Le cittá sono la ricchezza delle nazioni

Un nuovo modo di vedere l’economia

Ministri dell’ambiente

Pubblicato da janejacobs su Luglio 3, 2009

In USA il ministro dell’ambiente e’ Steven Chu ed ha un premio Nobel. Nel programma di Chu, i punti piu’ importanti sono:

smaltimento delle scorie radioattive e tossiche

ammodername to della rete elettrica

sviluppo di energie rinnovabili

promozione dell’energia nucleare

sviluppo delle ricerca

In Italia il ministro dell’ambiente e’ Stefania Prestigiacomo ed e’ una politica di professione. Anche i predecessori del Ministro Prestigiacomo Alfonso Pecoraro Scanio ed Altero Matteoli sono politici di professione. Certo, non si puo’ mica pretendere di avere per forza un Premio Nobel come ministro dell’ambiente, soprattutto per un Paese piccolo ed ininfluente come l’Italia che non vince premi Nobel. Inoltre non e’ detto per forza che un politico di professione non possa essere un bravo ministro dell’ambiente. Pero’

Pubblicato su ambiente | Contrassegnato da tag: , , , | Lascia un commento

Scatti del sogno americano infranto

Pubblicato da janejacobs su Luglio 3, 2009

Dal sito del New York Times, ecco aluni scatti del 32enne fotografo Edgar Martins sulle case incompiute o in rovina a causa della crisi del 2008.

Pubblicato su Economia, citta' | Contrassegnato da tag: , , | Lascia un commento

I dieci maggiori porti del mondo

Pubblicato da janejacobs su Luglio 3, 2009

Qui sotto la lista dei porti merci piu’ attivi del mondo secondo Drewry. I valori sono espressi in TEU, un’unita’ usata per misurare i cargo delle navi mercantili.

Posizione

Citta’

Paese

Migliaia di TEU scambiate nel 2008

 

1

 

Singapore

 

Singapore

 

29,918,100

 

2

 

Shanghai

 

Cina

 

27,882,100

 

3

 

Hong Kong

 

Cina

 

24,494,000

 

4

 

Shenzhen

 

Cina

 

21,346,800

 

5

 

Ningbo

 

Cina

 

11,219,200

 

 

Rotterdam

 

Olanda

 

10,783,825

 

7

Guangzhou

Cina

 

10,775,000

 

8

 

Qingdao

 

Cina

 

10,320,040

 

9

 

Kaohsiung 

 

Taiwan

 

9,676,553

 

10

 

Anversa

 

Belgio

 

8,663,736

Pubblicato su Economia, citta' | Contrassegnato da tag: , , | Lascia un commento

Maggiori Porti del Sud Europa

Pubblicato da janejacobs su Luglio 3, 2009

Qui sotto la lista dei porti merci piu’ attivi del Sud Europa secondo Drewry. I valori sono espressi in TEU, un’unita’ usata per misurare i cargo delle navi mercantili.

 

 

 

Posizione  Citta’  Nazione  Migliaia di TUE scambiate nel 2008 
1 Valencia Spagna 3,597,215
2 Algeciras Spagna 3,324,364
3 Barcelona Spagna 2,570,037
4 Genova Italia 1,766,605
5 Las Palmas Spagna 1,354,085
6 Marsiglia Francia 847,651
7 Bilbao Spagna 557,348
8 Napoli Italia 481,521
9 Malaga Spagna 428,623
10 Santa Cruz De Tenerife Spagna 397,767

 

 

.

Pubblicato su Economia, citta' | Contrassegnato da tag: , | Lascia un commento

Promesse da marinaio al G8

Pubblicato da janejacobs su Luglio 1, 2009

Secondo la stampa Giapponese i Paesi del G8 intendono firmare a L’Aquila un documento per impegnarsi a ridurre le emissioni di gas serra dell’80% entro il 2050. Ci sono pero’ alcuni problemi:

* Quale anno di partenza si vuole usare per conteggiare la riduzione delle emissioni? Un conto e’ partire dal 1960 o dal 1970, quando le emissioni di gas serra erano basse, un altro e’ partire da anni piu’ recenti. Cosa dicono gli scienziati in proposito?

* I Paesi non G8 come Cina, India e Brasile che emettono tanti gas serra seguiranno il “buon esempio” o si sentiranno presi in giro visto che l’attuale inquinamento l’hanno causato i Paesi del G8?

* I Paesi del G8 potrebbero non rispettare i loro impegni negli anni a venire, come sta avvenendo in Canada, che non e’ in grado di rispettare il trattato di Kyoto.

Chi controllera’ nel 2050 gli impegni presi dai Paesi del G8? Forse i nostri nipoti si ricorderanno di verificare le promesse fatte dai Potenti del Mondo nel 2009. Ma una simile verifica e’ talmente lontana nel tempo (e lontano dalla possibile rielezione degli attuali leader del G8) da destare il sospetto che tali riduzioni siano promesse da marinaio.

Ma la cosa piu’ ironica e’ che secondo alcuni studi il Polo Nord potrebbe essere gia’ sparito nel 2049.

Perche’ non impegnarsi invece a ridurre le emissioni di gas serra di una certa percentuale nei prossimi tre anni?

Qui sotto un filmato sulla riduzione dei ghiacci del Polo Nord dal 1979 al 2007.

(Sul calendario delle proteste al G8 dell’Aquila, segnalo questo articolo di Alessandro Fioroni).

Pubblicato su ambiente | Contrassegnato da tag: , , | Lascia un commento

Erbivori Giapponesi

Pubblicato da janejacobs su Luglio 1, 2009

Alcuni visitatori  stranieri affermano che per le strade di Tokyo si fa sempre piu’ fatica a riconoscere un giovane uomo da una giovane donna. Questo fenomeno non e’ solo frutto della confusione degli stranieri, ma sta osessionando anche i media ed i talk show Giapponesi.

Il giornalista Maki Fukasawa ha coniato nel 2006 il termine “erbivori” per definire i giovani  uomini eterosessuali fra i 20 ed i 30 anni che hanno poco interesse per la carriera dei loro padri ed hanno un atteggiamento ambivalente rispetto al sesso e al matrimonio.

Questo fenomeno potrebbe avere ripercussioni economiche oltre che sociali sul Giappone visto che il Giappone e’ il Paese con il piu’ alto debito pubblico pro-capite fra i Paesi ricchi. Pertanto un calo delle nascite, dei salari e dei consumi porterebbe ad uno stato permanente di crisi economica.

Lo stereotipo dell’uomo Giapponese del secolo scorso era di un lavoratore indefesso che pero’ amava trascorrere i momenti di svago in compagnia di colleghi e belle donne, mentre le mogli casalinghe li aspettavano a casa.

Negli ultimi anni il Giappone ha visto una frenata nelle vendite di profilattici, ha visto l’eta’ media delle madri allungarsi sempre piu’ ed in generale ha visto un appetite verso il sesso affievolirsi fra le giovani generazioni, aiutato anche dalla pornografia, specialmente su Internet.

Oggi sta nascendo una vera e propria industria di nicchia che ha come obiettivo la conquista di giovani maschi eterosessuali “erbivori” che preferiscono prendersi cura della propria imagine anziche’ cercarsi una compagna. La piu’ curiosa e’ Wishroom che vende reggiseni da uomo.

Per alcuni commentatopri, gli erbivori si ribellano alla cultura machista dei loro padri e al potere che le donne hanno preso nella societa’ Giapponese. La maggior parte degli erbivori sono lavoratori precari spesso mantenuti dai genitori. Se a questo si aggiunge che molte donne Giapponesi non lavorano e che il Giappone e’ ostile agli immigrati, il problema di un Giappone sempre piu’ ricco di erbivori andra’ a complicarsi negli anni futuri.

 Fonte: William Pesek

Pubblicato su Economia | Contrassegnato da tag: , | Lascia un commento

Citta’ dove emigrare

Pubblicato da janejacobs su Giugno 30, 2009

Un recente studio ha deciso di classificare le citta’ piu’ Globali del mondo. Zurigo, Copenhagen e Vancouver sono ai vertici della vivibilita’, ma sono praticamente spopolate se si paragonano a New York, Londra o Tokyo.

La classifica qui sotto tiene conto della capacita’ delle citta’ di facilitare l’integrazione, l’interazione fra culture e classi socieli diverse e di creare nuove idee che formeranno il futuro.

Per un giovane che volesse emigrare in una nuova citta’ per trovare opportunita’ di vita e di lavoro, questa classifica e’ piu’ utile di altre classifiche proposte di recente.

Per maggiori riferimenti culturali a questo tipo di classifica, si puo;’consultare il sito della Professoressa di sociologia urbana Saskia Sassen.  Sotto, la classifica delle citta’ dove emigrare.

1. New York
2. Londra
3. Parigi
4. Tokyo
5. Hong Kong
6. Los Angeles
7. Singapore
8. Chicago
9. Seoul
10. Toronto
11. Washington
12. Pechino
13. Bruxelles
14. Madrid
15. San Francisco
16. Sydney
17. Berlino
18. Vienna
19. Mosca
20. Shanghai

Pubblicato su citta' | Contrassegnato da tag: , , | Lascia un commento

Petrolio

Pubblicato da janejacobs su Giugno 30, 2009

La tabella qui sotto presenta le maggiori aree di consumo e di produzione di petrolio lo scorso anno. I dati sono espressi in percentuale al totale prodotto e consumato.

  % produzione 2008

% consumo 2008

Nord America 15.8% 27.4%
Centro-Sud America 8.5% 6.9%
Europa ed Eurasia 21.7% 24.3%
Medio Oriente 31.9% 7.8%
Africa 12.4% 3.5%
Asia 9.7% 30.1%

 

Fonte: BP

Pubblicato su energia | Contrassegnato da tag: , , | Lascia un commento

Pensioni a 70 anni, come in Danimarca

Pubblicato da janejacobs su Giugno 29, 2009

Quando Otto von Bismarck introdusse la prima pensione per i lavoratori con piu di 70 anni di eta’ nel 1889, l’aspettativa di vita di un Prussiano era di 45 anni.

Nel 1908, quando Lloyd George introdusse il pagamento di cinque scellini per tutti i poveri Britannici con piu’ di 70 anni, l’aspettativa di vita di un Britannico era di 50 anni.

Nel 1935, quando l’America introdusse le pensioni a 65 anni di eta’, l’aspettativa di vita di un Americano era di 62 anni.

Oggi in Italia l’eta’ della pensione dura circa un quarto di secolo e pesa per il 14% del PIL.

Se combiniamo questo sistema bislacco di pensioni-regalie al fatto che nascono sempre meno bambini, che ci piaccia o no, le cose devono cambiare.

I lavoratori devono rassegnarsi a lavorare piu’ a lungo e i datori di lavoro devono smettere di discriminare lavoratori anziani.

La Danimarca ha alzato l’eta’ pensionabile a 70 anni. Questa e’ la strada.

Pubblicato su Economia | Contrassegnato da tag: , , , | Lascia un commento

Danni dal riscaldamento globale

Pubblicato da janejacobs su Giugno 29, 2009

Un recente studio ha preso in considerazione gli effetti del riscaldamento globale su varie grandi citta’ portuali. Tali citta’ vedranno nei prossimi anni un aumento della popolazione e dell’urbanizzazione, ma per via del cambiamento climatico e dell’innalzamento dei mari subiranno anche maggiori inondazioni e uragani.

Oggi almeno quaranta milioni di persone e circa il 5% del PIL mondiale sono a rischio. Entro il 2070 almento centocinquanta milioni di persone e circa il 10% del PIL mondiale potrebbero essere a rischio. Ma le previsioni potrebbero non essere cosi’ rosee.

La tabella qui sotto mostra le 20 citta’ con maggior rischio per numero di abitanti oggi e nel 2070.

 

Posizione Nazione Citta’ Popolazione a rischio oggi Popolazione a rischio nel 2070
1 INDIA Kolkata (Calcutta) 1,929,000 14,014,000
2 INDIA Mumbai (Bombay) 2,787,000 11,418,000
3 BANGLADESH Dhaka 844,000 11,135,000
4 CHINA Guangzhou 2,718,000 10,333,000
5 VIETNAM Ho Chi Minh City 1,931,000 9,216,000
6 CHINA Shanghai 2,353,000 5,451,000
7 THAILAND Bangkok 907,000 5,138,000
8 MYANMAR Rangoon 510,000 4,965,000
9 USA Miami 2,003 4,795,000
10 VIETNAM Hai Phòng 794,000 4,711,000
11 EGYPT Alexandria 1,330 4,375,000
12 CHINA Tianjin 956,000 3,790,000
13 BANGLADESH Khulna 441,000 3,641,000
14 CHINA Ningbo 299,000 3,305,000
15 NIGERIA Lagos 357,000 3,229,000
16 CÔTE D’IVOIRE Abidjan 519,000 3,110,000
17 USA New York-Newark 1,540,000 2,931,000
18 BANGLADESH Chittagong 255,000 2,866,000
19 JAPAN Tokyo 1,110,000 2,521,000
20 INDONESIA Jakarta 513,000 2,248,000

 

La tabella qui sotto mostra il riscgio per la ricchezza delle citta’ costiere oggi e nel 2070.

 

Posizione Nazione Citta’ PIL a rischio oggi (Mld$) PIL a rischio nel 2070 (Mld $)
1 USA Miami 416 3,513
2 CHINA Guangzhou 84 3,358
3 USA New York-Newark 320 2,147
4 INDIA Kolkata (Calcutta) 32 1,961
5 CHINA Shanghai 73 1,771
6 INDIA Mumbai 46 1,598
7 CHINA Tianjin 30 1,231
8 JAPAN Tokyo 174 1,207
9 CHINA, Hong Kong 36 1,164
10 THAILAND Bangkok 39 1,118
11 CHINA Ningbo 9 1,074
12 USA New Orleans 234 1,013
13 JAPAN Osaka-Kobe 216 969
14 NETHERLANDS Amsterdam 128 844
15 NETHERLANDS Rotterdam 115 826
16 VIETNAM Ho Chi Minh City 27 653
17 JAPAN Nagoya 109 623
18 CHINA Qingdao 3 602
19 USA Virginia Beach 85 582
20 EGYPT Alexandria 28 563

Pubblicato su ambiente | Contrassegnato da tag: , , , , | Lascia un commento

Disastri climatici prossimi venturi

Pubblicato da janejacobs su Giugno 28, 2009

Nel 2027, a trent’anni dalla ratifica del trattato di Kyoto, Matthew Glass si immagina il mondo cosi’:

* Il Sud Europa e’ un deserto assediato da flotte di immigrati civili Africani. Gli Eserciti del Sud Europa, controllati da regimi sempre piu’ xenofobi, tentano di affondare tali flotte

* L’Amazzonia brucia da ormai quattro anni senza che nesuno possa farci nulla

* La Groenlandia non ha piu’ ghiacciai

* Siria e Iraq sono in guerra per il controllo delle risorse idriche dell’Eufrate

* Le riserve di CO2 immagazzinata nelle riserve sub-oceaniche stanno scoppianto

* Ogni Nazione con una costa ha accettato il fatto di dover far emigrare milioni di cittadini verso l’entroterra a costi insostenibili

* Tutte le nazioni barano sul rispetto delle quote di emissioni del trattato di Kyoto (e dei trattati ad esso successivi).

Per chi ama questo argomento, oltre al libro di Glass, consiglio questa rassegna cinematografica.

Pubblicato su ambiente | Contrassegnato da tag: , , , | 3 Commenti »

Michael Jackson, Don’t stop till you get enough

Pubblicato da janejacobs su Giugno 28, 2009

Il video qui sotto rappresenta il mio Michael Jackson preferito.   Al video segue il testo.

Lovely Is The Feelin’ Now
Fever, Temperatures Risin’ Now
Power (Ah Power) Is The Force The Vow
That Makes It Happen It Asks No Questions Why (Ooh)
So Get Closer (Closer Now)
To My Body Now Just Love Me
‘Til You Don’t Know How (Ooh)

Keep On With The Force Don’t Stop
Don’t Stop ‘Til You Get Enough

Touch Me And I Feel On Fire
Ain’t Nothin’ Like A Love Desire (Ooh)
I’m Melting (I’m Melting)
Like Hot Candle Wax Sensation (Ah Sensation)
Lovely Where We’re At (Ooh)
So Let Love Take Us Through The Hours
I Won’t Be Complanin’
‘Cause This Is Love Power (Ooh)

Keep On With The Force Don’t Stop
Don’t Stop ‘Til You Get Enough

Heartbreak Enemy Despise
Eternal (Ah Eternal)
Love Shines In My Eyes (Ooh)
So Let Love Take Us Through The Hours
I Won’t Be Complanin’ (No No)
‘Cause Your Love Is Alright, Alright

Keep On With The Force Don’t Stop
Don’t Stop ‘Til You Get Enough

Lovely Is The Feeling Now I Won’t Be Complanin’ (Ooh Ooh)
The Force Is Love Power

Keep On With The Force Don’t Stop
Don’t Stop ‘Til You Get Enough

Pubblicato su Musica di citta' | Contrassegnato da tag: , , , | Lascia un commento

Nuovi siti UNESCO 2009

Pubblicato da janejacobs su Giugno 28, 2009

Pubblicato su ambiente | Contrassegnato da tag: , , | Lascia un commento

Montreal

Pubblicato da janejacobs su Giugno 28, 2009

Per comprendere il motivo per cui il problema della sovranita’ sia emerso seriamente in Quebec, dobbiamo osservare due citta’: Montreal e Toronto. Queste due citta’ sono responsabili per cio’ che sta accadendo in Quebec. Entrambe hanno convertito il Quebec in qualcosa di simile ad una nuova nazione, anche se ha uno stato di capitale di una provincia. Nessuno aveva pianificato un simile esito. Nessuno si e’ reso conto di cosa stava trasformando il Quebec. Gli eventi che portarono alla trasformazione sono piuttosto recenti. Tali eventi risalgono piu’ o meno allo scoppio della Seconda Guerra Mondiale nel 1939 e all’inizio dell’economia di guerra in Canada.

Iniziamo da Montreal, Fra il 1941 ed il 1971, Montreal ebbe un’enorme crescita economica. In quei trent’anni la citta’ raddoppio’ la sua popolazione, arrivando a due milioni di abitanti. Gli immigranti provenienti da altre nazioni contribuirono alla crescita di Montreal; allo stesso modo contribuirono anche gli immigranti provenienti da altre parti del Canada. Parte della crescita era dovuta anche all’aumento delle nascite della popolazione locale di Montreal. Ma la maggior parte dell’aumento delle popolazione fu determinato da un influsso di persone dalle aree rurali e dalle piccole citta’ del Quebec.

Gli abitanti delle zone rurali e delle piccole citta’ del Quebec avevano gia’ una storia di emigrazione. Alcuni di loro si erano gia’ trasferiti a Montreal, a Quebec City e nel New England, ma l’emigrazione verso Montreal ebbe una radicale impennata fra il 1941 ed il 1971.

Gli emigranti di lingua Francese verso Montreal trascorsero gli anni ‘40 e gli anni ‘50 a ritrovarsi l’uno con l’altro. La “rivoluzione quieta” nacque dalla rete delle relazioni fra queste famiglie: nuove interazioni e comunita’ d’interesse nella citta’ di Montreal; nell’arte, nella politica, nella vita lavorativa e nell’educazione. La cultura Francese a Montreal era in un quieto fermento mentre la gente costruiva relazioni, ambizioni e idee che non avrebbero mai potuto cimentarsi in piccole citta’, anche nella piccola citta’ capitale di Quebec city.

Negli anni ‘60 l’evidenza di questo fermento si rivelo’ nella fioritura del teatro, del cinema, della televisione e dei film di lingua francese. IL talento ed il pubblico si ritrovarono l’un l’altro. C’era un crescente numero di lettori di libri e di periodici di lingua Francese nel Quebec; gli scrittori ed i lettori si ritrovavano l’un l’altro. Più o meno contemporaneamente, per una serie di ragioni, nuove opportunita’ si aprivano per gli abitanti Francesi del QUebec nel mondo delle professioni e del commercio. La piu’ importante di queste ragioni era la crescita di Montreal stimolata dalla produzione bellica e dai servizi ad essa connessi. poi dall’afflusso di impianti industriali riconvertiti dopo la guerra dalla crescita del commercio con altre parti del Canada e con gli Stati Uniti. Montreal mantenne una rapida crescita economica durante tutti gli anni ‘60 e mentenne un’espansione esuberante – o un’espansioe che sembrava tale – grazie ad eventi come l’Expo, le Olimpiadi ed una varieta’ di programmi per la crescita stimolati dal settore pubblico.

Fino alla fine degli anni ‘60 Montreal sembrava quella che era stata per circa due secoli: una citta’ Inglese che conteneva molti abitanti e lavoratori di lingua Francese. Ma in realta’ gia’ nel 1960 Montreal era diventata una citta’ Francese che conteneva molti lavoratori ed abitanti di lingua Inglese. Quando il Canada si rese conto della trasformazione di Montreal ormai tale trasformazione era stata completata.

Nel Quebec rurale, la roccaforte della cultura e delle tradizioni Francesi, un altro tipo di quieta rivoluzione stava prendendo piede. Dai villaggi agricoli e dalle piccole citta’ centinaia di migliaia di persone, specialmente giovani si riversavano verso Montreal in cerca di un futuro e di una vita migliore. Questa onda di Francesi verso Montreal porto’ con se i propri effetti sull’educazione e sulle aspirazioni dei Francesi. Coloro che erano in cerca di una vita migliore a Montreal avevano davanti a se’ opportunita’ che erano inimmaginabili per i propri genitori o per i propri nonni.

 La vita cambio’ anche per coloro che rimasero nei villaggi in campagna. Il mercato di Montreal per i beni agricoli si espanse rapidamente. Un milione in piu’ di cittadini dovevano mangiare e il bisogno di nutrire tutti questi nuovi cittadini aumento il commercio di Montreal con le campagne; molto piu’ denaro cittadino veniva investito e speso nelle campagne. Non solo in cibo, ma anche in materiale da costruzione, vacanze in campagna e altri beni e servizi dalle campagne del Quebec inondavano il mercato di Montreal.Con l’aumento del commercio fra le campagne del Quebec e Montreal aumentava il desiderio dei giovani di campagna di emigrare in citta’ e gli abitanti delle campagne rimasti cercavano di trovare modi per risparmiare la fatica del lavoro agricolo. Pertanto aumento’ il mercato di macchine agricole come trattori, trebbiatrici, irrigatori ed altre apparecchiature elettriche nei piccoli paesi dove fino a poco tempo prima non c’erano i soldi per comprare questi macchinari. Alcuni dei proventi del commercio con Montreal venivano spesi dagli agricoltori del Quebec per beni di consumo che poco prima sarebbero stati considerati un lusso irraggiungibile. Alcuni proventi vennero depositati in banca.

Questi cambiamenti ebbero un profondo effetto sulla vita religiosa del Quebec. Contrariamente a quanto molti ritenevano, la rivoluzione religiosa del Quebec che si verifico’ con la perdita di autorita’ della Chiesa Cattolica, non fu una causa dai cambiamenti rurali e cittadini di cui sopra, ma ne fu l’effetto. I preti non avevano piu’ l’ultima parola sulle cose del mondo quando ormai tutti avevano un parente o un conoscente che aveva ricevuto un’educazione secolare all’Universita’ di Montreal; o in insediamenti dove gli emigranti ritornavano per partecipare a matrimoni, funerali e riunioni familiari; in in insediamenti dove la gente vedeva film quando andavano in citta’ e sentivano la radio a casa, o addirittura iniziavano a guardare la televisione; o in insediamenti dove i cambiamenti della vita economica quotidiana ed i metodi lavorativi avevano distrutto i legami dei metodi tradizionali di produzione.

La grande forza della crescita di Montreal stava minacciando la vecchia cultura delle campagne e stava irradiando alle campagne una nuova cultura cittadina.

Pubblicato su La questione della secessione, secessione | Contrassegnato da tag: , | Lascia un commento

Il ritorno del lavoro manuale

Pubblicato da janejacobs su Giugno 28, 2009

Il nostro lavoro sta diventando sempre piu’ surreale e sempre meno reale. Lavorando in un ufficio, spesso e’ difficile vedere i frutti concreti dei nostri sforzi. Cosa esattamente abbiamo realizzato giorno per giorno? quando la catena causa-effetto e’ sempre piu’ opaca e la responsabilita’ e’ sempre piu’ diffusa, la nostra esperienza vaga e surreale. Spesso ci sentiamo alienati. Esiste un’alternativa piu’ “reale”?

La scuola sta perdendo le competenze per insegnare materie pratiche. Al contrario la scuola insegna sempre piu’ materie teoriche visto che tutti oggi sembra che tutti vogliano fare lavoro intellettuale. Il sogno di tutti i genitori e’ di mandare i propri figli all’universita’ e poi a lavorare in qualche ufficio. Tale sogno e’ il frutto di una visione del mondo in cui lasciamo la realta’ materiale per una realta’ virtuale della nuova economia informatica. Tuttavia molti lavori “intellettuali” spesso sono piu’ snervanti dei lavori manuali e spesso ci ritroviamo ad ammirare le persone che sanno ancora usare la propria manualita’: meccanici, idraulici, muratori, parrucchieri, artisti.

Spesso idealizziamo questi lavoratori e li consideriamo piu’ “romantici” perche’ implicitamente riteniamo che i lavoratori che usano le proprie mani non abbiano alternative. Tali lavoratori corrono piu’ rischi di infortuni sul lavoro, ma forse i loro lavori rispondono a bisogni umani piu’ essenziali, i loro lavori manuali sono piu’ reali. E dietro alla nostra gratutidine ed ammirazione forse si nasconde anche un po’ d’invidia.

Nell’attuale crisi economica, i meccanici hanno visto aumentare i loro affari visto che la gente preferiva riparare la propria vecchia auto anziche’ comprarne una nuova. Certo l’attuale crisi prima o poi finira’, ma ci sono anche diversi cambiamenti in atto nell’economia che porteranno molti lavori manuali a prosperare. Gli idraulici, gli elettricisti, i meccanici diventeranno lavori sempre piu’ ricercati. Spesso idraulici, muratori e meccanici guadagnano molto piu’ di un impiegato d’ufficio.

Secondo alcuni esperti, in futuro la differenza cruciale nel mercato del lavoro emergera’ non tanto fra chi avra’ piu’ o meno educazione, ma fra chi potra’ offrire i propri servizi attraverso una connessione internet e chi dovra’ farlo di persona. Coloro che dovranno consegnare tali servizi di persona avranno una vita piu’ facile e piu’ al riparo dalla concorrenza. Dopotutto non si puo’ martellare un chiodo, smontare una marmitta o aggiustare un lavandino via Internet, bisogna farlo di persona. Un ingegnere residente all’estero puo’ risolvere molti problemi, ma non puo’ riparare l’auto del vicino sotto casa.

Se l’obiettivo e’ guadagnarsi da vivere forse non e’ proprio vero che un diciottenne debba per forza iscriversi all’universita’. Alcuni giovani sono forzati ad un’educazione universitaria contro la propria voglia e contro le proprie inclinazioni e spesso preferirebbero imparare a costruire o riparare cose materiali. Un giovane brillante che scegliesse di diventare un meccanico anziche’ accumulare credenziali accademiche e’ generalmente visto come un eccentrico o addirittura come qualcuno che voglia auto-distruggersi. I genitori sono ansiosi di far superare ai propri figli le varie porte del successo controllate da prestigiose istituzioni scolastiche e accademiche.

Alla fine e’ il nostro personale interesse e non l’umilta’ o la vocazione per gli altri a decidere se fare un lavoro intellettuale o un lavoro manuale. Una vita piena di soddisfazioni si puo’ realizzare in molti modi. La varieta’ dei modi in cui la pienezza della vita puo’ realizzarsi e’ spesso difficile da scorgere se rinchiudiamo le nostre aspirazioni solo in certi canali. Ma le perplessita’ che stanno sorgendo con questa crisi economica portano molte persone a farsi molte domande e forse ad allargare quegli orizzonti che prima parevano piu’ angusti. E cosi’ si riscopre il lavoro manuale e, attraverso esso, anche la bellezza e la varieta’ della vita.

Fonte: Shop class as soulcraft

Pubblicato su Economia, informazione | Contrassegnato da tag: , , , , | Lascia un commento

Come ridurre la disuguaglianza tra ricchi e poveri

Pubblicato da janejacobs su Giugno 26, 2009

Negli ultimi decenni abbiamo assistito ad un aumento della disuguaglianza tra ricchi e poveri. Nei Paesi Ricchi un numero relativamente esiguo di persone ha avuto modo di arricchirsi molto, mentre la maggioranza si e’ vista ridurre  il potere d’acquisto dei propri salari. Fra le possibili cause dell’aumento di questa disuguaglianza ci sono:

• il cambiamento tecnologico

• l’aumento degli scambi commerciali con l’estero (la cosidetta globalizzazione)

• l’immigrazione

• la diminuzione del peso dei sindacati

Come si possono fermare o rallentare queste disuguaglianze? E’ difficile dare una risposta breve, chiara e coincisa ad un problema cosi’ complesso, ma sembra che l’ istruzione e l’educazione siano la chiave per risolvere questo problema. L’educazione non dovrebbe fermarsi solo all’interno di scuole ed universita’, ma dovrebbe continuare anche all’interno dei luoghi di lavoro.

L’economia dei Paesi Ricchi si e’gia’ trasformata da industriale a terziaria. La produzione e’ diventata piu’ complessa  attraverso catene di montaggio “globali” che richiedono competenze avanzate.

Ma quali sono queste competenze? Alcuni ritengono che ci sia bisogno di

• conoscenza dell’informatica

• lingue straniere

• capacita’ di condurre un progetto portato avanti da un gruppo di persone che risiedono in citta’ o Paesi diversi

Basteranno educare i lavoratori a queste competenze o ci vorra’ anche altro?

Pubblicato su Economia, istruzione | Contrassegnato da tag: , , | Lascia un commento

L’Europa scoppiera’?

Pubblicato da janejacobs su Giugno 25, 2009

Come giustamente intuisce Beppe Grillo, l’Europa potrebbe scoppare. Il perche’ e’ qui.

Pubblicato su Economia | Contrassegnato da tag: , | Lascia un commento

Banda larga, confronti Europei

Pubblicato da janejacobs su Giugno 25, 2009

La tabella qui sotto compilata dalla Commissione Europea presenta la percentuale di case con Internet a banda larga in alcuni Paesi Europei.


Paese

 

% case a banda larga

Olanda 74%
Danimarca 74%
Svezia 71%
Regno Unito 62%
Francia 57%
Germania 55%
Spagna 45%
Irlanda 43%
Portogallo 39%
Italia 31%
Grecia 22%

Pubblicato su Economia, tecnologia | Contrassegnato da tag: , | 5 Commenti »

Vertice Italia USA

Pubblicato da janejacobs su Giugno 17, 2009

Io non credo che l’altro giorni il Primo Ministro Italiano sia volato a Washington per discutere con il presidente Americano solo dello scambio di tre detenuti e dello spostamento di qualche centinaio di soldati.

Piuttosto, riterrei cha i due abbiano parlato a lungo del mistero dei Kennedy bonds. Un’interessante interpretazione di questo mistero si trova qui.

Pubblicato su Economia | Contrassegnato da tag: | Lascia un commento

Ripensare le citta’ spopolate

Pubblicato da janejacobs su Giugno 16, 2009

Un altro spunto Jacobiano della bravissima Debora. Per l’Italia, tuttavia, suggerirei l’esempio della Germania, piuttosto che quello della Rust Belt USA.

Pubblicato su jane jacobs | Contrassegnato da tag: | Lascia un commento