beppegrillo.it?

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neutralita’ della rete

Posted by janejacobs su dicembre 16, 2008

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Google: il grande fratello

Posted by janejacobs su settembre 4, 2008

Microsoft Explorer ha un costo che e’ incluso nel prezzo dei computer nuovi che compriamo in cui e’ installato Microsoft Windows. Senza Windows, la  maggior parte degli utenti dei computer non puo’ scrivere un documento, compilare una tabella dati o collegarsi su Internet. Ma il costo di Windows consente di mantenere una certa privacy.

Google Chrome  e gli altri programmi di Google sono “gratis”, il suo costo non tocca direttamente il nostro portafoglio, ma la nostra privacy in quanto Google (ma non solo) spia il nostro comportamento su Internet e cerca di venderci i prodotti che “vorremmo” grazie ad un processo di “ottimizzazione” che piazza i suoi annunci pubblicitari su Internet.

Google Chrome e’ un browser come Internt Explorer, ma anche una piattaforma di lavoro simile a Windows che potrebbe presto renderlo obsoleto. Google fornisce gia’ servizi “gratuiti” (ovvero servizi-spia) di e-mail (google mail), nella compilazione di documenti e di tabelle dati (google docs).

La maggior parte delle persone oggi pagano Microsoft per utilizzare i servizi di email (Outlook), documenti (Word) e tabelle dati (Excel). Con Google Chrome invece e’ possibile organizzare tutti questi servizi comodemente in rete senza bisogno di utilizzare la memoria dei nostri computer, ma salvando tutti i nostri dati sui computer di Google sparsi per il mondo. Questo servizio e’ comodo per chi lavora su molti computer (ufficio, casa, o in giro) e vuole sempre essere connesso avendo tutti i dati con se’ in diversi luoghi. E google chrome offre una piattaforma migliore di Microsoft Explorer per gestire tutti questi documenti online.

Ma il prezzo che noi paghiamo usando i prodotto gratuiti di Google e’ la nostra privacy. Infatti se e quando google vorra’, potra’ entrare nel profondo intimo della nostra vita spiando tutti i nostri documenti senza nemmeno aver bisogno di entrare in casa nostra ed ispezionare il nostro computer (come oggi dovrebbe fare ad esempio la polizia con un regolare mandato di cattura). Insomma, google sara’ il nuovo grande fratello a meno che non arrivi presto qualcuno a fermarlo e dargli delle regole molto precise.

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Siamo tutti spiati

Posted by janejacobs su settembre 2, 2008

 

Per chi fosse in vena di emozioni forti, consiglio di provare a cliccare il sito www.networkadvertising.org per vedere quante societa’ di pubblicita’ online vi stanno spiando in questo momento, in ogni momento in cui utilizzate Internet.

www.networkadvertising.org consente di deselezinare i “pubblicitari-spia” che vedono in ogni momento i siti che visitiamo per “ottimizzare” la pubblicita’ che ci viene proposta. E ci presenta quelli che ci stanno attraverso dei piccoli “documenti-spia” che i “programmi-spia” depositano nei nostri computer che si chiamano cookies.

Fra i vari “documenti” spia ci sono quelli della Doubleclick, una societa’ posseduta da Google. Spesso senza saperlo, accettiamo di essere spiati quando accettiamo le condizioni per comprare qualche prodotto su Internet o scaricare qualche programma. I motori di ricerca come Yahoo e Google in particolare consentono di scaricare software “gratis” in cambio del permesso che diamo loro di spiarci (anche se di fatto poche persone si premurano di leggere le condizioni del servizio). Cosi’ ci sembra di uare Internet gratis quando in realta’ vendiamo a Google, Yahoo ecc. un po’ della nostra privacy.

Tuttavia, se disattiviamo tutti i cookies che i “pubblicitari-spia” immettono nei nostri computer, la navigazione su Internet diventa lenta e poco piacevole. La maggior parte dei navigatori ha una vaga idea che esiste una tecnologia in grado di spiare le loro abitudini e ignorano l’invasivita’ di queste tecniche.

Molti blog e molti siti online (in particolare quelli che fanno capo ai grandi gruppi editoriali come RCS, Espresso e il Sole24ore) usano la pubblicita’ per sopravvivere o per fare soldi. Solo pochi servizi sono in grado di sopravvivere attraverso il sistema degli abbonati dal momento che i navigatori sono abituati a “navigare gratis”.

Ma Internet e’ anche un mezzo di comunicazione estremamente frammentato in cui i guadagni derivanti dalla pubblicita’ vanno a pochi siti con un grande numero di utenti come Yahoo o Google. Alcuni siti che sono molto specializzati, come ad esempio quelli sulle automobili, possono avere anch’essi buoni guadagni, ma la maggior parte dei servizi piccoli fa fatica ad attrarre rilevanti guadagni pubblicitari. Se un sito che si occupa di auto riesce ad attrarre qualche migliaio di utenti interessati a comprare un’auto, allora e’ possibile che il proprietario di questo sito riesca a guadagnare un buon reddito, altrimenti e’ molto difficile. Natuarlmente il discorso puo’ valere per altri siti settori specializzati, ma questi rappresentano piu’ un’eccezione che una regola.

Le societa’ di pubblicita’ si mettono d’accordo con i siti Internet di maggior successo e che hanno utenti che sono considerati interessanti perche’ hanno un particolare interesse a comprare certi prodotti e li spiano usando i cookies. I pubblicitari pagano di piu’ per mettere le pubblicita’ di fronte agli utenti che sono gia’ interessati ad un certo argomento e i blogger ed i siti Internet possono raddoppiare o triplicare il prezzo che chiedono alle societa’ che fanno pubblicita’.

Quindi Internet non e’ gratis, e’ finanziato dai “pubblicitari-spia”. Questo genera un problema di privacy. Fra i fornitori di Internet come Telecom Italia (per nominarne uno) ed i motori di ricerca, ogni utente e’ osservato. Quali sono le norme che tutelano gli utenti? Qual’e’ il limite oltre il quale i “pubblicitari-spia” non possono spingersi nell’invasione della nostra privacy?

 

 

 

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Il futuro dei giornali

Posted by janejacobs su luglio 3, 2008

Suggerimenti per l’uso dei giornali in futuro

Il giornale e’ un insieme di prodotti che soddisfano domande diverse. Alcuni consumatori sono interessati ad alcuni prodotti all’interno di un giornale, altri sono interessati ad altri prodotti. Un altro prodotto che e’ un insieme di prodotti e’ il sistema operativo Windows. Aggregare diversi prodotti e’ efficiente se il costo per i consumatori dei diversi prodotti e’ inferiore al risparmio generato dallo scorporo dei diversi prototti. Un lettore di un giornale potrebbe essere interessato alla sezione sportiva di un giornale e alla cronaca, ma se i costi di trasporto sono elevati, il prezzo di consegnare separatamente un giornale che abbia solo sezioni separate potrebbero essere superiori a quelli di un giornale che contenesse solo particolari sezioni, anche nel caso in cui il lettore non sia interessato alle altre sezioni.

Aggregare diversi prodotti diminuisce il rischio che altri concorrenti entrino dnel mercato dei giornali perche’ il costo marginale per i consumatori dei giornali raggruppati di ogni suo componente e’ zero. Il consumatore ottiene gratis la sua sezione sportiva (nel senso che il giornale non gli costerebbe meno se egli buttase via la sezione sportiva senza leggerla) ma dovrebbe pagare un prezzo per comprare un giornale esclusivamente di sport.

Come altri prodotti intellettuali, il giornale ha elevati costi fissi (la sala stampa ecc.) e bassi costi variabili (il costo di stampare e vendetere una o piu’ copie), e quindi c’e’ una tendenza naturale al monopolio nei giornali locali. Tale tendenza monopolistica e’ compensata dalle differenze di contenuti, opinioni e dall’aspetto tra gli altri giornali. I giornali tendono ad essere piuttosto profittevoli con un rapporto tra profitti e ricavi del 17%, un rapporto piu’ elevato rispetto all’industria dei media in generale, perche’ la competizione e’ limitata. I profitti dei giornali spesso si ritiene siano alti perche’  la maggior parte delle informazioni arriva gratis da fonti pubbliche, mentre i giornali hanno a che fare direttamente con il sistema distributivo e quindi possono vendere a prezzi alti tenendo costi bassi. Ma questa ragione non e’ sufficiente, perche’ ci potrebbero essere nuovi concorenti in grado di competere vendendo giornali a prezzi piu’ bassi.

Elevati profitti potrebbero sembrare non coerenti con ricavi decrescenti ma questo forse accade perche’ i produttori di giornali, non vedendo un futuro per la propria industria, smettono di investire nel proprio futuro e tagliano i costi il piu’ possibile. Molti giornali stanno facendo proprio questo. Tuttavia, i profitti dei giornali stanno crollando, e con essi il valore delle loro societa’. Il motivo di questo calo deriva dal calo dei ricavi provenienti dalla pubblicita’. Questi ricavi derivano in parte da una minore vendita di giornali, ma soprattutto dal processo di disaggregazione. Tale processo di disaggregazione e’ la causa sia del calo dei ricavi pubblicitari sia del calo della circolazione.

La rete e’ un sistema di distribuzione gratuita dei prodotti che i giornali aggregano. La distribuzione non solo costa meno, ma e’ anche migliore, perche’ non ha  i limiti di tempo dei giornali che sono distribuiti una volta al giorno e non ha limiti di spazio, perche’ le notizie in rete non sono costrette dallo spazio cartaceo dei giornali. La rete offre notizie su misura che permettono di identificare i gusti personali dei lettori e di soddisfare istantaneamente e senza costi di trasporto la consegna di prodotti rispondenti nel dettaglio al gusto dei lettori.

Un studio della societa’ comscore effettuato nel  marzo di quest’anno ha rilevato che le persone con piu’ di 65 anni hanno una probabilita’ di leggere un quotidiano che e’ sei volte maggiore alla probabilita’ di lettura di un quotidiano da parte delle persone tra i 25 e i 34 anni. Il motivo principale non sta nel fatto che gli anziani hanno piu’ tempo a disposizione dei giovani, ma che i givani sono piu’ a loro agio nel cercare e trovare informazioni in rete degli anziani. I giovani sono cresciuti nel mezzo della rivoluzione elettronca e le loro abitudini non dovrebbero modificarsi con l’eta’.

Sembra che l’unica speranza per i giornali sia di andare in rete, e praticamente tutti i grionali sono andati in rete ed hanno attratto molti utenti ai loro siti in rete. Ma non sono stati in grado di attrarre ricavi pubblicitari paragonabili ai ricavi che ricevevano per le loro cope cartacee. Il motivo e’ che c’e’ molta piu’ competizione nella pubblicita’ in rete che nella pubblicita’ sui giornali cartacei. Inoltre, i giornali in rete sono ancora prodotti che raggruppano diversi prodotti e la Rete offre molti prodotti simili. I blogs sono anch’essi un fattore importante; in generale i blog non solo sono piu rapidi, ma contengono un ammontare di informazioni molto piu’ specializzate dei giornali tradizionali.

Supponiamo ora che i giornali siano destinati all’estinzione o, piu’ realisticamente, che essi continuino a vedere ridotti i loro ricavi, diventando un prodotto ad uso esclusivo dei penionati o dei gatti come quello della foto qui sopra. Quali sono le conseguenze sociali di questo? Un argomento comune e’ che se le notizie si specializzano ai gusti individuali di ognuno, la gente non sara’ piu’ esposta a visioni coflittuali e che pertanto perderanno ogni impegno civico, ad esempio come elettori. Questa critica non e’ realistica. E’ importante distinguere tra opinioni e fatti. La maggior parte delle persone non vuole mettere in discussione le proprie opinioni. Per cui se sono e’ di destra continuera’ a leggere giornali di destra e se sono di sinistra continuera’ a leggere giornali di sinistra. Ma le persone sono interessate ed influenzate dai fatti, come la caduta del comunismo o l’aumento del prezzo del petrolio e pertanto riceveranno informazioni piu’ in fretta e meglio dalla Rete che dai giornali. Le poche persone che leggono, confrontano e tengono in seria considerazione opinioni politiche opposte continueranno a farlo anche se non compreranno piu’ i giornali cartacei. Inoltre, con l’aumento dei blog, l’ammontare di informazioni ed opinioni disponibili al pubblico e’ molto maggiore rispetto ai tempi d’oro della carta sampata.

Un’altra preoccupazione, di cui la nascita dei blogs rappresenta solo una risposta parziale, e’ che i servizi di aggregazione di notizie come Google news siano dei parassiti dei giornali in quanto si appoggiano al lavoro dei giornali tradizionali, pertanto, se tali servizi manderanno in bancarotta i giornali tradizionali non ci saranno piu’ produttori di notizie a cui potranno attingere. Ma la legge sul diritto di autore non puo’ impedire questo fenomeno, perche’ un giornale puo’ impedire la copiatura integrale di un articolo, ma non la notizia in se’. E non puo’ impedire che un servizio di aggregazione di notizie spedisca una notizia all’utente attraverso un link sulla rete. La preoccupazione, in breve, e’ che la Rete uccidera’ la gallina dalle uova d’oro da cui ha attinto finora. Ma questo e’ improbabile. Se gli utenti della rete vogliono il livello di notizie ed opinioni dei giornalisti della carta stampata, i servizi di notizie della rete assumeranno vari giornalisti compensando il maggior costo con la pubblicita’ in Rete e con i risparmi di spesa dovuti alle minori spese di trasporto. Inoltre, anche quando le principali testate non pubblicheranno piu’ in versione stampata, i loro siti potrebbero comunque rimanere fra i principali siti Internet. Ma il loro numero di opinioni e notizie sara’ probabilmente minore perche’ il processo di disaggregazione eliminera’ i sussidi interni che oggi i giornali generano ad esempio fra le pagine dello sport e quelle della cronaca.

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